La casa di reclusione Alta Sicurezza di Asti si appresta ad aprire le sue porte alla società civile. Succederà domani, martedì 14 luglio, giorno in cui una nutrita delegazione di rappresentanti del territorio varcherà la soglia dell'istituto penitenziario astigiano. Si tratta di un tassello locale all'interno di una più ampia azione nazionale promossa dall'Alleanza per l'articolo 27 della Costituzione, un coordinamento nato a Roma lo scorso febbraio che ha deciso di far entrare contemporaneamente oltre 330 persone in 34 istituti penitenziari italiani, distribuiti in 29 città. L'obiettivo dichiarato dai promotori è chiaro: riportare l'attenzione pubblica sul sistema carcerario, oggi segnato da una crisi profonda, e riaffermare che la pena deve rispettare i principi costituzionali di umanità e reinserimento sociale.
La delegazione astigiana e i dettagli della visita
Nel territorio astigiano l'adesione alla giornata di mobilitazione ha raccolto l'interesse di diverse realtà associative, sindacali e istituzionali. La delegazione che effettuerà il sopralluogo all'interno della struttura sarà composta da Michele Miravalle e Carlo Mustaro per Antigone, Lorenzo Camoletto in rappresentanza del Cnca, Giuseppe Passarino per l'associazione Effatà, Francesco Marzo per il Csvaa, ed esponenti del mondo cooperativo come Davide Gioda e Luca di Giandomenico di Confcooperative-Federsolidarietà. A loro si uniranno Seck Mamadou della Cgil, Mauro Ferro delle Acli, Claudia Rozzo e Vittoria Briccarello dell'Arci, oltre alla componente politica rappresentata dal consigliere comunale della IX commissione Valter Saracco. Il gruppo sarà accompagnato nel percorso dal garante comunale delle persone private della libertà Domenico Massano.
Un'emergenza nazionale che si riflette sul territorio
Le motivazioni dell'iniziativa poggiano su un quadro complessivo della detenzione in Italia ritenuto non più sostenibile. I promotori dell'alleanza descrivono una realtà drammatica: "L'obiettivo è riportare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle condizioni delle carceri italiane, oggi attraversate da una crisi sempre più grave". Secondo le analisi diffuse dai componenti del comitato, il sovraffollamento medio negli istituti della penisola ha ormai toccato la soglia del 140 per cento, traducendosi in circa 18mila presenze oltre il limite regolamentare. A questo si aggiunge la preoccupazione per la tutela dei diritti fondamentali e per il tragico fenomeno dei suicidi tra le mura delle celle. La convinzione espressa da chi ha aderito alla mobilitazione è che il sistema penitenziario debba tornare a essere un tema discusso apertamente dalla collettività, superando la tendenza all'isolamento della realtà carceraria rispetto al tessuto cittadino ed esterno.
Il momento di confronto pubblico a Fuoriluogo
L'ispezione alla casa di reclusione Alta Sicurezza di Asti impegnerà i delegati per tutta la mattinata del 14 luglio. Subito dopo la conclusione delle attività interne, le evidenze raccolte e le prime valutazioni verranno condivise in modo diretto con la cittadinanza e con gli operatori dell'informazione locale.
I membri della delegazione hanno infatti organizzato un momento di restituzione pubblica fissato alle 13 a Asti, nei locali del circolo Fuoriluogo, in via Enrico Toti 18/20. L'incontro servirà a illustrare i dati specifici sul monitoraggio effettuato, a raccogliere le testimonianze dirette dell'esperienza della mattinata e ad avviare una riflessione condivisa sul funzionamento della giustizia sul territorio. L'ispirazione manifestata dagli organizzatori richiama una celebre riflessione di Piero Calamandrei, convinto che per comprendere davvero la giustizia sia imprescindibile vedere da vicino la realtà delle carceri.


