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Cultura e spettacoli | 18 luglio 2026, 08:00

La musica che ci gira intorno - Emma Nolde torna a Genova al Balena Festival: “Sul palco con la band per divertirci e sperimentare”

La cantautrice toscana torna all'Arena del Mare il 22 luglio: “In scaletta anche qualche sorpresa”. E sulla possibilità di partecipare al Festival di Sanremo: “Quello che deve essere sarà: io penso a continuare a scrivere delle belle canzoni”

La musica che ci gira intorno - Emma Nolde torna a Genova al Balena Festival: “Sul palco con la band per divertirci e sperimentare”

La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.

Il palco dell’Arena del Mare, al Porto Antico, continua ad avere un fascino unico. Per il pubblico, certo, ma anche per gli artisti e le artiste che, anno dopo anno, festival dopo festival, si trovano a calcarlo. È il caso di Emma Nolde, cantautrice e musicista toscana che, nonostante sia stata tante volte a Genova, non ha ancora smesso di stupirsi nel guardare i traghetti passare mentre suona e canta la sua musica.

Tornare a Genova è sempre bellissimo e il porto è il mio posto del cuore. Per noi toscani, abituati alle colline e al verde, quelle navi sono dei colossi” racconta sorridendo, in vista dell'appuntamento al Balena Festival del prossimo 22 luglio. “La prima volta che il furgone della band è arrivato in città, il nostro unico pensiero è stato: ‘Ma quanti campi da calcio sarà grande la nave più grande che stiamo vedendo?’. Il concerto, anche questa volta, non concederà a Emma Nolde e alla sua band il tempo di fermarsi a scoprire la città. Resta però un rito irrinunciabile: la focaccia mangiata la mattina dopo lo spettacolo.

Rispetto all'ultima apparizione genovese, al Lilith Festival, dove Emma Nolde si era esibita da sola al centro del palco in uno spettacolo che lei stessa definisce d'impatto e poco consueto per la scena italiana, questa volta la dimensione sarà completamente diversa. “Questa volta saremo sul palco con la band, che è la formazione con cui preferisco esibirmi dal vivo: batteria, violoncello, percussioni, sax, synth e Moog. Abbiamo tantissimi strumenti sul palco ed è davvero divertente. È una dimensione che mi piace molto: si riescono a fare cose belle, anche di grande impatto visivo, ma soprattutto ci si diverte molto di più quando si suona insieme”.

I nomi che compongono questa formazione sono quelli di Marco Martinelli alla batteria, Andrea Beninati al violoncello e alle percussioni, Francesco Panconesi al sax e alle tastiere, Federica Sutera al basso, accanto all’artista che alterna voce, chitarra, synth e pianoforte. Ed è un divertimento, quello di suonare in gruppo, che secondo Emma Nolde arriva direttamente anche al pubblico. “Se ti diverti tu sul palco, si divertono molto di più anche le persone che sono sotto”. Anche i brani più intimi, quelli che sembrerebbero più introspettivi, riescono così a trovare una dimensione condivisa, anche quando il concerto assume i toni di una festa.

Sul fronte della scaletta, la cantautrice anticipa che ogni sera la band proporrà anche un paio di brani inediti, mai eseguiti dal vivo, per metterli alla prova davanti al pubblico. “Quest'estate abbiamo deciso di portare sul palco alcune canzoni nuove per testarle, per capire se fanno ballare, se emozionano, come reagiscono le persone. È divertente anche per noi, perché suonare sempre i brani usciti un paio d'anni fa è bellissimo, e ringrazio il cielo perché sono ancora tutte canzoni che amo suonare, ma aggiungere un po' di suspense e di novità rende tutto più stimolante anche per noi”.

La stessa serata del Balena Festival vedrà protagonisti anche gli Zen Circus, e Emma Nolde riconosce nella band livornese un'affinità che va ben oltre le apparenze. “Con loro sento di avere un'attitudine molto vicina. All'apparenza siamo diversi, ma veniamo da luoghi vicinissimi. Apparteniamo a due generazioni musicali differenti: loro hanno fatto la gavetta in un periodo completamente diverso. Andrea, quando mi parla, ogni tanto mi dice che alla mia età non aveva minimamente idea di quello che avrebbe fatto, mentre la nostra generazione, già a questa età, ha le idee molto più chiare, con tutti i pro e i contro che questo comporta”. Ciò che più la avvicina agli Zen Circus, spiega, è soprattutto il rapporto costruito negli anni con il proprio pubblico. “Quello che mi colpisce è il legame che sono riusciti a creare con le persone che vanno ai loro concerti. Hanno costruito dei veri e propri riti, come il concerto di Natale o quello di Villa Inferno. È questo il tipo di rapporto che spero di costruire anch'io con chi ascolta la mia musica”.

Alla domanda sulla presenza femminile nelle line-up dei festival estivi, Emma Nolde allarga subito il ragionamento. “Credo che questo sia il riflesso di un problema molto più grande: i concerti sono soltanto lo specchio di qualcosa che nasce molto prima. La mia riflessione parte dall'aver continuato a sentire dire che ci sono passioni e professioni più adatte a una femmina e altre più adatte a un maschio. Da bambina sono sempre stata un maschiaccio e questa cosa mi faceva soffrire. Se andavo sullo skateboard, alle elementari, i compagni mi dicevano che era una cosa da maschi. Allo stesso modo succede a un ragazzo che si appassiona alla danza”. Secondo la cantautrice, questo stesso meccanismo rischia di riprodursi anche nel mondo della musica. “La mia paura è che la musica sia ancora percepita come qualcosa destinato soprattutto agli uomini. Chissà perché immaginiamo quasi sempre la batteria come uno strumento suonato da un uomo, oppure la chitarra elettrica. Certo, ci sono esempi femminili, ma sono ancora numericamente molto inferiori rispetto a quelli maschili”.

Quanto ai criteri con cui vengono costruiti i cartelloni dei festival, Emma Nolde si dice fiduciosa per la propria esperienza diretta, pur riconoscendo che il problema esiste. “Mi auguro che i promoter non scelgano gli artisti in base al sesso. Nei festival che ho vissuto io non ho mai percepito una discriminazione di questo tipo e, fortunatamente, ce ne sono molti che scelgono in base al gusto, alla qualità e alle possibilità artistiche. Però il problema è molto più grande e sicuramente influenza sia il numero delle persone che riescono a suonare sia alcuni festival che, diciamo così, non frequento e probabilmente nemmeno mi interessano. Penso che esistano tante realtà che, vivendo nella nostra bolla, non vediamo. Lo dimostrano anche le notizie degli ultimi mesi, con proteste e manifestazioni in cui vengono rivendicate cose che sembravano ormai superate e invece non lo sono affatto. I festival che conosco rispettano la figura femminile e spero che sempre più donne scelgano di suonare qualsiasi strumento. Il problema esiste, c'è ancora chi fa determinate scelte anche in base al genere e c'è ancora tanta strada da fare. Però, rispetto a qualche anno fa, un passo avanti lo abbiamo fatto”.

Sul fronte dei progetti futuri, interrogata sulla possibilità di partecipare un giorno al Festival di Sanremo, Emma Nolde mantiene un approccio molto concreto. “Per chiunque scriva canzoni in Italia quello dell'Ariston è un palco prestigiosissimo, ambitissimo. Però lavorare con l'obiettivo di arrivarci è un po' come lavorare per vincere un biglietto della lotteria: entrano in gioco tantissimi fattori. L'unica cosa che posso fare è continuare a scrivere belle canzoni. Il resto dipende anche dal momento giusto e da circostanze che non controllo. Per questo non vivo questa possibilità con ossessione: continuo a fare quello che faccio e, se dovrà succedere, succederà. Come dico anche nella mia canzone, quello che deve essere sarà. Ormai provo davvero ad applicare quello che scrivo: non sempre ci riesco, ma in questo caso sì”.

Un rimando esplicito a Quello che deve essere sarà, il singolo pubblicato lo scorso giugno e vincitore della Targa Tenco 2026 come Miglior Canzone Singola, che si aggiunge a un percorso discografico già segnato da due candidature analoghe per gli album Toccaterra e NUOVOSPAZIOTEMPO

La tappa genovese del 22 luglio si inserisce in un'estate fittissima di impegni, che porterà Emma Nolde anche alla sua prima partecipazione internazionale, allo Sziget Festival di Budapest, e che si intreccerà con le date di "Tu che ti senti ai fianchi l'uragano", lo spettacolo inedito realizzato insieme a Roberto Mercadini, in cui poesia e canzone dialogano attraverso i versi di autori come Pascoli, Szymborska e Magrelli e i brani di Emma Nolde, Luigi Tenco e Giovanni Truppi.

Chiara Orsetti e Isabella Rizzitano

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