Il Nazionale

Cronaca | 16 giugno 2026, 18:02

Travolse e uccise Edoardo Corrieri in corso Italia, il 28enne va ai domiciliari con braccialetto elettronico

Per la gip Vincenzo Rametta è socialmente pericoloso e la sua versione non è credibile: “Non l’ho fatto apposta, mi bruciavano gli occhi per lo spray”. Ma video e testimoni smentirebbero il racconto: l’auto avrebbe sterzato verso il 29enne

Travolse e uccise Edoardo Corrieri in corso Italia, il 28enne va ai domiciliari con braccialetto elettronico

Si trova ancora nel carcere di Marassi, ma per lui la gip Maria Antonia Di Lazzaro ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. È la misura cautelare decisa nei confronti di Vincenzo Rametta, operaio di 28 anni accusato dell’omicidio di Edoardo Corrieri, il 29enne morto all’ospedale San Martino dopo essere stato investito nella notte tra sabato e domenica in corso Italia.

Davanti alla giudice, durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto, Rametta, assistito dall’avvocato Stefano Ganci, si è avvalso della facoltà di non rispondere, dicendosi sconvolto per quanto accaduto. Subito dopo essersi costituito agli agenti delle volanti, però, otto minuti dopo l’investimento, aveva fornito una prima versione dei fatti: “Non l’ho fatto apposta, era in mezzo alla strada e non l’ho visto perché mi bruciavano gli occhi per lo spray che mi aveva spruzzato addosso la ragazza”.

Agli investigatori il 28enne aveva raccontato di essere salito in auto perché inseguito: “Volevo solo scappare”, avrebbe detto. Poi, dopo aver travolto Corrieri, avrebbe spiegato di essere andato “in panico”, proseguendo la corsa per circa 500 metri prima di decidere di tornare indietro. “Non so cosa sia successo, non era nelle mie intenzioni fare una cosa del genere”, la sua ricostruzione a caldo.

Una versione che però la gip non ha ritenuto credibile. Nell’ordinanza di custodia cautelare, otto pagine, un ruolo centrale viene attribuito alle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza dei carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale, che ha sede nell’abbazia di San Giuliano, e alle testimonianze raccolte dagli investigatori.

Secondo quanto emerge dagli atti, la vicenda sarebbe nata da una lite scoppiata all’esterno di una discoteca. Le telecamere mostrerebbero Rametta dirigersi verso la propria Audi Q3, mentre Corrieri lo segue e riprende la targa del veicolo con il cellulare. In una sequenza di circa 40 secondi si vede il 28enne correre sul lato monte di corso Italia verso levante e raggiungere l’auto, parcheggiata dietro una curva e quindi fuori dall’inquadratura. Poco dopo il mezzo rientra nel campo della telecamera a forte velocità e, dopo una sterzata verso destra, travolge Corrieri, facendolo volare per alcuni metri.

Per la giudice la carreggiata era libera e la manovra sarebbe stata compiuta volontariamente allo scopo di investire il 29enne. Nell’ordinanza viene inoltre sottolineato che nessun referto medico avrebbe rilevato lesioni o problemi agli occhi tali da impedire a Rametta di guidare e compiere le successive manovre. Anche l’affermazione secondo cui Corrieri si sarebbe trovato in mezzo alla strada viene ritenuta smentita dai video e dalle testimonianze.

Dagli accertamenti è emerso anche che Rametta aveva un tasso alcolemico superiore a 1. La gip parla di una condotta di “inopinata violenza” nei confronti di un giovane “nemmeno conosciuto” e richiama il rischio di reiterazione del reato e la pericolosità sociale dell’indagato. Elementi che hanno portato alla misura cautelare dei domiciliari con braccialetto elettronico.

Redazione

In Breve