Doveva essere un normale controllo dopo una segnalazione relativa ad alcuni animali. Si è trasformato invece in uno degli interventi più complessi e sorprendenti degli ultimi anni per la Polizia Locale di Sanremo.
Dietro il cancello di una villa sulle alture della città, in via Ludovico Ariosto, nella zona del Giro dell'Isola, gli agenti si sono trovati davanti una scena difficile perfino da immaginare: oltre duecento animali, appartenenti a specie diverse, detenuti tra l'abitazione e il terreno circostante, in condizioni che hanno reso necessario l'intervento di più enti specializzati.
L'intervento è nato da una segnalazione relativa alla presenza di alcuni animali. Una volta entrati nella proprietà, gli operatori hanno scoperto una situazione ben più ampia del previsto, caratterizzata dalla presenza di numerosi esemplari e da condizioni igienico-sanitarie che hanno reso indispensabile il coinvolgimento dei Carabinieri Forestali, competenti anche per la gestione delle specie esotiche, e dell'Asl Veterinaria per gli accertamenti sanitari.
La villa ospitava una quantità impressionante di animali. Secondo quanto emerso durante i controlli erano presenti circa sessanta gatti, una trentina di cani di ogni taglia, dai chihuahua ai pastori tedeschi fino ai dogo, una cinquantina di conigli, circa cinquanta tra galli e galline, oltre cento tra capre e pecore, senza dimenticare oche, pappagalli di varie specie e tartarughe protette dalla normativa Cites. Un numero complessivo che supera abbondantemente i duecento animali.
Secondo le verifiche effettuate sul posto, la proprietaria dell'immobile, una donna italiana che vive nella villa insieme al compagno, avrebbe sviluppato nel tempo una vera e propria forma di accumulo compulsivo di animali. L'ipotesi è che inizialmente abbia accolto gli animali con l'intenzione di salvarli e accudirli, ma che la situazione sia progressivamente sfuggita di mano fino a raggiungere proporzioni eccezionali.
L'intervento ha richiesto il coinvolgimento della Polizia Locale, dei Carabinieri Forestali, del nucleo Cites, dell'Asl Veterinaria e delle guardie zoofile dell'Enpa. Ogni specie ha infatti richiesto procedure differenti.
I cani e i gatti sono stati censiti, sottoposti ai primi controlli veterinari, microchippati e avviati verso strutture in grado di ospitarli. Per gli animali esotici, invece, sono entrati in azione i Carabinieri Forestali, che stanno curando il trasferimento verso centri autorizzati. Le tartarughe saranno destinate a una struttura specializzata, mentre i pappagalli verranno affidati a un centro idoneo. Gli altri animali da fattoria saranno progressivamente collocati presso aziende agricole e fattorie della zona.
Le operazioni si sono rivelate particolarmente complesse non soltanto per il numero degli animali presenti, ma anche per la necessità di effettuare tutte le procedure sanitarie previste dalla normativa. L'Asl ha provveduto a microchippare cani e gatti, censire gli esemplari e avviare gli accertamenti veterinari necessari prima del loro trasferimento.
Per la coppia scatteranno ora le denunce. Le ipotesi di reato riguardano il maltrattamento e la detenzione incompatibile con la natura degli animali, oltre alle violazioni relative alla presenza di specie esotiche prive della documentazione Cites prevista dalla legge. Su quest'ultimo aspetto sono in corso gli approfondimenti dei Carabinieri Forestali.
Le operazioni di trasferimento degli animali proseguiranno anche nei prossimi giorni. Soltanto al termine delle verifiche sanitarie e amministrative sarà possibile definire con precisione il numero complessivo degli esemplari presenti nella proprietà e completare il loro affidamento alle strutture individuate.


