Il Nazionale

Eventi | 25 luglio 2026, 07:00

Jazz à Juan, sessantacinque anni e nessuna nostalgia: il festival della Costa Azzurra continua a reinventarsi

Oltre 26 mila spettatori per l'edizione del 2026. Da Seal a Tom Jones, fino a Marcus Miller, il jazz dialoga con il soul, il pop e le nuove generazioni. E la sostenibilità entra sempre più nel cuore della rassegna

Jazz à Juan, sessantacinque anni e nessuna nostalgia: il festival della Costa Azzurra continua a reinventarsi

C'è un momento, ogni estate, in cui la Pinède Gould di Juan-les-Pins torna a essere uno dei luoghi simbolo della musica dal vivo in Europa.

È quando le luci si abbassano tra i pini affacciati sul Mediterraneo e il palco di Jazz à Juan accende una storia che dura da sessantacinque anni. L'edizione 2026 si è chiusa domenica 19 luglio confermando che il festival francese non vive di rendita sul proprio passato, ma continua a rinnovarsi, attirando un pubblico sempre più ampio.

Sono stati oltre 26 mila gli spettatori che hanno assistito ai 36 concerti in programma nelle nove serate della manifestazione, con un tasso medio di occupazione dei posti a sedere del 94%.

Un risultato accompagnato da un incremento superiore al 10% nelle vendite rispetto allo scorso anno, segnale di una rassegna che continua a rappresentare uno degli appuntamenti imprescindibili dell'estate musicale europea.



A dominare il botteghino sono stati i concerti di Seal, Tom Jones e Marcus Miller, tre artisti capaci di attraversare linguaggi e generazioni, confermando la vocazione di Jazz à Juan a superare i confini del jazz tradizionale.

Una cifra stilistica che da tempo caratterizza il festival e che gli permette di alternare grandi nomi internazionali e musicisti destinati a segnare il futuro della scena contemporanea.

Emblematico anche un altro dato: quasi un quinto dei biglietti è stato acquistato durante i giorni del festival.

Una scelta dettata spesso dall'istinto, dal passaparola o dal desiderio di lasciarsi sorprendere da una serata sotto le stelle, in un'atmosfera che resta uno dei tratti distintivi della manifestazione.

Ma il 2026 sarà ricordato anche come l'anno di alcune novità significative. Per la prima volta la rassegna ha proposto due concerti ecosostenibili sull'altopiano della Garoupe, pensati per ridurre al minimo l'impatto ambientale senza rinunciare all'intensità dell'ascolto.

Un modo diverso di vivere la musica, immersi nella natura e in un contesto paesaggistico unico.

Anche la Pinède Gould si è trasformata, con un nuovo spazio dedicato all'accoglienza e alla convivialità, diventato rapidamente uno dei punti di ritrovo del pubblico tra un concerto e l'altro.

E, come da tradizione, il festival ha aggiunto nuovi nomi alla sua memoria storica: Keziah Jones, Linda Lee Hopkins, José James e China Moses hanno lasciato le loro impronte, entrando a far parte della galleria delle leggende che racconta oltre sei decenni di grande musica.

Il festival, però, non si esaurisce sul palco principale. Il cartellone OFF ha confermato tutta la sua vitalità, con le Jammin'Summer Session e il Jazz Club spesso sold out e le mattinate alla Mediateca dedicate agli incontri con gli artisti, uno spazio prezioso per approfondire storie, influenze e percorsi creativi.

Sempre più evidente anche la volontà di fare della sostenibilità un elemento strutturale della manifestazione.

Dalla raccolta differenziata ai bicchieri riutilizzabili, dalle iniziative per favorire biciclette e car pooling fino alle campagne di sensibilizzazione ambientale e sociale promosse insieme alle associazioni del territorio, Jazz à Juan continua a coniugare spettacolo e responsabilità.

Non è mancata nemmeno l'attenzione alla sicurezza del pubblico, con il proseguimento della campagna contro le violenze sessiste e sessuali "Touche pas à mon verre", sostenuta dalla Regione Sud.

Anche online il festival conferma la propria capacità di coinvolgere il pubblico: quasi un milione di visualizzazioni sui social e 159 mila visite al sito ufficiale raccontano una comunità che continua a seguire la manifestazione ben oltre le serate di concerto.

La musica, intanto, non si ferma. Prima dell'edizione estiva del 2027, prevista dall'8 al 18 luglio, Jazz à Juan tornerà il 29 e 30 ottobre con Jammin'Juan, l'appuntamento autunnale che negli ultimi anni ha ampliato il calendario della storica rassegna, confermando come il festival sia ormai molto più di un evento estivo: un laboratorio musicale permanente affacciato sul Mediterraneo.

Beppe Tassone

In Breve