Il Nazionale

Cronaca | 12 luglio 2026, 10:11

Discriminazione razziale, etnica e religiosa, nelle conversazioni propositi violenti anche con armi: perquisito un indagato a Savona

Sono stati rinvenuti e sequestrati i dispositivi informatici oltre a armi a salve e softair, manganelli, coltelli, bandiere, manoscritti, libri e altro materiale propagandistico

Discriminazione razziale, etnica e religiosa, nelle conversazioni propositi violenti anche con armi: perquisito un indagato a Savona

La Polizia di Stato ha eseguito 3 perquisizioni sul territorio nazionale nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa commessi attraverso la rete.

L’attività, scattata all’alba del 9 luglio nei confronti dei tre obiettivi rispettivamente residenti a Roma, Caserta e Savona, ha coinvolto Polizia Postale e DIGOS delle tre province italiane.

L’Operazione “Militia”, condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Lombardia e  diretta dalla Procura della Repubblica di Milano, con il coordinamento operativo del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione è un’indagine che deriva dall’analisi delle chat e dall’approfondimento del materiale sequestrato in occasione di una precedente attività investigativa, risalente al 2024, che aveva già coinvolto 12 persone per gli stessi reati.

Gli attuali indagati, di età compresa tra i 20 e i 26 anni, utilizzavano le piattaforme di messaggistica istantanea per aggregarsi e diffondere tematiche afferenti al suprematismo, all’antisemitismo e alla difesa dell’identità nazionale.

Dalle analisi delle chat, gli investigatori della Polizia Postale hanno potuto accertare che i 3 sodali, dichiaratamente appartenenti all’ideologia della “Terza Posizione”, nelle conversazioni manifestavano propositi violenti da attuarsi anche con l’uso di armi. I profili social utilizzati per veicolare la propaganda sono stati, in più occasioni, chiusi dalle piattaforme proprio a causa del tenore dei contenuti condivisi.

Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati i dispositivi informatici, nonché armi a salve e softair, manganelli, coltelli, bandiere, manoscritti, libri e altro materiale propagandistico.

"Si specifica che il procedimento penale è tuttora nella fase delle indagini preliminari e le persone sottoposte a indagini non possono essere considerate colpevoli fino all’emissione di una sentenza definitiva" spiegano dalla Polizia di Stato.

Redazione

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