Il quarantenne cuneese trovato morto il 20 ottobre 2019 alle Basse di Sant’Anna appariva diverso dal solito nelle ore precedenti alla sua scomparsa. Più nervoso, continuamente con lo sguardo sul cellulare, quasi assente. A raccontarlo davanti al collegio del Tribunale di Cuneo sono stati alcuni amici che frequentavano con lui il gruppo di karaoke e che lo videro poche ore prima della sua morte.
Il processo vede imputati due giovani fidanzati campani, M.M. e C.R., accusati di estorsione aggravata e del reato di morte come conseguenza di altro delitto. Secondo l’accusa, per circa dieci mesi avrebbero approfittato della fragilità del quarantenne, invalido civile all’85%, ottenendo da lui oltre quattromila euro attraverso richieste di denaro e minacce. Per l’accusa, i due avrebbero sfruttato la fragilità del quarantenne attraverso una vera e propria “truffa sentimentale”. Utilizzando falsi profili femminili sui social network, avrebbero instaurato con lui rapporti virtuali che lo portarono a inviare nel tempo oltre 4 mila euro. Quando il denaro iniziò a scarseggiare, alle richieste si sarebbero aggiunte estorsioni e pressioni sempre più insistenti.
Nell’udienza sono stati ascoltati diversi amici dell’uomo, chiamati a ricostruirne la personalità e il suo stato d’animo negli ultimi giorni di vita.
Tra i testimoni, una donna che frequentava il quarantenne nell’ambiente del karaoke ha ricordato l’ultima serata trascorsa insieme. Quel giorno lui l’aveva aiutata in un trasloco e, in serata, aveva raggiunto con lei e la sua famiglia un locale per una serata musicale.
“Era molto nervoso e sempre al cellulare – ha raccontato –. Una cosa strana, perché non era solito comportarsi così”. Secondo la testimone, durante tutta la serata il quarantenne rimase concentrato sul telefono, tanto da rinunciare perfino a giocare a calcetto con il figlio della donna, attività che normalmente svolgeva con entusiasmo.
La testimone ha riferito di conservare ancora oggi i messaggi scambiati con lui fino alle 2.40 di quella notte. Ha inoltre ricordato un episodio avvenuto qualche tempo prima, quando lo accompagnò a casa. In quell’occasione lui le avrebbe confidato di avere paura di alcune persone che gli stavano dando fastidio, senza però specificarne l’identità.
La donna ha confermato di essersi resa conto delle difficoltà cognitive dell’amico. “Certo”, ha risposto al pubblico ministero quando le è stato chiesto se percepisse i problemi derivanti dal suo deficit intellettivo. Ha inoltre descritto il quarantenne come una persona molto timida, che tendeva a esprimere i propri sentimenti soprattutto attraverso le canzoni.
Anche un amico di lunga data, conosciuto attraverso la parrocchia e il quartiere, ha fornito il proprio ricordo dell’uomo. Pur riferendo di averlo visto apparentemente tranquillo durante l’ultima serata, ha confermato che desiderava fortemente essere autonomo e indipendente.
Il testimone ha raccontato che il quarantenne lavorava al mattino in un’azienda e nel pomeriggio svolgeva lavori di pulizia. Viveva con la madre e, a suo giudizio, non sarebbe stato in grado di vivere completamente da solo. “Aveva voglia di essere indipendente per quello che poteva, anche dalla famiglia”, ha spiegato.
Rispondendo alle domande del pubblico ministero, il testimone ha inoltre riferito che il quarantenne non parlava dei propri problemi economici. “Penso perché aveva paura che si sapesse qualcosa che aveva tenuto nascosto alla famiglia”, ha detto. Secondo lui, il timore principale era quello di essere rimproverato dalla madre per aver inviato denaro a persone conosciute online.
Un altro amico del gruppo karaoke ha invece raccontato di aver percepito chiaramente che qualcosa non andava nelle ultime ore di vita del quarantenne. “Quando era nervoso era evidente”, ha spiegato. L’ultimo venerdì sera, ha aggiunto, gli era sembrato particolarmente turbato.
“Dalle dieci di sera alle due di notte è rimasto quasi sempre fuori a fumare. Ho avuto l’impressione che volesse dirmi qualcosa”, ha dichiarato. Un’espressione che gli avrebbe ricordato quella vista in passato quando la microcar dell’uomo era stata incendiata.
Il testimone ha inoltre confermato che il quarantenne trascorreva molto tempo sui social e nelle chat con donne conosciute online. “Almeno due ore al giorno”, ha riferito, ricordando come talvolta gli amici gli togliessero scherzosamente il telefono durante le serate.
Infine è stata ascoltata un’altra componente del gruppo karaoke, che frequentava il quarantenne da diversi anni. La donna lo ha descritto come “una persona educata, a modo e molto rispettosa”. Ha confermato di non averlo mai visto accompagnato da una fidanzata né di averlo mai sentito parlare di problemi economici.
Il procedimento riprenderà il prossimo 15 settembre per l’esame dell’imputata e la discussione delle parti.


