Il Nazionale

Cronaca | 08 luglio 2026, 07:21

Omicidio di via Hope a Sanremo, la lite, le telecamere e i graffi sul corpo: così le indagini si sono concentrate sul figlio di Lorella Capano

Meno di 24 ore dalla chiamata al 112 al fermo del ventenne. Il giovane aveva chiesto l'intervento dei soccorritori sostenendo di non riuscire a entrare nell'abitazione. Poi il sopralluogo, i segni compatibili con una colluttazione sul corpo della madre, le immagini della videosorveglianza, il racconto di un testimone e i graffi riscontrati sull'indagato

Omicidio di via Hope a Sanremo, la lite, le telecamere e i graffi sul corpo: così le indagini si sono concentrate sul figlio di Lorella Capano

Meno di 24 ore hanno separato la telefonata al 112 dal fermo del figlio di Lorella Capano, la 58enne milanese trovata senza vita nella notte del 7 luglio nell'abitazione di famiglia al civico 5 di via Hope, a Sanremo. Un'indagine sviluppatasi rapidamente, nella quale gli elementi raccolti durante il primo sopralluogo e le successive attività investigative hanno progressivamente concentrato l'attenzione sul ventenne, ora detenuto nel carcere di Valle Armea. Il giovane, Filippo Oldani, era stato il primo a chiedere l'intervento dei soccorritori. Aveva raccontato di essere rientrato dopo una cena fuori e di non riuscire a contattare la madre, con la quale era d'accordo affinché gli aprisse la porta dell'abitazione. Dopo aver suonato più volte il citofono e tentato inutilmente di raggiungerla al telefono, aveva chiamato il numero unico di emergenza.

Sul posto erano intervenuti i Vigili del Fuoco e il personale sanitario del 118. Una volta entrati nell'appartamento, i soccorritori avevano trovato il corpo della donna ormai privo di vita. L'arrivo dei Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Sanremo e del Nucleo Investigativo di Imperia aveva dato il via agli accertamenti che, fin dalle prime fasi, avevano fatto emergere elementi compatibili con una morte violenta. Sul collo, sul viso e sulle braccia della 58enne erano infatti presenti segni evidenti, ritenuti compatibili con una violenta colluttazione. Una prima ricostruzione confermata dall'ispezione del medico legale, mentre il pubblico ministero, arrivato a sua volta in via Hope, aveva disposto l'autopsia per stabilire con precisione la causa della morte e approfondire la dinamica dell'omicidio. Da quel momento gli investigatori hanno lavorato su più fronti, cercando di ricostruire gli spostamenti e quanto accaduto nelle ore precedenti al ritrovamento del corpo. Tra gli elementi acquisiti ci sono le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, utilizzate per verificare la ricostruzione fornita dal giovane e confrontarla con i dati raccolti durante i sopralluoghi.

Secondo la ricostruzione della Procura di Imperia, le dichiarazioni del ventenne sarebbero apparse costellate di contraddizioni e non avrebbero trovato riscontro in alcuni elementi acquisiti dagli investigatori. Le risultanze delle telecamere rappresentano uno dei punti sui quali si è concentrata l'attività dei Carabinieri, insieme alle testimonianze raccolte nel corso delle prime ore di indagine. Tra queste assume particolare rilievo il racconto di una persona che avrebbe riferito di aver udito un'accesa lite tra madre e figlio durante la serata. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il contesto della discussione e di stabilire cosa possa essere accaduto successivamente all'interno dell'abitazione. Il possibile movente resta, infatti, uno degli aspetti ancora da chiarire.

Un ulteriore elemento è rappresentato dalle condizioni del giovane. Sul corpo del ventenne sarebbero stati riscontrati graffi e altri segni ritenuti verosimilmente compatibili con uno scontro fisico. Un dato che gli investigatori hanno valutato insieme ai segni rilevati sul corpo della vittima, alle immagini della videosorveglianza, alla testimonianza sulla lite e alle contraddizioni individuate nelle dichiarazioni rese dal figlio. L'attività investigativa è proseguita per tutta la giornata di ieri. Il giovane è stato sentito per diverse ore nella caserma dei Carabinieri di Villa Giulia, con l'interrogatorio terminato intorno alle 14. Parallelamente sono continuati gli accertamenti nell'abitazione e nelle aree circostanti il condominio di via Hope.

Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri sono tornati al civico 5 per un nuovo sopralluogo nelle pertinenze dello stabile. I militari, intervenuti in borghese, hanno controllato i bidoni della raccolta differenziata e sequestrato due sacchetti della spazzatura, che saranno sottoposti agli accertamenti ritenuti necessari nell'ambito dell'inchiesta. Al termine delle attività svolte nelle ore successive al ritrovamento del corpo, il quadro indiziario raccolto ha portato al fermo del ventenne, eseguito dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Sanremo e dai militari del Nucleo Investigativo di Imperia. Il giovane è stato quindi trasferito nel carcere di Valle Armea.

L'inchiesta coordinata dalla Procura di Imperia resta aperta e dovrà ora chiarire diversi aspetti della vicenda. L'autopsia dovrà stabilire la causa esatta della morte di Lorella Capano e fornire ulteriori elementi sulla dinamica dell'aggressione, mentre proseguiranno gli accertamenti sulle immagini dei sistemi di videosorveglianza, sui reperti sequestrati e sulle testimonianze raccolte. Resta inoltre da definire il contesto nel quale sarebbe maturato l'omicidio e il possibile movente. Il fermo del figlio rappresenta il primo punto di svolta dell'inchiesta, maturato in meno di 24 ore attraverso l'insieme degli elementi raccolti dagli investigatori. Dopo il fermo e il trasferimento nel carcere di Valle Armea, l'inchiesta entra ora in una nuova fase. Nei prossimi giorni sono attesi i successivi passaggi davanti all'autorità giudiziaria, mentre l'autopsia e gli ulteriori accertamenti tecnici dovranno contribuire a definire la causa della morte, la dinamica dell'aggressione e il contesto nel quale sarebbe maturato l'omicidio.

Andrea Musacchio

In Breve