Il Nazionale

Cronaca | 03 luglio 2026, 07:21

Caso Nessy Guerra, "Sono di fatto ai domiciliari": la giovane sanremese resta sotto sorveglianza. "Si valuta di farmi scontare la pena in casa con Aisha"

Dopo il rilascio dalla stazione di polizia emergono nuovi dettagli. Nessy racconta che agenti egiziani presidiano la sua abitazione mentre sarebbero in corso interlocuzioni per evitare il carcere e consentirle di scontare la condanna agli arresti domiciliari

Caso Nessy Guerra, "Sono di fatto ai domiciliari": la giovane sanremese resta sotto sorveglianza. "Si valuta di farmi scontare la pena in casa con Aisha"

Nuovi sviluppi nel caso di Nessy Guerra, la giovane sanremese che nelle scorse ore è stata rilasciata dalla polizia egiziana dopo essere stata condotta in una stazione di polizia insieme alla figlia Aisha e ai propri genitori. Se il rilascio aveva fatto tirare un momentaneo sospiro di sollievo, le ultime ore raccontano però uno scenario ancora estremamente delicato. A riferirlo è la stessa Nessy Guerra, che ai nostri microfoni ha aggiornato sulla situazione che sta vivendo dopo il ritorno a casa.

Secondo quanto racconta la giovane, la sua abitazione sarebbe attualmente sorvegliata da agenti della polizia egiziana. "Ci sono degli agenti della polizia che stazionano sotto il mio appartamento. Devono controllare sostanzialmente se esco di casa o no, perché non devo assolutamente uscire. Sono praticamente ai domiciliari in questo momento", racconta. Una misura della quale, al momento, non sarebbe stata comunicata la durata."Non si sa per quanto tempo. Spero il più a lungo possibile, perché il mio timore è che, finiti questi tre o quattro giorni di cui mi hanno parlato, non si concluda nulla e vengano nuovamente a prendermi", spiega. Secondo quanto riferito dalla giovane sanremese, sarebbero infatti in corso interlocuzioni che potrebbero risultare decisive per il suo futuro immediato. "In questi giorni cercheranno di non mandarmi in prigione e di farmi scontare la pena dei sei mesi in casa", afferma.

Il nodo resta quello della condanna a sei mesi di carcere per adulterio, confermata in appello e attualmente oggetto di ricorso davanti alla Corte di Cassazione egiziana. "Il problema è che questa sentenza è esecutiva. La trattativa è quella di evitare il carcere e di farmi rimanere a casa con la bambina", racconta ancora Nessy. Per la giovane madre, l'eventuale possibilità di scontare la pena nell'abitazione rappresenterebbe comunque una soluzione meno traumatica rispetto all'ingresso in carcere. "Se proprio mi devono far scontare questa assurda e ingiusta pena, spero almeno che me lo facciano fare qui in casa, così posso stare insieme ad Aisha", aggiunge.

Nelle ultime ore il caso ha registrato anche il primo intervento pubblico del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha confermato il costante lavoro diplomatico del Governo italiano e ha auspicato che le autorità egiziane possano valutare la concessione di una grazia presidenziale nei confronti della giovane sanremese. Il titolare della Farnesina ha inoltre espresso l'auspicio che venga confermato l'affidamento della piccola Aisha alla nonna materna e ha ribadito che l'Italia continuerà a lavorare con il Governo egiziano per favorire il rientro in sicurezza di madre e figlia.

Sul piano giudiziario, invece, restano aperti tutti i principali procedimenti: il ricorso in Cassazione contro la condanna per adulterio, la causa per l'affidamento della bambina e quella relativa al divieto di espatrio di Aisha. Le prossime ore potrebbero quindi rivelarsi decisive. Secondo quanto riferito dalla stessa Nessy Guerra, entro pochi giorni dovrebbe essere chiarito se le autorità egiziane confermeranno la detenzione domiciliare oppure daranno esecuzione alla condanna disponendo il trasferimento in carcere. Una decisione dalla quale dipenderà il prossimo capitolo di una vicenda che continua a essere seguita anche ai massimi livelli della diplomazia italiana.

Andrea Musacchio