Nastri di plastica che svolazzano tra i banchi, postazioni che restano occupate oltre l'orario consentito e rifiuti che rallentano le operazioni di pulizia. La gestione dell'area mercatale di Porta Palazzo torna al centro del dibattito a Palazzo Civico, dove amministrazione comunale e Amiat hanno puntato il dito contro il mancato rispetto delle regole da parte di una parte degli ambulanti. Sul tavolo ci sono diffide, decine di sanzioni già elevate e la prospettiva di ulteriori provvedimenti se la situazione non dovesse migliorare.
Le regole e i problemi ancora aperti
A ripercorrere il lavoro svolto negli ultimi anni è stata la direttrice della Divisione Commercio Giuseppa Ponziano, che ha ricordato come l'amministrazione abbia già adottato quattro ordinanze per richiamare gli operatori al rispetto delle disposizioni sulla pulizia delle aree mercatali.
"Negli ultimi due anni, parallelamente agli interventi di riqualificazione di Porta Palazzo, abbiamo emanato quattro ordinanze per sollecitare il rispetto dei regolamenti", ha spiegato. Le norme prevedono che i banchi vengano posizionati almeno due ore prima dell'apertura del mercato e che le aree vengano completamente liberate entro due ore dalla chiusura.
Nel comparto ortofrutticolo, inoltre, è stata portata avanti la sostituzione dei vecchi banchi in ferro con strutture in alluminio, ma il problema della mancata rimozione delle attrezzature continua a presentarsi. Per questo il Comune sta valutando ulteriori interventi organizzativi e operativi insieme ad Amiat e alla Polizia Locale per consentire una pulizia più efficace delle aree.
Amiat: "Siamo in piazza ogni giorno"
Dal canto suo Amiat ha ribadito come il servizio venga svolto quotidianamente nonostante le difficoltà legate alle caratteristiche uniche del mercato più grande della città.
"È un mercato particolare, ma il servizio viene svolto regolarmente nonostante le fatiche", ha sottolineato la presidente Paola Bragantini. "Riteniamo opportuno continuare a seguire questa situazione insieme agli assessorati competenti, come stiamo facendo da tempo".
Più dettagliata l'analisi del direttore operativo Flavio Frizziero, che ha ricordato come Porta Palazzo presenti caratteristiche completamente diverse rispetto agli altri mercati torinesi.
"Ogni mattina consegniamo agli operatori sacchi da 1.100 litri per i rifiuti e contenitori dedicati alla raccolta dell'organico", ha spiegato. "Il servizio prosegue fino alla fine delle vendite, ma dalle 15 in poi le aree dovrebbero essere libere. Questo però quasi mai accade, perché molte attività si protraggono fino alle 16 o alle 16.30".
Una situazione che rallenta le operazioni di pulizia e raccolta. "Noi iniziamo a intervenire appena possibile, recuperando tutti i materiali di scarto e occupandoci anche della pulizia della piazza e delle vie limitrofe. È vero che a fine mercato l'impatto visivo può essere problematico, ma qui raggiungiamo livelli di raccolta differenziata che si aggirano attorno all'80%".
Un risultato che, secondo Amiat, rappresenta un netto miglioramento rispetto al passato. "Anni fa si trovavano montagne di rifiuti non separati. Oggi riusciamo a intercettare gran parte dell'organico e a garantire una raccolta differenziata dignitosa. Auspichiamo però che anche gli operatori del settore non alimentare utilizzino maggiormente i sacchi messi a disposizione, evitando che plastica e cellophane finiscano dispersi nell'area".
Il richiamo del Comune: "Situazione non più tollerabile"
Il tono più duro è arrivato dall'assessore al Commercio Paolo Chiavarino, che ha parlato apertamente di regole non rispettate nonostante anni di richiami.
"Attraverso diffide, avvisi e confronti continui abbiamo cercato di sensibilizzare tutti gli operatori, ma alcune regole continuano a non essere rispettate", ha affermato. "Gli orari di chiusura vengono superati regolarmente e questo non è più tollerabile né comprensibile".
L'assessore ha ricordato come negli ultimi mesi siano stati adottati numerosi provvedimenti formali, culminati nella diffida del 15 aprile scorso. "Abbiamo messo in campo tutte le iniziative possibili e di nostra competenza. La stessa commissione di mercato ha constatato che manca collaborazione da parte di una parte degli ambulanti".
Secondo Chiavarino, il problema principale resta la mancata rimozione tempestiva dei banchi. "Spesso vengono smontati e poi rimontati poco dopo. Dopo la diffida del 15 aprile abbiamo effettuato 83 accertamenti con relative sanzioni. Abbiamo cercato di evitare tensioni e problemi di ordine pubblico, ma siamo arrivati a un punto in cui questa situazione non può più essere rinviata".
Da qui l'avvertimento finale: "Abbiamo predisposto un'ultima forte diffida. Se non verrà rispettata seguiranno provvedimenti conseguenti".
Foglietta: "Chi sbaglia danneggia il lavoro di tutti"
Sul tema è intervenuta anche l'assessora alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta, che ha collegato il caso di Porta Palazzo a problematiche simili riscontrate in altri mercati cittadini.
"Le criticità segnalate dai residenti sono spesso le stesse evidenziate da Amiat: sacchetti che svolazzano e rifiuti abbandonati", ha osservato. "Purtroppo basta che una o due persone non si comportino correttamente per compromettere il lavoro svolto da tutti gli altri".
Foglietta ha sottolineato come gli enti coinvolti abbiano mostrato disponibilità a collaborare, ma ha anche evidenziato la necessità di passare dalle parole ai fatti. "Chi sbaglia e inquina deve pagare. Dobbiamo continuare a studiare il fenomeno e capire dove possiamo andare incontro agli operatori, ma è altrettanto vero che i servizi funzionano soltanto se vengono rispettati tempi e regole".
Tremila tonnellate di rifiuti in un anno
I numeri fotografano bene la complessità della gestione di Porta Palazzo. Nel 2025 il mercato ha prodotto circa 3mila tonnellate di rifiuti, di cui circa mille tonnellate di organico, mille di secco misto e la restante parte composta da altre frazioni.
Secondo i dati illustrati dal Comune, l'organico presenta livelli di purezza elevati e viene avviato senza particolari problemi al compostaggio, mentre per il secco misto circa il 30% finisce all'incenerimento. Una situazione resa ancora più complessa dagli spazi ridotti dell'area mercatale, che rendono più difficile la separazione di materiali come plastica, cartone e legno rispetto a quanto avviene negli altri mercati cittadini.
Numeri e criticità che raccontano un equilibrio ancora fragile, dove da una parte c'è il lavoro quotidiano di raccolta e pulizia e dall'altra il mancato rispetto di alcune regole che continua ad alimentare uno scontro ormai aperto tra amministrazione e una parte degli operatori del mercato.












