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Politica | 15 luglio 2026, 07:30

Emergenza siccità in Piemonte, Canalis attacca Cirio: "Solo due invasi realizzati dal 2019, servono interventi urgenti"

La consigliera regionale del Partito Democratico chiede un'accelerazione immediata sui progetti idrici per contrastare la carenza d'acqua

Emergenza siccità in Piemonte, Canalis attacca Cirio: "Solo due invasi realizzati dal 2019, servono interventi urgenti"

La gestione delle risorse idriche e il contrasto alla siccità restano al centro del dibattito politico regionale. Sul tema è intervenuta con decisione la consigliera regionale del Partito Democratico, Monica Canalis, che ha analizzato lo stato di avanzamento delle infrastrutture idriche piemontesi sulla base dei dati ottenuti tramite un recente accesso agli atti. Secondo l'esponente dem, le misure messe in campo finora non sono minimamente sufficienti a fronteggiare la crisi climatica in corso.

La consigliera ha evidenziato come, dall'insediamento della Giunta guidata da Alberto Cirio nel 2019 a oggi, il bilancio della realizzazione di nuovi grandi invasi consortili si limiti a sole due opere, entrambe collegate a infrastrutture di accumulo già esistenti. Si tratta del bacino di Mazzè, nella provincia di Torino, per il quale sono stati stanziati 23 milioni di euro tra fondi regionali e nazionali, e di quello di Pianfei, nel cuneese, costato 40 milioni di euro di risorse statali. Pur riconoscendo il valore di questi due siti, che vantano una capacità rispettivamente di 3 milioni e di 540 mila metri cubi, la consigliera ha espresso forti perplessità sulla rapidità degli interventi, sottolineando che "Mazzè e Pianfei sono un buon segnale, ma del tutto insufficiente", e che "inutile piangere adesso che la siccità è tornata a mordere. Sono lacrime di coccodrillo".

I dati emersi tracciano anche la mappa dei progetti futuri e degli interventi minori sul territorio piemontese. Nella provincia di Cuneo sono stati progettati altri 10 invasi, con la previsione di realizzarne 6 entro il 2028, mentre nel territorio della provincia di Novara la progettazione riguarda attualmente 2 invasi.

Sul fronte dei bacini aziendali a scopo prevalentemente irriguo, finanziati attraverso i fondi del PSR 2014-2022 e del CSR 2023-2027, i progetti portati a termine dal 2019 a oggi sono in totale 17. Di questi, la fetta maggiore spetta alla provincia di Cuneo con 10 impianti, seguita da Torino e Asti con 3 ciascuna, e Alessandria con un solo invaso. Tramite lo strumento del CSR è stato inoltre attivato l'intervento SRD02 azione C per gli investimenti irrigui aziendali, che conta ad oggi 29 interventi complessivi suddivisi tra i territori di Torino (16) e Cuneo (13).

Per far fronte all'emergenza in modo strutturale, la consigliera dem ritiene indispensabile un radicale cambio di passo che non si limiti alla sola costruzione di grandi dighe. Secondo l'esponente del PD, infatti, "occorre accelerare, affiancando una pluralità di interventi: invasi, ricarica delle falde, efficientamento dell'irrigazione aziendale, pianificazione territoriale, mettendo a terra celermente il Piano nazionale delle infrastrutture idriche, che punta su nuovi invasi, riduzione delle perdite di rete e recupero delle acque piovane".

Redazione

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