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Politica | 15 giugno 2026, 12:29

Savigliano, crescono le fibrillazioni nella maggioranza del sindaco Portera

L’avvicinarsi della data delle elezioni amministrative, in calendario nel 2027, evidenzia le difficoltà di una coalizione eterogenea costituita da quattro gruppi e composta da esponenti con storie e provenienze molto diverse tra loro

Savigliano, crescono le fibrillazioni nella maggioranza del sindaco Portera

A Savigliano l’avvicinarsi del ritorno alle urne nella primavera del prossimo anno determina le prime tensioni nella coalizione di maggioranza.

Nell’ultima seduta consiliare non sono sfuggite le assenze più o meno “strategiche” di Clotilde Ambrogio e Luciano Gandolfo (nelle foto sotto), capigruppo rispettivamente di “Noi per Savigliano” e “Amici di Savigliano”, due delle quattro liste che avevano concorso alla vittoria del sindaco Antonello Portera e che fanno parte dell’attuale coalizione di maggioranza.

Quali siano le ragioni dei mal di pancia gli interessati non hanno voluto renderlo noto, si parla tuttavia di malesseri che da qualche tempo covavano sotto la cenere.

Nel corso di questi quattro anni di consiliatura si sono registrate già varie dimissioni, alcune finalizzate al passaggio ad altri enti – è il caso di Francesco Villois divenuto presidente della Fondazione CrSavigliano – altre, come nel caso di Sergio Tesio, con motivazioni mai ufficialmente espresse ma intuibili.

La coalizione che ha consentito a Portera di vincere al ballottaggio nel 2022 col 65% contro il 35% del suo competitor di centrosinistra Gianfranco Saglione era apparsa da subito oltremodo articolata.

A fronte di un sindaco ex Movimento 5 Stelle, parecchi consiglieri avevano trascorsi di centrodestra, per lo più nelle fila di Forza Italia, primo fra tutti l’attuale presidente del Consiglio comunale Piergiorgio Rubiolo.

Analoga estrazione hanno la vicesindaco Federica Brizio e il capogruppo di “Progetto per Savigliano” Alberto Pettavino, ora coordinatore provinciale del Patto Civico di Luca Robaldo e lo stesso Luciano Gandolfo, che aveva avuto una precedente esperienza di consigliere di opposizione col centro destra.

Senza considerare il fatto – se non citandolo incidentalmente - che altri consiglieri o assessori di maggioranza hanno avuto o ancora hanno contratti di collaborazione con esponenti del Consiglio regionale, sempre forzisti.

Per contro c’è chi, come Silvia Garaventa, grillina ante litteram, ha mantenuto vive le sue simpatie per il primo amore nonostante le traversie dei 5 Stelle.

Da mesi Portera viene strattonato dal Patto Civico, che vorrebbe arruolarlo alla causa, anche in virtù della presenza in Consiglio comunale di Pettavino.

Se in questi quattro anni è stata impresa ardua per il sindaco Portera tenere unita una coalizione così eterogenea, è abbastanza fisiologico che in vista della scadenza elettorale 2027 le fibrillazioni si accentuino.

Centrosinistra e centrodestra aspettano di capire fino a che punto queste arriveranno prima di scoprire le loro carte.

Non è un mistero che nel centrosinistra si stia scaldando a bordo campo Claudio Cussa, un passato da assessore e poi da sindaco, incappato nelle maglie della giustizia per il caso delle cosiddette “firme false”.

Nel centrodestra, invece, nessun personaggio fa ancora capolino. 

Fratelli d’Italia è l’unico dei tre partiti di centrodestra rimasto strutturato su piazza. 

La Lega mantiene qualche flebile presenza, mentre Forza Italia risulta estinta.

I Fratelli, in quanto primo partito, accampano il diritto di indicare il candidato sindaco, ma non si può dire che sia la compattezza il segno distintivo.

Al di là delle beghe interne – acuite dall’arrivo sulla piazza saviglianese degli uomini del generale Vannacci - ancora non si trova l’uomo o la donna che possa mettere tutti d’accordo.

Se Portera ha tutte le sue gatte da pelare, gli avversari non sono da meno: nell’incertezza guardano, aspettano e… sperano.

Giampaolo Testa

In Breve