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Eventi e Turismo | 08 luglio 2026, 14:07

Il Salone del Gusto approda in centro per i primi 40 anni di Slow Food: in arrivo 1500 delegati da 120 nazioni [FOTO]

Dal 24 al 27 settembre torna la rassegna enogastronomica, la prima senza Carlo Petrini che quest’anno avrebbe voluto “percorrerla a piedi in città”

Il Salone del Gusto approda in centro per i primi 40 anni di Slow Food: in arrivo 1500 delegati da 120 nazioni [FOTO]

30 anni di Salone del Gusto e 40 anni di Slow Food saranno festeggiati dal 24 al 27 settembre in centro città. “Slow food diventa adulta - spiega Barbara Nappini presidente di Slow Food - Carlin in una delle sue ultime visioni, ci ha detto: Terra Madre si farà in città, la voglio vedere a piedi e voglio 18 atlanti regionali dell’Arca del Gusto. Lavorarci è stato un modo per tenerlo ancora con noi”. 

In arrivo 1500 delegati da 120 Paesi

In arrivo nel salotto torinese 1500 delegati da 120 Paesi con un focus che quest’anno sarà sulla “biodiversità” declinata in tutte le sue forme da quella agricola a quella culturale e sociale. “Terra Madre è un movimento globale, fonte di ispirazione e di connessione, un luogo in cui rinnovare i rapporti globali per un mondo migliore. Ha cambiato il modo in cui il mondo pensa al cibo, ai produttori e alla sostenibilità. Ha trasformato questa città in una fonde d’ispirazione e speranza per migliaia di persone. Terra Madre ha contributo a rendere Torino rispettata e conosciuta in tutto il mondo. Ci ricorda che se lavoriamo insieme, il cambiamento è possibile. Siamo tutti preoccupati per quello che sta succedendo a livello internazionale, ma questo non fa che confermare la visione alla base di Terra Madre: è urgente collegare tra loro i produttori e le comunità alimentari” commenta Edward Mukiibi, presidente di Slow Food.  

Credo che Carlin sarebbe orgoglioso di questo programma - aggiunge il sindaco di Torino Stefano Lo Russo - Questa edizione porta Terra Madre nel centro della nostra città. Abbiamo investito tanto nella valorizzazione del centro con lo scopo di riposizionare Torino nelle mappe internazionali. I numeri ci danno ragione. Questa città nonostante i tanti problemi, vede nell’umanità e nella capacità di guardare all’essere umano una sua cifra caratterizzante. Abbiamo appena chiuso il Kappa, che ha proiettato sui led wall una mostra di Oliviero Toscani che in qualche modo racconta un fatto: apparteniamo tutti alla razza umana. Un messaggio politico forte in un momento in cui c’è una ripartenza di linguaggi e di modelli di sviluppo che tornano a mettere in discussione i modelli su cui si è costruita l’Europa. Slow Food e Terra Madre saranno nel cuore e nell’anima dei valori di questa città”. 

Carlin è qui con noi che ci ricorda l’importanza di Terra Madre - conclude Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte - Questa è una manifestazione in cui si va a divertirsi, la genialità è che fa anche pensare. Il centro della città è la coreografia naturale degli eventi. Cerchiamo sempre di spostare gli eventi nella città per aiutare i commercianti che sono qui tutto l’anno. È un evento giusto e utile”. 

Eventi, ospiti e luoghi  

Protagonisti della 30esima edizione di Terra Madre sono i Presìdi Slow Food, i prodotti dell’Arca del Gusto e le comunità che ogni giorno li custodiscono e valorizzano; gli spazi dedicati alle reti tematiche (Slow Grains, Slow Mais, Slow Beans, Slow Rice e Slow Olive), ma anche alle Terre Alte, con la rete Slow Food dei castanicoltori. 

Cuore della manifestazione è il grande Mercato dei produttori, che riunisce centinaia di espositori provenienti da tutte le regioni d’Italia (che quest’anno avranno una loro soddivusione per una maggiore valorizzaIone), ma anche da diversi Paesi del mondo, tra cui molti Presìdi e prodotti dell’Arca del Gusto e delle reti Slow Food. Centrali le conferenze che spaziano tra diversi temi d’attualità - dall’alimentazione alla sostenibilità, dall’agricoltura alla giustizia sociale, fino alle politiche del cibo - affiancate dai Laboratori del Gusto e dagli eventi con le cuoche e i cuochi dell’Alleanza Slow Food. 

All’interno del programma si terranno inoltre gli Stati Generali della Cooperazione internazionale al Museo del Risorgimento. 40 anni di Slow Food che saranno celebrati con 40 voci ospiti tra cui Satish Kumar, Alice Waters, Raj Patel, Eric Schlosser, Roberto Danovaro ed Helen Scales, Tommaso Greco, Lella Costa Massimo Montanari, Moni Ovadia, Max Casacci, Paolo Hendel, Fulvio Marino.

Gli eventi si terranno lungo la direttrice che parte da piazza Carlo Felice a piazza Vittorio Veneto, passando per via Roma, piazza San Carlo, piazza Carlo Alberto, piazza Castello, Palazzo Reale e i Giardini Reali, tracciando un percorso che coinvolge musei, palazzi aulici e luoghi dell’arte, della cultura e della storia. 

I costi 

La nuova edizione si regge su un budget che spazia dai 6 agli 8 milioni di euro tra ricavi e costi che sono coperti da partner istituzionali, privati e sulla vendita di spazi (600 stand in tutto) che partono da un minimo di 1500 euro per tutta la durata dell’evento. 

I costi sono aumentati per via dei rincari generalizzati - spiega Daniele Buttignol, ad Slow Food promozione - chi si aggiungono i costi in più per venire in centro una location più complessa”. 

In futuro di nuovo in centro?

In futuro Terra Madre potrebbe tornare in centro o spostarsi, così come eventualmente tornare al Parco Dora dove ha a disposizione 23 mila metri quadrati spazio contro i 13 mila del centro e dove aveva già fatto un importante investimento di supporto alla rete elettrica insieme al Kappa FuturFestival. 

Vedremo l’impatto che avrà sulla città. Portare l’evento in centro è stato voluto anche per celebrare i 30 anni del Salone, volevamo riconoscerglielo. Abbiamo interpellato i commercianti e abbiamo condiviso con loro le planimetrie. C’è stata disponibilità a venire incontro alle nostre esigenze e a costruire insieme il programma. Non volevamo che fosse un’astronave nel cuore della città per dieci giorni, ma che ci fosse un dialogo comune e una collaborazione. La volontà era dire Terra Madre viene qua, ma è un valore comune”. 

La forza lavoro 

Per noi l’evento dura due anni - conclude Buttignol - 150 persone lavorano all’organizzazione, mentre per lo sviluppo dell’evento qualche migliaia di persone. Assunte per i quattro giorni sono un centinaio a cui poi si aggiungono i volontari, un centinaio circa, che si occupano dell’accoglienza delegati, del sostengo per le traduzioni, dell’accredito mensa e della gestione dei flussi”.

Chiara Gallo