Il Nazionale

Cronaca | 09 luglio 2026, 11:18

Bordighera: morte della piccola Beatrice, dall'autopsia emerge che un tempestivo intervento avrebbe potuto salvarle la vita

La bimba di due anni sarebbe deceduta per un'emorragia cerebrale provocata da un colpo alla testa. Riscontrati anche segni di malnutrizione protratta nel tempo e altre lesioni interne

Bordighera: morte della piccola Beatrice, dall'autopsia emerge che un tempestivo intervento avrebbe potuto salvarle la vita

L'esito dell'autopsia sulla piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita nell'abitazione della madre a Bordighera la mattina del 9 febbraio scorso, delinea un quadro estremamente grave. Lo scrive l'agenzia Ansa. Secondo quanto emerge dagli accertamenti medico-legali, un intervento sanitario tempestivo avrebbe potuto evitare il decesso. La perizia, eseguita dal professor Francesco Ventura su incarico della Procura e alla presenza dei consulenti delle parti, attribuisce la morte a una violenta emorragia cerebrale provocata da un trauma alla testa. Per la vicenda restano in carcere la madre della bambina, Emanuela Aiello, e il compagno Emanuel Iannuzzi, entrambi accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. I due hanno sempre respinto ogni addebito, dichiarandosi estranei alle accuse.

Sebbene la relazione tecnica non sia ancora stata depositata ufficialmente in Procura, dalle indiscrezioni trapelate emerge che l'emorragia cerebrale acuta sarebbe stata causata da un colpo inferto non oltre le 48 ore precedenti al decesso. Un elemento che collocherebbe l'insorgenza delle condizioni critiche quando la bambina si trovava a Perinaldo insieme alla madre, alle sorelline e al compagno della donna. Gli esami autoptici non avrebbero evidenziato altri coaguli nel cervello oltre a quello risultato fatale. Tuttavia, i consulenti hanno riscontrato anche due ulteriori emorragie, una a livello della parete intestinale e una ai reni. Lesioni che non hanno determinato direttamente la morte della piccola, ma che, secondo i medici, avrebbero potuto avere conseguenze molto serie con il trascorrere del tempo.

Dall'esame sul corpo della bambina è emerso inoltre un altro elemento particolarmente significativo. Beatrice soffriva infatti di steatosi epatica riconducibile a uno stato di malnutrizione, una condizione che, secondo gli specialisti, si sviluppa in presenza di un insufficiente apporto di proteine o di un'alimentazione gravemente carente. La patologia, sempre secondo quanto emerso dalla consulenza, non sarebbe insorta nelle ultime settimane di vita, ma rappresenterebbe il risultato di una situazione protrattasi per circa un anno. Un quadro clinico che, secondo i periti, evidenzierebbe uno stato di denutrizione e di cure non adeguate rispetto alle necessità di una bambina della sua età. Anche questo aspetto sarà ora al centro delle valutazioni della Procura nell'ambito dell'inchiesta.

Redazione

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