"Camera 4, letto 7. Andiamo a casa".
Con un post sul suo profilo Instagram Emma Brasca ha annunciato, dopo poco più di un mese dall'incidente e dal ricovero, le dimissioni dall'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.
La giovane aveva avuto un incidente in moto sull'Aurelia a Ceriale nella notte tra il 19 e 20 giugno con la sua amica Sofia Barbieri che aveva perso tragicamente la vita a soli 22 anni. Lei era stata trasportata d'urgenza e operata nel nosocomio pietrese. Purtroppo i medici avevano dovuto amputarle una parte di un arto.
Le indagini svolte dai Carabinieri della Stazione di Ceriale, coordinate dalla Procura della Repubblica di Savona, avevano permesso di ricostruire la dinamica del violento scontro fronto-laterale tra la moto e l'auto che sopraggiungeva nella direzione opposta avvenuto intorno all'una di notte: erano state fondamentali le testimonianze raccolte sul posto e le immagini del sistema di videosorveglianza cittadino, che avevano ripreso le fasi dell'impatto.
Alla conducente della Fiat 500, neopatentata da circa tre mesi, 19 anni, era stata ritirata immediatamente la patente. La giovane era stata inoltre sottoposta agli accertamenti previsti per verificare un eventuale stato di alterazione psicofisica al momento dell'incidente: gli esami avevano dato esito negativo.
I primi a intervenire sul luogo dell'incidente erano stati i carabinieri della Stazione di Ceriale, che stavano percorrendo la strada nell'ambito dei servizi di controllo del territorio. I militari avevano prestato i primi soccorsi e richiesto l'intervento del personale sanitario e dei vigili del fuoco. Sul posto erano poi arrivati anche due equipaggi della Sezione Radiomobile della Compagnia di Albenga, una pattuglia della Stazione di Finale Ligure, i vigili del fuoco di Albenga, un'ambulanza della Croce Rossa di Ceriale, due della Croce Bianca di Albenga e due automediche del 118.
In una lettera pubblicata sui social Emma aveva voluto ricordare l'amica Sofia.


