Il caso ha voluto che l'incontro organizzato da Fratelli d'Italia su sicurezza e immigrazione, nel palazzo comunale, fosse in concomitanza con la presentazione del libro di Massimo Giannini su Giorgia Meloni, "La sciamana", nella sottostante piazza Sisto.
In un'atmosfera da prove di campagna elettorale, in una Sala Rossa gremita, si sono alternati il segretario cittadino Matteo Debenedetti, il consigliere comunale Massimo Arecco e l'onorevole Matteo Rosso per i saluti (che proprio ieri a Savona ha avuto un incontro con i rappresentanti sindacali delle forze dell'ordine). A moderare l'incontro e a introdurre la deputata Sara Kelany, responsabile nazionale del Dipartimento Immigrazione di Fratelli d’Italia, e Salvo Sallemi, vicepresidente del Gruppo Fratelli d’Italia al Senato e componente della Commissione parlamentare Antimafia, è stato invece il senatore Gianni Berrino.
Temi di rilevanza nazionale quelli trattati, ma con riferimenti al territorio locale. In sala erano presenti i consiglieri regionali Rocco Invernizzi e Simona Rosso, Gianfranco Crocco, già commissario della pubblica sicurezza, il commissario provinciale di FdI Paola Ambrogio, l'ex procuratore Massimo Landolfi (che si vocifera potrebbe essere candidato alle politiche), ma anche il sindaco di Cosseria Massimo Molinaro, recentemente passato dalla Lega al Pd e interessato ai temi dell'immigrazione per un caso che tocca il comune dell'entroterra, oltre ai rappresentanti dei circoli locali.
Temi di rilievo nazionale, dunque, ma con stoccate ai sindaci di sinistra del territorio ligure. L'attacco parte dal consigliere Massimo Arecco. "Ci sono zone nelle quali – ha detto Arecco – in certi momenti della giornata la gente ha paura a passare. C'è un lassismo per il quale certe questioni sembrano venire giustificate da una certa parte politica".
Ma la freccia più avvelenata al sindaco Russo arriva dal senatore Sallemi. "Non ci si può fare prendere in giro sulla sicurezza – ha detto Sallemi – e questo lo dovete dire al vostro sindaco di Savona. La sicurezza urbana compete al sindaco, che ha le forze di polizia municipale per fare i controlli e ha a disposizione un'anagrafe per identificare le persone".
Sallemi fa poi l'esempio della sua città, Vittoria, nel Ragusano, dove sono state istituite "zone rosse" nelle aree più a rischio, controllate dalla polizia locale. "Bisogna smetterla di dire che è sempre colpa del Governo – aggiunge Matteo Debenedetti – ma i sindaci possono attivarsi con la polizia municipale e fare ordinanze. Un esempio è quello del sindaco De Luca, che ha istituito il NOS (Nucleo Operativo Sicurezza) della Polizia municipale, una squadra speciale mirata a contrastare la microcriminalità, l'abusivismo, i parcheggiatori irregolari e il degrado urbano. E, parlando di bivacchi, dov'è l'ordinanza anti-bivacco promessa dal sindaco Russo?".
Ma tra un excursus sulle nuove norme introdotte dal governo Meloni su sicurezza e immigrazione e i centri di rimpatrio che dovranno essere presenti in ogni regione italiana (quindi anche in Liguria), non sono mancato nemmeno gli attacchi alla sindaca di Genova Silvia Salis, questa volta per voce di Berrino. "I sindaci di quei partiti che criticano il Decreto sicurezza – ha dichiarato Berrino – sono gli stessi che ci dicono che per colpa nostra non c'è sicurezza. Questo lo fa la sindaca Salis, che si lamenta con il Governo dopo aver tagliato le forze di polizia locale".



