Ha trascorso serenamente la sua prima notte nel carcere di Bollate Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che nella giornata di ieri, venerdì 17 luglio, si è costituito dopo che la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori e il tentato omicidio di un terzo.
A raccontare le prime ore di detenzione è il suo difensore, l’avvocato Stefano Marcolini, che lo ha incontrato in carcere.
"L’ho trovato bene, ha passato una buona nottata", racconta il legale. "Naturalmente adesso dovrà affrontare tutte le restrizioni della vita detentiva e imparare ad abituarsi a ritmi completamente diversi da quelli a cui era abituato".
Le novità sono quelle della quotidianità carceraria. Nella quinta sezione di Bollate, dove è detenuto, il pranzo viene servito alle 11 e la cena alle 17. In cella non c’è la doccia: i detenuti utilizzano servizi comuni, come avviene in tutta la sezione.
Roggero divide inoltre la camera con un detenuto più anziano di lui, ristretto per traffico internazionale di stupefacenti.
Nonostante il brusco cambiamento, il legale sottolinea come Bollate rappresenti una realtà particolare nel panorama penitenziario italiano.
"È considerato il carcere migliore d’Italia sotto il profilo del trattamento penitenziario", spiega Marcolini. "È il fiore all’occhiello del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, con un forte investimento sui percorsi di rieducazione e uno dei più bassi tassi di recidiva".
A pesare maggiormente, almeno in queste prime ore, è la lontananza dagli affetti.
"La famiglia sta molto male", racconta ancora l’avvocato. "Per loro è stata la prima notte senza Mario. È una sorta di condanna anche per la moglie e per le figlie".
I contatti con i familiari, tuttavia, non mancheranno. Roggero potrà effettuare e ricevere una telefonata al giorno della durata di dieci minuti, mentre le visite seguiranno il calendario previsto per la quinta sezione del carcere, nel rispetto dei limiti stabiliti dall’ordinamento penitenziario.
Per il gioielliere cuneese si apre ora una nuova fase della vicenda: quella della detenzione, scandita da regole, orari e abitudini completamente diversi rispetto alla vita condotta fino a ventiquattro ore fa.
Nel frattempo, sul fronte giudiziario, i difensori non interrompono le iniziative. Gli avvocati Stefano Marcolini e il consulente processuale Sergio Novani sono infatti in attesa della decisione del Tribunale di Sorveglianza di Torino sull’istanza depositata nella giornata di ieri, con la quale hanno chiesto il differimento dell’esecuzione della pena.
La richiesta è stata avanzata alla luce della domanda di grazia presentata giovedì al Presidente della Repubblica dalla moglie di Roggero, Laura Sandrone. Sarà ora il Tribunale di Sorveglianza a valutare se ricorrano i presupposti per sospendere l’esecuzione della pena in attesa dell’eventuale definizione della procedura di clemenza.


