Il Nazionale

Politica | 21 luglio 2026, 13:12

Termovalorizzatore, Giampedrone: “Entro trenta giorni la valutazione delle proposte, poi il confronto con i territori”

Nel giro di dieci giorni sarà nominata la commissione tecnica che valuterà le proposte per il nuovo impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti in Liguria. Giampedrone: "Nessun nome finché non saranno aperte le buste. Prima della gara vogliamo il consenso del territorio interessato, anche se non è imposto" dalla legge»

Termovalorizzatore, Giampedrone: “Entro trenta giorni la valutazione delle proposte, poi il confronto con i territori”

Conclusa la fase di presentazione delle proposte di partenariato pubblico-privato. La commissione tecnica sarà costituita entro dieci giorni. L’assessore: “Vogliamo il consenso dell’amministrazione interessata prima di arrivare alla gara. I nomi non li dico: potrebbe anche non esserci una proposta adeguata"

Entro una decina di giorni sarà costituita la commissione tecnica chiamata a esaminare le proposte presentate per la realizzazione dell’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti della Liguria, mentre la valutazione dovrebbe concludersi nell’arco di circa un mese. Solo allora la giunta regionale deciderà se una delle proposte potrà proseguire verso la dichiarazione di pubblico interesse e la successiva gara.
A chiarire i prossimi passaggi del percorso è stato l’assessore regionale al Ciclo dei rifiuti Giacomo Raul Giampedrone, intervenuto a margine della seduta del consiglio regionale dopo la chiusura della fase di presentazione delle proposte di partenariato pubblico-privato avviata da Regione Liguria e Arlir.
Giampedrone non ha fornito indicazioni sul numero dei progetti depositati, sui soggetti proponenti o sui territori eventualmente individuati per la realizzazione dell’impianto. Le offerte, ha spiegato, sono ancora contenute nelle buste e dovranno essere aperte ed esaminate dalla commissione. “Non dico i nomi perché potrebbe anche non esserci, dentro le buste, una proposta che abbia le caratteristiche per andare avanti. In questa fase dobbiamo costituire la commissione tecnica che sarà incaricata di effettuare la valutazione”, ha spiegato l’assessore.
La commissione sarà presieduta dal direttore dell’Area Ambiente e Rifiuti della Regione e comprenderà due componenti esterni, che dovranno essere selezionati nei prossimi giorni. “Serviranno circa dieci giorni per individuare i due componenti esterni. La commissione sarà presieduta dal nostro direttore dell’Area Ambiente e Rifiuti. Se tutto procederà regolarmente, direi che nell’arco di trenta giorni potremo concludere la valutazione”.
Il primo compito dei tecnici sarà verificare se le proposte presentate rispettino i parametri stabiliti dalla Regione e possano quindi essere considerate compatibili con la procedura di partenariato pubblico-privato.
L’esito della valutazione non comporterà però l’assegnazione diretta dell’intervento al soggetto che ha presentato il progetto. Qualora una proposta fosse ritenuta idonea, si aprirebbe infatti una nuova fase istruttoria, al termine della quale la giunta potrebbe dichiararne la fattibilità e il pubblico interesse. Il progetto selezionato diventerebbe quindi la base di una successiva gara aperta anche ad altri operatori. “Se una delle offerte sarà ritenuta idonea rispetto ai parametri che la giunta ha voluto indicare e che erano contenuti nella procedura, inizierà un’altra fase di istruttoria tecnica”, ha precisato Giampedrone. “Questa fase dovrà portare alla dichiarazione di pubblica utilità e di strategicità dell’intervento. Soltanto dopo si potrà arrivare alla gara, che sarà ovviamente aperta a tutti i possibili concorrenti sulla base dell’evoluzione progettuale eventualmente scelta”.
A prendere la decisione finale sarà la giunta regionale, sulla base delle valutazioni compiute dalla commissione tecnica. “Sarà un atto di giunta a stabilire se prendere una delle proposte, sulla base del giudizio dei tecnici, e farla diventare il progetto sul quale costruire la successiva gara”.
La parte più delicata del percorso riguarderà il rapporto con il territorio eventualmente indicato nelle proposte. Giampedrone ha ribadito che la normativa non impone necessariamente il consenso del Comune interessato, soprattutto nel caso in cui il proponente abbia già la disponibilità di un’area privata. La Regione ha tuttavia deciso di subordinare il prosieguo dell’iter a un confronto con le amministrazioni locali. “Non è una condizione imposta dalla norma, ma è una scelta politica compiuta fin dall’inizio dalla giunta e dal presidente. Prima di arrivare alla conclusione dell’iter progettuale e alla gara vogliamo un via libera del territorio”, ha affermato l’assessore.
Il consenso richiesto, ha precisato Giampedrone, non riguarderà immediatamente la costruzione dell’impianto, ma almeno la disponibilità dell’amministrazione locale a proseguire nella procedura, avviare gli approfondimenti progettuali e arrivare alla gara. “Dovremo dialogare con le amministrazioni dei territori eventualmente indicati per capire se esiste un consenso non ancora alla realizzazione dell’impianto, ma almeno all’evoluzione della procedura, all’avvio della progettazione e alla possibilità di mettere poi in gara un progetto di fattibilità tecnico-economica sul quale un’impresa possa investire”.
La disponibilità di un’area da parte del soggetto proponente renderebbe la candidatura più solida, ma non eliminerebbe la volontà della Regione di coinvolgere il Comune. “È evidente che una proposta accompagnata dalla disponibilità di un sito è più forte, soprattutto se si tratta di un’area privata già nella disponibilità del proponente. In quel caso la legge non prevede necessariamente l’assenso del sindaco, ma noi abbiamo deciso di impostare comunque un dialogo con l’amministrazione comunale”.
Giampedrone ha ricordato che alcuni territori hanno già espresso pubblicamente la propria contrarietà alla possibilità di ospitare l’impianto. Nessuna valutazione concreta potrà però essere effettuata fino all’apertura delle buste. “Sappiamo che ci sono territori che hanno già detto di non voler dare questa disponibilità. Fino a quando non apriremo le buste, però, non possiamo sapere quali siti siano stati eventualmente indicati nelle proposte”.
I prossimi trenta giorni saranno quindi determinanti non soltanto per comprendere la qualità tecnica dei progetti, ma anche per capire se esistano le condizioni politiche e territoriali per proseguire. “Prima dovremo verificare se le domande arrivate abbiano le caratteristiche per rimanere all’interno di questa procedura. Successivamente la giunta dovrà decidere che cosa fare sulla base delle valutazioni tecniche e del confronto con i territori”.

Resta aperta anche la possibilità che nessuna delle proposte depositate venga ritenuta adeguata. In quel caso la Regione potrebbe scegliere di ripetere la procedura di partenariato pubblico-privato oppure cambiare strada, individuando direttamente un’area pubblica insieme a un Comune e sviluppando un proprio progetto di fattibilità tecnico-economica. “Se nessuna proposta dovesse risultare idonea, potremmo decidere di avviare una nuova procedura oppure individuare un sito in accordo con un Comune e seguire un percorso diverso”, ha spiegato Giampedrone.
La seconda possibilità prevederebbe quindi un intervento più diretto della Regione nella fase progettuale. “Esperita questa procedura, potremmo concludere che le domande presentate non abbiano la capacità di stare sul mercato del partenariato pubblico-privato. A quel punto potremmo decidere di sviluppare direttamente un progetto di fattibilità tecnico-economica su un’area pubblica, avendo naturalmente prima la disponibilità del Comune interessato, e poi bandire la gara”.
Diverso sarebbe il caso di una proposta privata accompagnata dalla disponibilità di un’area. Anche in questa ipotesi, ha puntualizzato l’assessore, il sito dovrebbe essere messo nelle condizioni di essere utilizzato all’interno di una procedura pubblica e contendibile. “Un soggetto può proporre un’area perché ne ha la disponibilità o perché ritiene di poterla acquisire. Quell’area deve però assumere caratteristiche compatibili con una procedura pubblica e deve consentire a tutti di partecipare alla successiva gara. Anche il proprietario privato deve quindi renderla disponibile nell’ambito del procedimento pubblico”.
Con la chiusura della fase di raccolta delle proposte, il percorso entra quindi nel suo primo passaggio realmente selettivo. La commissione dovrà stabilire se esista almeno un progetto tecnicamente sostenibile, ambientalmente compatibile e coerente con gli obiettivi della pianificazione regionale. Solo dopo questa valutazione, e dopo il confronto con il territorio interessato, la giunta potrà decidere se trasformare una delle proposte nella base progettuale per la gara destinata alla realizzazione dell’impianto.

Federico Antonopulo

In Breve