Il Nazionale

Calcio | 05 luglio 2026, 18:07

Calcio | Rodolfo Mirri all'attacco della Sezione AIA di Savona: "Nessun arbitro nei quadri nazionali, serve cambiare rotta"

L'ex assistente di Serie A e Champions, ha criticato sui propri canali social le politiche della sezione savonese

Calcio | Rodolfo Mirri all'attacco della Sezione AIA di Savona: "Nessun arbitro nei quadri nazionali, serve cambiare rotta"

Con l'inizio di luglio, come ogni anno,l'Associazione Italiana Arbitri ha ufficializzato i quadri dei ruoli nazionali, dalla Serie A fino alla Serie D.

Un panorama ampio che, tuttavia, non vede la presenza di arbitri della provincia di Savona. A tenere alta la bandiera del territorio resta l'assistente Osama Chamchi, mentre proprio uno dei protagonisti più illustri della storia arbitrale savonese, Rodolfo Mirri, già assistente nel massimo campionato nazionale e nelle competizioni europee, ha rivolto dure critiche alla gestione della sezione. Secondo l'attuale sindaco di Carcare, infatti, non verrebbe riservata sufficiente attenzione alla crescita e alla valorizzazione delle giovani leve.
 

La lettera aperta di Mirri:

Formazione Ruoli Nazionali 2026/2027: il fallimento di un sistema Sezionale

I dati non mentono, ed è ora di smetterla di nascondersi dietro ai comunicati di facciata. Con la pubblicazione dei ruoli per la stagione 2026/2027, la Sezione di Savona incassa l'ennesima debacle: un solo tesserato rimasto a livello nazionale (a cui vanno i miei migliori auguri per il ruolo di Assistente in Serie D).

Per il resto, il deserto. Zero arbitri, zero assistenti, zero osservatori promossi a livello nazionale.

La verità è drammatica: dal 2004 – anno in cui venni dismesso dai ruoli nazionali di Serie A/B per limiti di età e permanenza, dopo aver portato il nome di Savona per oltre 15 anni a livello nazionale e internazionale – la Sezione non riesce più a esprimere profili nelle categorie che contano.

Un fallimento formativo di queste proporzioni ha delle responsabilità ben precise:

Mancanza di investimenti sui giovani: I ragazzi vengono lasciati soli, senza un coaching reale, concreto e continuo sul campo.

Si pensa più a mantenere lo status quo e a coltivare il proprio orticello che a costruire il futuro.

Se il vertice sezionale è composto da ex arbitri che al massimo hanno calcato i campi regionali, mancano la visione e l'esperienza delle alte categorie. Chi non ha mai superato i confini regionali difficilmente può insegnare a qualcuno come arrivare nelle massime categorie nazionali.

Una sezione muore quando smette di sognare in grande. È il momento di fare un esame di coscienza collettivo e chiedere a chi dirige se ha ancora le competenze e gli stimoli per fare il bene dei propri associati.

Quando la dirigenza preferisce godersi le cene associative, le pizzerie, qualche partitella di calcio anziché investire sui giovani, i risultati sono inevitabilmente questi. I ragazzi meritano guide capaci che insegnino loro ad arbitrare, non burocrati da poltrona.

È tempo di cambiare rotta. I giovani della Sezione di Savona meritano di più.

Redazione

In Breve