Il Nazionale

Cronaca | 24 giugno 2026, 06:05

Registrano il marchio e il giorno dopo scatta il ricatto via email: nuova truffa informatica colpisce anche nel Cuneese

La denuncia alla nostra redazione. L'inganno corre sul web con il finto logo del Ministero: ecco come riconoscere il raggiro e difendere la propria azienda

Registrano il marchio e il giorno dopo scatta il ricatto via email: nuova truffa informatica colpisce anche nel Cuneese

Un tempismo perfetto, quasi chirurgico, che fa leva sulla buona fede di chi ha appena avviato le pratiche per proteggere la propria attività sul territorio. È l'identikit della nuova truffa informatica che sta colpendo a tappeto i neo-imprenditori e di cui è giunta segnalazione diretta alla redazione del nostro giornale. 

La vicenda si è consumata in provincia di Cuneo e ricalca un copione tanto semplice quanto insidiosa. La vittima, un'imprenditrice locale, ha depositato la domanda di registrazione di un marchio presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM). Nemmeno 24 ore dopo, nella sua casella di posta elettronica è recapitata una email apparentemente istituzionale. La finta missiva si presentava con l'intestazione ufficiale della Direzione Generale per la Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi di Via delle Quattro Fontane a Roma. All'interno, i truffatori erano riusciti a inserire il vero numero di richiesta della registrazione del marchio, un dettaglio reale che ha quasi spinto la donna a ritenere la comunicazione autentica.

L'inganno si consuma nella richiesta economica. Nel testo inoltrato alla nostra redazione viene sollecitato il pagamento di una cifra importante – 1.441,46 euro – da versare entro scadenze strettissime per "garantire la durata della tutela giuridica del marchio". Per mettere fretta e non dare il tempo di riflettere, i malviventi raccomandano caldamente l'utilizzo di un bonifico SEPA istantaneo. Il tutto firmato direttamente da un sedicente "Dirigente, Divisione I. Affari giuridici, normativi e amministrativi Direzione Generale per la Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi". 

Tuttavia, analizzando i dettagli del pagamento forniti nella segnalazione, emergono le macroscopiche incongruenze che svelano il tentativo di estorsione digitale.

Per prima cosa il beneficiario. Viene indicato un bizzarro mix tra l'ente europeo e una società privata: "Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale – G. AND P. IP ADVISORY OFFICE". Infine l'Iban straniero. Il conto corrente su cui inviare i fondi non è del Ministero italiano, bensì un conto polacco che inizia con la sigla PL76.

Fortunatamente l'imprenditrice cuneese ha intuito il pericolo prima di procedere, decidendo poi di denunciare l'accaduto per mettere in guardia i colleghi del territorio. L'UIBM e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy hanno più volte ribadito che nessun pagamento viene mai richiesto tramite bonifici esteri o email di questo tipo. Tutti i costi ufficiali di registrazione vengono corrisposti al momento del deposito tramite la piattaforma PagoPA o modelli F24.

I dati delle nuove registrazioni sono pubblici per legge: è proprio consultando i registri ufficiali telematici che i truffatori riescono a reperire i numeri di pratica in tempo reale, per poi colpire il giorno successivo. La raccomandazione, per tutte le aziende e i professionisti della provincia di Cuneo, è di non pagare mai e di segnalare messaggi sospetti alla Polizia Postale.

Angela Panzera