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Attualità | 19 luglio 2026, 15:51

Venticinque anni dal G8 di Genova, oggi il primo corteo. Vittorio Agnoletto: "Oggi un altro mondo è diventato urgente"

Il portavoce del Genoa Social Forum del 2001 ricorda l'amarezza e il senso di abbandono di quei giorni in cui si cercò di 'sospendere la Costituzione'. Intanto, dopo il presidio davanti alla scuola, il raduno in piazza Alimonda dove la manifestazione si prepara ad attraversare la città

Venticinque anni dal G8 di Genova, oggi il primo corteo. Vittorio Agnoletto: "Oggi un altro mondo è diventato urgente"

Venticinque anni dopo quel drammatico luglio del 2001, in migliaia hanno scelto di ritrovarsi a Genova per ricordare i drammatici fatti del G8.

Dopo il presidio davanti alla scuola Diaz, teatro di un blitz da parte della Polizia che vide il massacro di numerosi attivisti e reporte, un primo corteo ha raggiunto piazza Alimonda, piazza dove venne ucciso Carlo Giuliani, dove in centinaia di stanno radunando per dare vita al grande corteo nazionale che raggiungerà piazza De Ferrari nel tardo pomeriggio.

Il corteo nazionale, intitolato significativamente "Nessun Rimorso", attraverserà via Tolemaide e via XX Settembre, ricalcando i luoghi degli scontri di un quarto di secolo fa, per concludersi in quella piazza De Ferrari che allora era blindata all'interno della "zona rossa".

Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum nel 2001, ha ricordato con amarezza la sensazione di abbandono vissuta in quei giorni: "Lo Stato con le sue leggi e garanzie ci aveva abbandonato. Eravamo soli". Agnoletto ha tracciato un parallelo inquietante tra il passato e il presente: se nel 2001 si cercò di "sospendere la Costituzione", oggi i nuovi decreti sicurezza mirano a ridurre sistematicamente lo spazio per il dissenso.

Agnoletto si è poi spostato sulla crisi globale. "Se 25 anni fa un altro mondo era possibile, oggi è diventato urgente", ha dichiarato, citando dati drammatici: il 40% dell'umanità possiede meno del 3% della ricchezza mondiale. La guerra, secondo l'attivista, non è un evento casuale ma il prodotto di un modello di sviluppo dominato da fondi finanziari che speculano su distruzione e ricostruzione.

Nonostante il tempo trascorso, il movimento appare vivo e rinnovato. Agnoletto sottolinea come lo "zoccolo duro" del 2001 continui ad animare migliaia di esperienze quotidiane: dai doposcuola per i figli dei migranti agli sportelli per il diritto alla salute. Il messaggio finale è rivolto alle opposizioni politiche: per riportare i giovani al voto non servono "cerotti", ma il coraggio di rappresentare un'altra idea di società, un'utopia concreta per un mondo più giusto.

Le celebrazioni non si fermeranno qui. Per lunedì 20 luglio è previsto il tradizionale presidio in piazza Alimonda "Per non dimentiCarlo", mentre la chiusura del venticinquennale avverrà martedì 21 con una suggestiva fiaccolata notturna che terminerà davanti ai cancelli della scuola Diaz. Genova dimostra, ancora una volta, di non voler dimenticare.

Isabella Rizzitano

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