E' scontro a Caraglio tra minoranza e maggioranza sul secondo lotto del nuovo polo scolastico. Alla scadenza del 30 giugno 2026, termine fissato con la seconda proroga concessa all'impresa esecutrice, il cantiere non risulta ancora completamente ultimato.

La questione segnalata al nostro giornale è approdata anche in Consiglio comunale attraverso un'interrogazione presentata dal gruppo di minoranza "La Caraglio che vorrei", che ha sollevato dubbi sulle motivazioni delle proroghe e soprattutto sui costi indiretti del ritardo.
La minoranza: “Se la proroga è senza costi, chi paga davvero?”
Il gruppo consiliare incalza la giunta sul termine contrattuale, originariamente fissato al 20 luglio 2025, successivamente prorogato prima al 30 marzo 2026 e poi al 30 giugno 2026, senza che nemmeno quest'ultima scadenza fosse rispettata. Un fatto che che però non si limita a sollevare il mancato rispetto del cronoprogramma, ma che troverebbe ragione sui costi che deriverebbero da quest'ultimo.
“Dal punto di vista amministrativo sarà anche corretto. Ma davvero il ritardo non ha un costo?”, si chiede la minoranza.
Secondo "La Caraglio che vorrei", infatti, “ogni mese senza il nuovo polo scolastico significa continuare a utilizzare edifici che avrebbero già dovuto essere sostituiti, sostenendo spese di riscaldamento, energia e manutenzione, oltre a rinviare i benefici di una scuola moderna, più efficiente e più sicura. Il costo, quindi, non scompare: semplicemente si sposta dall'appalto alla gestione ordinaria del patrimonio comunale”.
I consiglieri osservano inoltre che alcune motivazioni alla base della proroga, come il fallimento di un subappaltatore o le difficoltà di approvvigionamento dei materiali, possono essere considerate straordinarie, mentre altre, “come il caldo estivo o il freddo invernale, fanno parte delle condizioni climatiche che in provincia di Cuneo sono ben note e che dovrebbero essere considerate nella programmazione di un cantiere”.


Altro tema affrontato riguarda le penali. “Le imprese fanno il loro mestiere. L'Amministrazione ha invece il compito di difendere l'interesse dei cittadini, pretendendo il rispetto dei tempi ogni volta che ciò sia possibile”, scrive il gruppo, che conclude: “Il tempo ha un costo. Se la proroga viene definita 'senza costi' e il ritardo non produce conseguenze economiche per chi realizza l'opera, una domanda resta inevitabile: chi sta pagando il prezzo di questo tempo perduto? A pagare sono i caragliesi”.
La sindaca: “Proroghe motivate da cause non imputabili all'impresa”
La sindaca Paola Falco, a nome della giunta comunale, replica alla minoranza e ricostruisce le ragioni che hanno portato alla concessione delle proroghe.

“La ditta esecutrice – spiega - ha richiesto la proroga del termine lavori motivandola con l'eccezionalità delle condizioni meteorologiche registrate nel corso dei lavori, le criticità nelle catene di approvvigionamento dei materiali e il fallimento di un subappaltatore”.
E evidenzia che “il RUP, acquisito il parere favorevole della Direzione lavori sulla fondatezza delle motivazioni addotte riconducibili a cause non imputabili all'impresa esecutrice, ha disposto l'accoglimento delle istanze di proroga”.
La sindaca ha inoltre ricordato come anche il mese di giugno abbia inciso sull'andamento del cantiere: “Le lavorazioni esterne hanno fortemente risentito delle eccezionali condizioni climatiche di caldo registrate sul territorio regionale e delle conseguenti limitazioni operative introdotte dall'ordinanza del Presidente della Regione Piemonte del 29 maggio 2026, applicabile anche ai cantieri edili, che ha disposto il divieto di svolgimento delle attività all'aperto in condizioni di esposizione diretta e prolungata al sole nella fascia oraria 12.30-16. Tale circostanza ha comunque inciso negativamente sulla continuità e sulla produttività delle lavorazioni esterne nell'ultimo mese disponibile prima della scadenza contrattuale”.
“Opera sostanzialmente ultimata”
Ma nella replica arrivano anche le rassicurazioni che, pur non essendo concluso sotto il profilo formale, l'intervento sul polo scolastico è ormai nella fase finale.
“Alla data del 30 giugno 2026 risultano completate tutte le lavorazioni essenziali e strutturali – precisa Falco - che consentono di qualificare l'intervento come sostanzialmente ultimato. La ditta esecutrice avrà tuttavia ancora due mesi per ultimare i lavori di dettaglio”.
Per l'Amministrazione, “un ritardo nel completamento di un lavoro di così grande entità rientra nella normalità sia nell'esecuzione di lavori pubblici che privati”.

“Un contenzioso avrebbe aggravato tempi e costi”
La sindaca respinge infine le critiche sull'accoglimento delle richieste dell'impresa.
“L'alternativa avrebbe potuto essere l'avvio di un contenzioso con l'impresa affidataria che avrebbe sicuramente contestato la mancata concessione delle proroghe richieste – chiarisce Falco -. E questo non avrebbe ridotto, bensì aggiunto – conclude - ulteriori maggiori spese a carico dell'Amministrazione dovute non solo al contenzioso ma all'ulteriore allungamento dei tempi di chiusura dei lavori con il rischio di perdere il finanziamento del Pnrr”.

Uno scontro destinato con ogni probabilità a proseguire anche nei prossimi passaggi consiliari, mentre il completamento definitivo del nuovo polo scolastico è atteso entro la fine dell'estate.







