Sono in corso le indagini relative alla truffa informatica di cui è rimasta vittima un’imprenditrice agricola residente in un centro dell’Alta Langa.
Il raggiro ha seguito uno schema ormai consolidato e più volte fatto oggetto dei moniti lanciati dalle forze dell’ordine nel corso di incontri rivolti soprattutto alla terza età, visto che proprio la popolazione più anziana rappresenta l’obiettivo privilegiato dei malintenzionati specializzati in questa tipologia di reato, comunemente detta "smishing" in quanto è proprio la messaggistica Sms il canale utilizzato per arrivare alla propria preda.
Ben più giovane – appena una trentina d’anni – la vittima del raggiro realizzato da ignoti alla fine scorso novembre. In quella giornata la donna riceve sul proprio telefono cellulare un messaggio Sms contenente una richiesta di autorizzazione al pagamento di una somma. Con lo stesso si precisava che, nell’ipotesi in cui tale somma non fosse stata dovuta, la destinataria del messaggio avrebbe dovuto contattare un numero telefonico riportato nello stesso messaggio.
La donna, evidentemente ignara di quello che rappresenta un fenomeno dilagante, non sospetta la possibilità di una truffa. Risponde, contatta il numero indicato e dall’altra parte del telefono trova una persona che, con fare gentile e rassicurante, le precisa che quell’ordine di bonifico riguarda una somma di 40mila euro e che l’avrebbe fatta contattare in tempi brevissimi dai Carabinieri di Cuneo: sarebbero stati loro a darle le informazioni e istruzioni del caso per evitare un pagamento non dovuto.
Pochi minuti e la donna riceve una nuova chiamata. Sul display del proprio telefono non compare un numero, ma una scritta che fa effettivamente pensare a un’utenza dei Carabinieri di Cuneo.
Un’altra voce dall’altra parte del cavo si presenta come un maresciallo dell’Arma, il quale chiede alla donna di recarsi immediatamente in banca a fare un bonifico utilizzando estremi che verranno indicati da un altro addetto ancora, questa volta della Polizia Postale. Effettuato il bonifico istantaneo – era l’ulteriore indicazione – la donna avrebbe dovuto portarne la ricevuta alla Caserma dei Carabinieri di Cuneo: ennesima circostanza che doveva rassicurare la vittima circa la bontà della procedura.
Fatto il pagamento la donna si presenta alla caserma a Cuneo e qui le tocca l’amara scoperta: nessuno sapeva ovviamente nulla di quel bonifico da 40mila euro, denari dissolti nel nulla.
All’imprenditrice non è rimasto che presentare denuncia, assistita dall’avvocato albese Roberto Ponzio.
Le indagini sono in corso, condotte dalla Procura della Repubblica di Alessandria, competente territorialmente essendo il bonifico stato effettuato tramite uno sportello bancario collocato nell’Acquese.


