Il Comune di Genova non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dagli organi inquirenti sull’inchiesta della Procura di Savona relativa al presunto sistema di caporalato e sfruttamento del lavoro nei cantieri collegati alla realizzazione della nuova diga foranea. È quanto ha chiarito l’assessore al Lavoro Emilio Robotti, rispondendo in consiglio comunale all’interrogazione presentata dalla consigliera della Lista civica Silvia Salis Laura Sicignano.
Una risposta arrivata poche ore dopo il confronto politico andato in scena in Consiglio regionale, dove il tema non è stato affrontato in aula. Due vicende distinte: a Palazzo Tursi si è discusso delle competenze del Comune e delle iniziative adottate sul fronte della tutela del lavoro, mentre in Regione la questione si è concentrata sull’impossibilità di discutere un’interrogazione rivolta al commissario straordinario per la nuova diga.
Entrando nel merito della risposta, Robotti ha spiegato che Palazzo Tursi, allo stato attuale, non dispone di elementi ufficiali sull’indagine. “Il Comune di Genova non ha ricevuto ad oggi comunicazioni ufficiali specifiche dagli organi inquirenti o dagli enti competenti relative agli appalti della nuova diga tali da consentire valutazioni nel merito dell’indagine in corso, per la quale attendiamo gli sviluppi dell’autorità giudiziaria”, ha affermato l’assessore.
Robotti ha ricordato che la vicenda è oggetto degli accertamenti della magistratura e degli organismi di vigilanza sul lavoro e che il Comune non esercita funzioni investigative né competenze dirette sull’inchiesta. L’assessore ha quindi ribadito che il contrasto a ogni forma di sfruttamento lavorativo rappresenta comunque una priorità dell’amministrazione comunale. “Per questo operiamo costantemente nell’ambito delle nostre competenze per promuovere legalità, qualità dell’occupazione, tutela dei lavoratori, del loro salario e dei loro diritti”, ha spiegato.
Tra le iniziative ricordate figurano l’adesione, nel luglio 2025, al protocollo d’intesa promosso dalla Prefettura per prevenire situazioni di sfruttamento lavorativo nel territorio della provincia di Genova, sottoscritto insieme agli enti ispettivi, alle organizzazioni sindacali e alle associazioni datoriali.
A questo si aggiungono l’aggiornamento del protocollo comunale per la tutela dei lavoratori negli appalti, condiviso con Città Metropolitana, Anci e parti sociali, le verifiche sul rispetto della delibera relativa al salario minimo e il confronto costante con le organizzazioni sindacali.
Robotti ha inoltre annunciato che il Comune sta lavorando anche su nuove forme di tutela. “Stiamo lavorando anche su provvedimenti che riguardino forme particolari di possibile caporalato digitale, come ad esempio i rider”, ha spiegato.
L’assessore ha concluso assicurando che Palazzo Tursi continuerà a collaborare con tutte le istituzioni competenti per rafforzare la cultura della legalità, della sicurezza e del lavoro di qualità.
L’interrogazione era stata presentata dalla consigliera Laura Sicignano, che ha ricordato come nelle scorse settimane la Procura di Savona abbia aperto un’inchiesta su un presunto sistema di caporalato legato alla realizzazione dei cassoni destinati alla nuova diga foranea. “Parliamo dell’opera infrastrutturale più importante del Paese, finanziata anche con risorse del Pnrr e strategica per il futuro del porto e della città. Il rispetto della legalità e della dignità del lavoro sono elementi imprescindibili nella realizzazione di qualsiasi opera pubblica e l’eventuale presenza di fenomeni di sfruttamento pone interrogativi che meritano trasparenza”, ha affermato la consigliera.
Sicignano ha quindi chiesto se il Comune avesse ricevuto comunicazioni ufficiali dagli enti competenti e quali iniziative intendesse assumere nell’ambito delle proprie competenze per tutelare i lavoratori e promuovere la trasparenza nelle grandi opere.
Nella replica finale la consigliera ha riconosciuto che l’inchiesta non rientra nelle competenze dirette dell’amministrazione comunale. “Mi rendo conto che non sia una competenza diretta del Comune, questo lo so”, ha osservato.
Il confronto in Regione
La discussione a Palazzo Tursi è arrivata poche ore dopo quanto avvenuto in Consiglio regionale, dove il consigliere del Partito Democratico Andrea Orlando aveva chiesto nuovamente di discutere un’interrogazione sull’inchiesta relativa ai cantieri della nuova diga.
Il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari ha però ribadito che un’interrogazione non può essere rivolta al commissario straordinario dell’opera, figura che risponde al Governo, rinviando il confronto a una commissione consiliare dedicata. Una decisione contestata da Orlando, secondo cui il Consiglio regionale non può rinunciare alla propria funzione di controllo su una delle principali opere infrastrutturali del Paese.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Liguria e commissario straordinario per la nuova diga Marco Bucci, che ha precisato di non essere contrario alla discussione del tema. “Non c’è nessun motivo per cui non si possa parlare di un tema così grave e così importante. Il caso di supposto caporalato riguarda la fase A di costruzione della diga, che si avvale di un finanziamento proveniente dal Fondo nazionale complementare, quindi il commissario ne risponde direttamente al Consiglio dei ministri. La formula per entrare in argomento in questa sede è richiedere una commissione. Tante volte è accaduto in casi simili durante la costruzione del Ponte San Giorgio, quando ero sindaco”, ha dichiarato Bucci.












