Dopo il successo della presentazione del suo libro, che ieri sera ha richiamato un pubblico numeroso a Riva Ligure, questa mattina Roberto Vannacci è tornato protagonista nel Ponente prendendo parte alla pedalata organizzata da Futuro Nazionale lungo la pista ciclopedonale di Sanremo. La giornata è iniziata di buon'ora con la colazione in un bar della zona Foce insieme ai collaboratori Marco Lupi e Daniele Ventimiglia, prima di raggiungere piazzale Dapporto dove è stato atteso da giornalisti, simpatizzanti e curiosi. Prima della partenza, il generale ha risposto per oltre un quarto d'ora alle domande della stampa, affrontando temi che hanno spaziato dalla politica nazionale allo sport, passando per immigrazione, sicurezza, alleanze e persino musica.
Come ha trovato Sanremo e che impressione le ha lasciato il bagno di folla di ieri sera? La risposta di Vannacci è stata improntata all'entusiasmo. "Ero venuto l'ultima volta a febbraio, durante il Festival. Anche ieri sera a Riva Ligure abbiamo fatto il pienone. Oltre alla presentazione del libro c'erano tantissime persone che hanno voluto fermarsi, parlare e stringermi la mano. Quelli sono i veri sondaggi, non quelli che escono ogni settimana. I veri sondaggi li facciamo tra la gente e anche oggi questa partecipazione lo dimostra". Il generale ha poi scherzato sulla pedalata definendola una "Coppa Cobram un po' fantozziana sotto il sole", sottolineando però la grande partecipazione dei presenti.
Parlando della città dei fiori, Vannacci ha riconosciuto come il traffico rappresenti una delle principali criticità, pur definendo Sanremo una realtà privilegiata rispetto ad altre città italiane. Che cosa rappresenta questa iniziativa sportiva? "Oggi parliamo di sport, di vita sana e di riavvicinare i cittadini all'attività fisica. Lo sport permette di vivere meglio e come politico voglio rilanciarlo. È un'attività sociale che fa bene anche ai conti dello Stato, perché chi pratica sport pesa meno sul Servizio sanitario nazionale. Inoltre i giovani che fanno sport la sera non vanno in giro a fare i 'maranza' o a entrare nelle baby gang, perché il giorno dopo hanno allenamento. È uno stile di vita che vogliamo riportare tra la gente".
Il concetto dello sport come modello educativo è stato uno dei temi più approfonditi dell'incontro con la stampa. Perché attribuisce tanta importanza all'attività sportiva? "Mente sana in corpo sano. Lo sport insegna il rigore, la determinazione, la capacità di sacrificio e di superare continuamente se stessi. Sono principi che dovrebbero essere applicati anche nella vita quotidiana. Nello sport non si può copiare, non ci sono concorsi truccati: se corri più forte arrivi primo, altrimenti arrivi ultimo. È una metafora perfetta della vita". Il generale ha anche raccontato la propria esperienza personale: "Quando posso mi alleno tutti i giorni per almeno un'ora. Corro, nuoto, vado in bicicletta, faccio palestra. E quando devo risolvere un problema importante vado a fare sport, perché mi libera la mente e spesso trovo le soluzioni mentre corro o nuoto".
Non sono mancate le domande sulle polemiche nate da alcuni riferimenti storici legati allo sport durante il Ventennio. Ha fatto riferimento anche ad aspetti positivi dell'organizzazione sportiva del fascismo. Non teme nuove polemiche? Vannacci ha respinto questa interpretazione. "Non vedo perché bisogna criticare tutto quello che è successo ottant'anni fa. All'epoca c'era una forte attenzione allo sport come elemento di crescita della società. Noi oggi vogliamo fare la stessa cosa, ma riferendoci al presente. Non mi ispiro a Mussolini, mi ispiro alla visione dello sport di Vannacci e dei giovani di oggi. Se vogliamo trovare esempi possiamo guardare anche alla Grecia antica, a Roma o ad altre civiltà che hanno valorizzato il corpo e l'attività fisica".
L'intervista è poi scivolata inevitabilmente sul piano politico. Alle prossime elezioni correrete da soli o con alleati? "Intanto corriamo e ci alleniamo. Ci presenteremo come Futuro Nazionale, poi le alleanze si fanno pochi mesi prima delle elezioni. Una cosa è certa: i nostri principi, i nostri valori e le nostre linee rosse non saranno negoziabili". Vannacci ha inoltre rilanciato alcune proposte sul fronte dello sport: "Solo il 37% degli italiani pratica attività sportiva. Dobbiamo rilanciarla culturalmente e prevedere maggiori agevolazioni economiche per le famiglie. Le detrazioni fiscali oggi sono quasi ridicole, ma bisogna valutare quanto si risparmierebbe poi in termini di sanità e di sicurezza".
Tra gli argomenti affrontati anche il caso delle iscrizioni con nomi fittizi a Futuro Nazionale. Come risponde alle critiche sollevate da Fanpage? Il generale ha liquidato rapidamente la questione. "Già parlare di Fanpage squalifica un po' tutto. Noi accettiamo chiunque voglia iscriversi, ma successivamente un sistema basato sull'intelligenza artificiale verifica le iscrizioni incrociando dati e codici fiscali. Su 120 mila iscritti sono emersi appena una cinquantina di nomi sospetti, compreso il mio, perché il programma lo aveva identificato come nome appartenente al mondo della politica. I controlli li abbiamo sempre fatti".
Non poteva mancare un passaggio sui temi dell'immigrazione, da sempre al centro delle posizioni del generale. Le sue proposte sulla remigrazione vengono considerate estreme. Che cosa risponde? "Rimandare nel Paese d'origine chi non ha diritto di stare sul nostro territorio o chi non accetta le leggi italiane non è estremismo. Chi viene a lavorare è il benvenuto, ma lavorare in un Paese non significa automaticamente diventarne parte. Ci sono esempi in tutto il mondo, dagli Emirati Arabi a San Marino o Montecarlo. Chi vuole imporre culture incompatibili con la nostra, come la sharia, può tornare nel proprio Paese. Non vedo nulla di estremo in questo".
Nel corso dell'incontro sono arrivate anche domande sulle dichiarazioni rilasciate in passato riguardo a Paola Egonu. Rifarebbe quelle affermazioni? Vannacci ha confermato integralmente il proprio pensiero. "Paola Egonu è una grandissima campionessa italiana di origine nigeriana e si vede. Non c'è nulla di offensivo. Se io vivessi in Africa sarei orgoglioso delle mie origini italiane. Tutti abbiamo la stessa dignità, ma siamo anche diversi come esseri umani e questa diversità è una ricchezza".
Il finale dell'incontro ha assunto toni decisamente più leggeri. Sollecitato dai giornalisti a intonare "Bella ciao", Vannacci ha prima citato Edith Piaf, accennando "Je ne regrette rien", per poi concedersi anche qualche verso della celebre canzone partigiana, precisando però la propria interpretazione storica sull'origine del brano. Terminata l'intervista, il generale ha raggiunto il gruppo di partecipanti dando il via alla pedalata lungo la pista ciclabile. Secondo il programma della giornata, al termine dell'iniziativa sportiva Vannacci e gli esponenti di Futuro Nazionale avrebbero raggiunto il mare per una nuotata prima di spostarsi nel pomeriggio a Imperia, dove erano previsti l'incontro con il sindaco Claudio Scajola e un nuovo appuntamento con cittadini e sostenitori.























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