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Eventi e Turismo | 24 luglio 2026, 11:01

ALLA FESTA DI CAPOLAGO. «Qui in mezzo alla campagna, tra un bicchier di vino e un panino la vita sembra più lieve»

Viaggio nella Festa del Bosco che fino a domenica a pranzo e a cena darà da mangiare a 5 mila persone. «Accogliamo famiglie e compagnie, ma anche gruppi di lavoro e ragazzi disabili, per loro la cucina è gratuita. In molti arrivano per gustare la polenta e asino, il piatto più richiesto assieme alle salamelle, al fritto misto, e alla polenta con zola e caprino». La "squadra" è così composta: 6 cuochi, 40 tra addetti alle pentole, piastre e friggitrici, e quasi 50 ragazzi che servono ai 55 tavoli (più 20 al bancone) che si auto reclutano con il passaparola. «I nostri ragazzi di Capolago vengono a dare una mano da quando erano giovanissimi, ce ne sono alcuni che hanno incominciato a 14 anni e a 30 sono ancora qui»

ALLA FESTA DI CAPOLAGO. «Qui in mezzo alla campagna, tra un bicchier di vino e un panino la vita sembra più lieve»

A Capolago la festa incomincia con i gagliardetti tricolore, mossi dalla rara brezza di luglio al centro del paese, indicatori sì di patriottismo ma anche di gioia e memoria, se è vero che dagli anni ’60 il Gruppo Alpini regala buonumore e ottima cucina, grazie a un’organizzazione “svizzera” e a tanta dedizione. La “Festa del Bosco”, iniziata il 17 luglio, si concluderà domenica 26, con la sfilata della Banda “Giuseppe Verdi” di Capolago, 101 anni di note e storia, che alle 9,30 dalla via del Porticciolo salirà in paese fino al monumento ai caduti, dove si farà l’alzabandiera, prima della messa delle 10,30 nella parrocchiale.

È un momento di transizione tra pranzo e cena quando, lasciata la macchina sotto le fresche frasche, ci avviamo verso il grande padiglione coperto della festa, con la sfilata dei tavoli e la grande cucina che dà da mangiare ogni giorno a pranzo e cena a circa 5mila persone in dieci giorni. La prima che incontriamo è Eliana, una vera alpina: «Sì, nel 2010 ho fatto la mini-naja di due mesi a Bousson, vicino Torino, che concentra quello che di solito si impara in un anno. Vengo alla festa dal 2011 e servo ai tavoli, di gente ne viene parecchia, soprattutto la sera».

Marcello Malnati, di Capolago, alpino della Brigata Tridentina, è con la sua famiglia un po’ l’anima della Festa del Bosco: «Agli inizi era solo di tre giorni, venerdì sabato e domenica, e vi partecipava solo il Gruppo Alpini di Capolago, oggi composto da una settantina di elementi. Poi, dal 1982, organizziamo l’evento insieme alla Banda “Giuseppe Verdi”, diretta dal maestro Giuliano Guarino e presieduta da Marco Ambrosetti. La nostra è una festa tranquilla, per famiglie e compagnie, ma anche per aziende, gruppi di lavoro, che arrivano soprattutto a mezzogiorno. Vengono anche gruppi di ragazzi disabili, per loro la cucina è gratuita».

Arriva Barbara, moglie di Marcello, la cassiera della festa, che tiene il polso della cucina: «In molti arrivano per gustare la polenta e asino, senz’altro il piatto più richiesto assieme alle salamelle, al fritto misto, e alla polenta con zola e caprino. Va un po’ a giornata, a volte ci chiedono parecchio gli spiedini di carne, ma anche la trippa e i nervetti».

La macchina organizzativa delle cucine è imponente, e conta 6 cuochi, 40 tra addetti alle pentole, piastre e friggitrici, e quasi 50 ragazzi che servono ai 55 tavoli (più 20 da birreria) che si auto reclutano con il passaparola, molti sono di Capolago ma altrettanti arrivano da fuori grazie al tam tam dei social.

«Faccio il cuoco da quattro anni, il primo anno ho fatto gavetta con il padre di Marcello, ora sono autonomo. Tra noi cucinieri c’è stato un cambio generazionale, ci sono più giovani tra i fornelli», dice Andrea Montonati, che suona anche il tamburo imperiale nella banda dl paese.

E i giovani? «I nostri ragazzi vengono a dare una mano da quando erano giovanissimi, ce ne sono alcuni che hanno incominciato a 14 anni e a 30 sono ancora qui», conferma Marcello Malnati.

La parola va a loro. Ecco Sofia, 18 anni: «Vengo qui da cinque anni, e ho trascinato anche il mio ragazzo Stephane che con me studia informatica». Giorgia, 20 anni: «Io ho incominciato a dare una mano a 10 anni, e suonavo anche il bombardino nella banda, ora studio biologia». E infine Alessia, figlia di Marcello e Barbara, studentessa di matematica all’Insubria di Como: «Ho 23 anni e mia mamma mi portava alla cassa quando ero in carrozzina».

Marcello Malnati ci fa da guida nelle cucine, mostrandoci gli enormi bollitori dove si cuoce la carne d’asino e i diversi paioli per la polenta, le friggitrici e le piastre, ogni cosa è in perfetto ordine. «A Capolago siamo abituati a far da mangiare, a fine maggio c’è la festa del paese, con la tradizionale risottata. Allestiamo una grande tavolata in centro, dal Circolo fino alla scalinata della chiesa, in pratica da via Fè a via della Santissima Trinità. Vanno via 45 chili di riso e 30 di salsicce».

Alla Festa del Bosco non ci sono nemmeno le zanzare, grazie a una capillare disinfestazione, solo qualche “tigre” ogni tanto ma con un po’ di autan tutto si risolve.

«Veniamo qui perché ci piace la tranquillità, siamo in mezzo alla campagna, campi di granoturco e prati, un bicchiere di vino e un panino e la vita sembra più lieve». Parola di Gina ed Ersilia, signore eleganti di un tempo, con il sorriso e la borsetta della festa.

Mario Chiodetti