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Eventi | 28 luglio 2026, 17:00

Tre giorni, grandi concerti e conti in ordine: il Nice Jazz Fest cambia formula e convince pubblico e organizzatori

L'edizione 2026 archivia la scommessa del festival "compatto": risparmi per 800 mila euro senza rinunciare alla qualità. La musica invade anche piazze, locali e mercati con oltre cento artisti coinvolti

Tre giorni, grandi concerti e conti in ordine: il Nice Jazz Fest cambia formula e convince pubblico e organizzatori

Meno giorni, stessi grandi nomi e una città che per un'intera settimana ha respirato musica.

Il Nice Jazz Fest 2026 chiude i battenti con un bilancio che gli organizzatori definiscono più che positivo: il nuovo format concentrato in tre serate ha attirato migliaia di spettatori, mantenendo alto il livello artistico e consentendo, allo stesso tempo, un significativo contenimento dei costi.

La scelta di ridurre la durata della manifestazione, infatti, ha permesso al Comune di Nizza di risparmiare 800 mila euro, senza intaccare la qualità del cartellone. Una decisione destinata a segnare il futuro del festival, che punta ora a consolidare un modello economicamente più sostenibile.

Per il sindaco Eric Ciotti, il risultato dimostra che è possibile coniugare eccellenza culturale e gestione rigorosa delle risorse pubbliche.

Il primo cittadino parla di un'edizione capace di valorizzare il jazz in tutte le sue sfumature, dalle sonorità più tradizionali alle contaminazioni contemporanee, rafforzando il ruolo del Nice Jazz Fest come uno degli appuntamenti culturali di riferimento della Costa Azzurra e dell'intero Mediterraneo.

Ma il successo del festival non si è misurato soltanto sul palco del Théâtre de Verdure. Per diversi giorni l'intera città si è trasformata in una grande scena musicale grazie agli eventi collaterali che hanno coinvolto residenti e turisti ben oltre gli spazi ufficiali della manifestazione.

Il Fest'OFF ha portato oltre cento musicisti tra piazze, mercati e vie del centro con concerti gratuiti, performance itineranti e spettacoli aperti a tutti, trasformando Nizza in un festival diffuso.

Allo stesso tempo, il progetto Lou Girou ha coinvolto il tessuto economico cittadino: venti tra bar, ristoranti, cinema, associazioni e attività commerciali hanno organizzato quasi sessanta appuntamenti dedicati al jazz e alle musiche contemporanee, creando un ponte tra il festival e la vita quotidiana della città.



Tra le novità dell'edizione 2026 anche il Villaggio della Merenda, uno spazio ispirato alla tradizione nizzarda, pensato non soltanto come area ristoro ma come luogo di incontro e socialità.

Dj set, installazioni, spazi relax e proposte gastronomiche hanno accompagnato il pubblico tra un concerto e l'altro, contribuendo a creare un'atmosfera informale e partecipata.

Il festival ha guardato anche al futuro della musica con il debutto del Nice Music Lab x Sacem Université, concorso dedicato ai giovani artisti emergenti delle Alpi Marittime e del Var.

Sei progetti musicali si sono esibiti davanti a una giuria di professionisti del settore sotto il patrocinio del batterista Manu Katché. Ai tre vincitori sarà offerto un percorso di formazione professionale nel biennio 2026-2027, con l'obiettivo di favorirne l'ingresso nel mercato discografico.

Accanto alla musica, cresce anche l'attenzione ai temi sociali e ambientali. Il festival ha inaugurato un nuovo spazio dedicato alla responsabilità sociale con iniziative contro la violenza di genere, campagne di prevenzione sull'abuso di alcol e droghe, attività di sensibilizzazione contro le discriminazioni e interventi per ridurre l'impatto ambientale della manifestazione attraverso una migliore raccolta differenziata e azioni contro l'inquinamento provocato dai mozziconi di sigaretta.

È stato inoltre rafforzato il programma dedicato all'accessibilità. Tra le iniziative più innovative figurano i giubbotti vibranti destinati alle persone sorde e ipoudenti, che permettono di percepire la musica attraverso le vibrazioni. Un segnale concreto della volontà di rendere il festival sempre più inclusivo.

L'edizione 2026 si chiude così con un doppio risultato: da una parte la conferma del forte legame tra il Nice Jazz Fest e la città, dall'altra la dimostrazione che anche un grande evento internazionale può ripensare il proprio modello organizzativo senza perdere attrattiva.

Una formula che, alla luce dei numeri e della partecipazione registrata quest'anno, potrebbe diventare il nuovo punto di riferimento per le future edizioni.

Beppe Tassone

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