Il Nazionale

Cronaca | 30 giugno 2026, 13:41

Femminicidio di Ceriana, Olivieri risponde al giudice per quasi due ore: "Non voleva uccidere, dopo ha cercato di rianimarla"

Si è svolta all'ospedale di Imperia l'udienza di convalida dell'arresto del 51enne accusato dell'omicidio di Mary Elizabeth Hopkins. Nel pomeriggio il conferimento dell'incarico per l'autopsia. I legali: "È ancora in stato confusionale, non ricorda cosa abbia scatenato il litigio"

Femminicidio di Ceriana, Olivieri risponde al giudice per quasi due ore: "Non voleva uccidere, dopo ha cercato di rianimarla"

Quasi due ore di interrogatorio per ricostruire una notte che, almeno per molti aspetti, resta ancora avvolta dalla confusione. Si è svolta questa mattina, all'ospedale di Imperia, l'udienza di convalida dell'arresto di Becken Olivieri, il 51enne accusato dell'omicidio della compagna Mary Elizabeth Hopkins, avvenuto nella loro abitazione di Ceriana.

L'uomo, tuttora ricoverato nel nosocomio imperiese, ha risposto alle domande del giudice e del pubblico ministero, ricostruendo per quanto gli è stato possibile quanto accaduto nella serata di venerdì. All'uscita dall'ospedale, intorno alle 13.30, gli avvocati Marco Noto e Ambra Marchese hanno spiegato che il loro assistito ha collaborato con gli inquirenti, pur permanendo uno stato di forte confusione.

"L'interrogatorio si è concluso. Si è liberato di un peso, ma non sono ancora chiarissime le questioni che hanno portato al litigio tra i due e che poi, purtroppo, hanno determinato quanto accaduto", hanno spiegato i difensori. "Non c'è un motivo specifico. Vedremo, andando avanti con le indagini, se riusciremo a comprendere qualcosa in più. Ancora oggi era in uno stato confusionale: ha risposto alle domande, ma il fatto, per lui, è ancora in parte avvolto dalla confusione".

Secondo quanto riferito dai legali, non emergerebbero elementi che facciano pensare a una relazione problematica. "Si trattava di una coppia che non aveva particolari problematiche, né precedenti di alcun tipo. È stato un gesto d'impeto, un raptus. Il litigio potrebbe essere nato da una normale discussione di coppia, ma non si è ancora capito quale sia stato il vero elemento scatenante, anche perché le argomentazioni affrontate durante il litigio sarebbero state molteplici".

Mary Elizabeth Hopkins era arrivata in Italia all'inizio di giugno. La coppia viveva una relazione a distanza: lei trascorreva alcuni mesi a Ceriana per poi fare ritorno negli Stati Uniti. "Il giovedì lui aveva lavorato normalmente, il venerdì erano rimasti insieme in casa. Non erano usciti e non avevano visto nessuno", hanno aggiunto gli avvocati.

Tra gli elementi emersi durante l'interrogatorio c'è anche la possibile assunzione di alcolici."«Sembrerebbe che durante la serata abbiano consumato bevande alcoliche, ma non sappiamo in quale quantità. Anche questo potrebbe aver inciso sulla lucidità". Olivieri sarebbe però riuscito, per la prima volta, a collocare temporalmente quanto accaduto. "Siamo riusciti a ricostruire che il fatto sarebbe avvenuto tra le 22.30 e le 23 di venerdì".

Dopo l'aggressione, secondo la ricostruzione fornita dal 51enne, sarebbero seguiti gli atti di autolesionismo già emersi nei giorni scorsi. "È rimasto nell'abitazione, ha posto in essere atti di autolesionismo e poi è svenuto. Non riesce a ricordare quanto tempo sia trascorso prima di riprendere conoscenza. La mattina successiva ha realizzato ciò che era accaduto, ha preso il primo autobus disponibile e si è consegnato spontaneamente alle forze dell'ordine".

Uno dei passaggi più delicati dell'interrogatorio ha riguardato la dinamica dell'omicidio. Su questo punto i legali invitano alla prudenza. "Ha ricostruito ciò che è successo, ma non è stato un soffocamento con un cuscino così come era emerso inizialmente. Anche la dinamica dovrà essere chiarita e sarà fondamentale l'esame autoptico per comprendere quale gesto abbia effettivamente provocato la morte della signora".

Secondo quanto riferito dai difensori, non si sarebbe trattato di un'azione prolungata. "Da quanto ci ha descritto è stato un gesto d'impeto, di brevissima durata. Lui stesso ha raccontato di non essersi reso conto di aver provocato la morte della compagna. Anzi, subito dopo avrebbe cercato di rianimarla praticandole il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. Soltanto in quel momento si sarebbe accorto che la presa era stata troppo forte e che la donna non ce l'aveva fatta. Era disperato".

Nel corso dell'udienza è stato affrontato anche il tema del ricovero in ospedale, sul quale la difesa ha spiegato di non avere ancora un quadro completo. "Non è stato chiaro né a noi né al magistrato il motivo del trasferimento diretto in ospedale. Attendiamo la relazione sanitaria prima di formulare eventuali richieste sulla misura cautelare". Olivieri, hanno confermato i legali, rimane ricoverato all'ospedale di Imperia.  

Nel pomeriggio, intanto, al Tribunale di Imperia è stato conferito l'incarico al consulente tecnico del pubblico ministero che eseguirà l'autopsia sul corpo di Mary Elizabeth Hopkins. All'udienza erano presenti anche i familiari della vittima, arrivati dagli Stati Uniti nelle scorse ore. L'esame autoptico, che sarà eseguito nei prossimi giorni, dovrà chiarire con precisione le cause della morte e contribuire alla ricostruzione definitiva della dinamica del femminicidio.

Andrea Musacchio