Scontri in Val di Susa, il giorno dopo. Tra il bilancio dei feriti e la conta dei danni, la giornata successiva ai duri disordini registrati attorno ai cantieri della Torino-Lione trasforma la cronaca in una rovente querelle politica e istituzionale. A fare da apripista all'ondata di reazioni sono le parole durissime di Paolo Foietta, presidente della Commissione Intergovernativa Italia-Francia, che parla apertamente di una situazione ormai fuori controllo.
"Sento l’imbarazzo di dover rinnovare per l’ennesima volta la mia solidarietà alle forze dell’ordine, vittime di una violenza organizzata, folle e gratuita, pianificata all’ombra del festival dell’Alta Felicità e della marcia estiva", attacca Foietta. Per il presidente della CIG, la Valle di Susa si è trasformata nella "summer school dell'arcipelago antagonista italiano ed europeo". L'invito è a superare ogni tipo di ambiguità: "Basta con le dichiarazioni pelose: occorre che tutti i conniventi la smettano di offrire sedi, sostegno e platea a chi pratica abitualmente la violenza organizzata contro gli agenti, i lavoratori dei cantieri e la maggioranza della popolazione locale".
I sindacati di polizia e Guardia di Finanza: "Basta passerelle, siamo usati come bersagli"
Le parole di Foietta trovano immediata sponda nei comunicati dei rappresentanti dei lavoratori in divisa, esasperati dopo il pesante bilancio di agenti e finanzieri rimasti feriti o intossicati negli assalti con pietre, bombe carta e molotov.
Dal Silf (Sindacato Italiano Lavoratori Finanzieri) arriva la richiesta di individuare e punire subito i responsabili, sollecitando però interventi concreti da parte dello Stato: "Siamo stufi di vedere i finanzieri trattati come bersagli. Chi sceglie di incendiare mezzi e aggredire le forze dell'ordine è un violento che attacca la legalità". Sulla stessa linea il Sinafi, che descrive scenari da "vera e propria guerriglia urbana" con colleghi colpiti da ordigni incendiari e mezzi dati alle fiamme.
Ancora più duro l'attacco dell'Fsp Polizia di Stato. Il segretario generale Valter Mazzetti parla senza mezzi termini dell'ennesima «sconfitta dello Stato» e punta il dito contro le forze politiche: "I poliziotti sono stufi di essere argomento di scaramucce tra politicanti che parlano in prima persona mentre sul campo, a prendere bombe, ci sono servitori in divisa usati come numeri o fantocci". La richiesta dell'Fsp è drastica: blindare l'area dei cantieri come zona militare e procedere contestualmente per il reato di terrorismo di piazza. Concetto ribadito dal Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) con il segretario Stefano Paoloni: "Ieri il morto è stato ricercato con coscienza e volontà; si tratta di tentato omicidio".
La posizione del PD e la difesa del lavoro della CGIL
Sul fronte strettamente politico, la condanna degli scontri unisce schieramenti diversi, pur con sfumature differenti. Domenico Rossi, segretario regionale del Partito Democratico Piemonte, esprime vicinanza a chi lavora nei cantieri e alle forze dell'ordine, sottolineando la necessità di isolare la frangia violenta: "La libertà di manifestare è un pilastro democratico, ma la violenza va condannata con fermezza perché danneggia e oscura anche le ragioni di chi si oppone con metodi pacifici".
Anche dal mondo del lavoro si leva una voce ferma a tutela della sicurezza. La Cgil Torino, attraverso le parole del segretario generale Federico Bellono, richiama l'attenzione sulle tute blu presenti nei siti al momento degli assalti: "I lavoratori edili, così come le forze dell'ordine, non possono essere ostaggi degli assalti ai cantieri. Il diritto alla protesta pacifica e il diritto al lavoro devono viaggiare di pari passo".
Il Governo tira dritto: "L'opera strategica non si ferma"
Nonostante la tensione e i reiterati tentativi di blocco, la linea istituzionale resta improntata alla continuità dei lavori. Calogero Mauceri, presidente dell’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino-Lione, ribadisce che la tabella di marcia del cantiere transfrontaliero non subirà battute d'arresto.
"Gli episodi di violenza e le intimidazioni non fermeranno il percorso avviato dal Governo e dal Ministero delle Infrastrutture", dichiara Mauceri. "La realizzazione dell'opera prosegue nel rispetto del confronto con le comunità locali, confermandosi un'infrastruttura strategica per l'intero Paese".
"No Tav come terroristi. Di fronte a un bollettino di guerra con oltre 140 agenti delle forze dell'ordine feriti nell’assalto no Tav, la Lega rilancia la proposta, sostenuta storicamente da alcuni sindacati delle forze dell’ordine, di introdurre il reato di terrorismo di piazza. Quanto avvenuto in Val Susa è un attacco premeditato eversivo contro donne e uomini in divisa, un atto di squadrismo inaccettabile che ci auguriamo possa finalmente portare le autorità competenti a configurare, per modalità e aggressività, il reato di terrorismo" così una nota della Lega.
"Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell'Ordine non sta difendendo un'idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l'Italia non sarà mai lasciato solo". Così sui social la premier Giorgia Meloni.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per chiedergli di trasmettere agli agenti delle Forze dell'Ordine la sua solidarietà e il suo ringraziamento per la loro azione al servizio della comunità nazionale. "Il Presidente della Repubblica ha fatto pervenire la sua vicinanza agli agenti feriti". E' quanto si apprende dal Quirinale.
"Il 27 settembre una manifestazione"
“Ieri è stata una giornata di guerriglia a Chiomonte, una delle più terribili e infami della lunga storia di violenze attuate contro il cantiere; non basta condannare le centinaia di assaltatori incappucciati armati di molotov, serve di nuovo far vedere che esiste una maggioranza silenziosa che vuole che si proceda con i lavori e che respinga al mittente questi tentativi criminali, che mirano solo ad aprire una nuova stagione di terrore e di violenza permanente. Il 27 settembre per la TAV è un giorno storico. 15 anni fa avvenne la firma a Parigi dell’intesa intergovernativa tra Italia e Francia ratificando il trattato sulla tratta Torino-Lione. Il 27 settembre 2026 sarà domenica e chiedo che per quella data tutte le forze politiche e sociali si uniscano per manifestare. Una manifestazione da promuovere insieme" così Igor Boni (Presidente di Europa Radicale).


