In una seduta infuocata, destinata ad entrare nella storia politica astigiana, il Consiglio Comunale si è trasformato nell'arena di uno scontro istituzionale senza precedenti. Al centro del dibattito, una questione che sta facendo discutere persino il Parlamento: ovvero il doppio incarico di Maurizio Rasero, contemporaneamente sindaco della città e neo-presidente della Cassa di Risparmio di Asti.
La sedia vuota e l'accusa di "monarchia assoluta"
Il colpo di scena è arrivato all'apertura del dibattito, quando il sindaco Rasero ha preso la parola solo per annunciare che avrebbe abbandonato l'aula, dichiarando di voler consentire ai consiglieri di esprimersi liberamente e chiarendo che non avrebbe partecipato né alla discussione né alla votazione. Una scelta che ha lasciato uno strascico di polemiche, con la minoranza che ha aspramente criticato l'assenza del primo cittadino nel momento in cui si decideva il suo futuro politico.

Senza il sindaco in aula, le opposizioni hanno lanciato un attacco frontale. Il consigliere Massimo Cerruti (M5S) ha accusato la giunta di aver trasformato Asti in una "monarchia assoluta" in cui una sola persona concentra poteri enormi, sottolineando l'incompatibilità intrinseca tra il giuramento istituzionale di un sindaco e l'interesse privato e finanziario imposto dal codice etico bancario. Il consigliere Mario Malandrone (Ambiente Asti) ha parlato di "corto circuito istituzionale" e di una "pericolosa commistione tra potere pubblico ed economico", evidenziando come la situazione sia un'eccezione assoluta nel panorama nazionale. La preoccupazione più grande, sollevata dalla consigliera Vittoria Bricarello (Uniti si può) e dal consigliere Michele Miravalle (Partito Democratico), è che ostinarsi a mantenere le due cariche porterà inevitabilmente all'arrivo di commissari esterni, paralizzando l'amministrazione della città nel momento in cui sarà la Banca d'Italia a imporre le dimissioni.>
Lo scudo tecnico della maggioranza
A fare da scudo al sindaco assente è stata la maggioranza, affidandosi a una difesa prettamente tecnica e giuridica. Il consigliere Federico Scassa (gruppo Maurizio Rasero Sindaco) ha ribadito che l'articolo 63 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) deve essere interpretato in maniera rigorosamente tassativa. Allo stato attuale, ha argomentato, non esistono appalti o somministrazioni dirette di servizi tra il Comune e la Banca che configurino una reale incompatibilità legale.
A dirimere la questione è intervenuto il Segretario Generale, confermando che formalmente l'incompatibilità prevista dal TUEL non è applicabile, poiché il Comune non detiene il 20% delle quote della banca e quest'ultima non gestisce più la tesoreria comunale. Tuttavia, il Segretario ha avvertito del concreto e persistente rischio di conflitti d'interesse, suggerendo che il sindaco si doti urgentemente di un atto formale in cui si impegna ad astenersi da ogni decisione potenzialmente conflittuale, a tutela della riservatezza e dell'ente pubblico.
Al termine di un confronto serrato, la pratica di incompatibilità è stata ufficialmente respinta con 19 voti contrari, 11 favorevoli e un astenuto, mettendo temporaneamente al sicuro la poltrona del primo cittadino.

Oltre la crisi politica: bilancio, carte d'identità e parchi
Archiviato il nodo Rasero, l'aula ha dovuto affrontare questioni amministrative di forte impatto cittadino. La vicesindaca e assessore Stefania Morra ha illustrato un'importante variazione di bilancio, che prevede l'applicazione di 2,7 milioni di euro di avanzo per coprire quasi 3,9 milioni di maggiori spese correnti. Questi fondi straordinari serviranno a sostenere ambiti in forte sofferenza, come l'emergenza abitativa, le politiche sociali e il trasporto per studenti con disabilità. Una scelta criticata dall'opposizione: Mario Malandrone ha accusato la giunta di intaccare preziose riserve straordinarie per pagare le "spese di sopravvivenza" quotidiane, a discapito degli investimenti strutturali e della manutenzione delle frazioni. Durante la trattazione è stato inoltre respinto un emendamento del consigliere Luciano Sutera (Partito Democratico) che chiedeva la sosta gratuita in piazza Campo del Palio, giudicato inammissibile perché "fuori perimetro" rispetto agli equilibri finanziari in discussione.
La seduta ha portato alla luce anche altre urgenze operative. Allarme rosso per le vecchie carte d'identità cartacee, che dal 3 agosto perderanno validità, provocando un'imponente ondata di richieste di rinnovo. L'assessore Giovanni Boccia, pur elogiando gli impiegati dell'Anagrafe che hanno sventato tentativi fraudolenti di asportazione di microchip, ha avvertito che a luglio e agosto gli uffici anagrafici potrebbero andare in forte affanno.
Sul fronte del commercio e del decoro urbano, è ufficiale che da luglio il "farmer market" si trasferirà da corso Venezia a piazzale Nenni (zona Corso Alba), un trasloco strategico concordato con i produttori agricoli per servire un quartiere popoloso e ricco di anziani. Per le aree gioco cittadine (come Parco Lungo Tanaro), l'assessore Morra ha annunciato una rivoluzione gestione: il Comune ha separato chi esegue i controlli di sicurezza da chi fa la manutenzione per evitare conflitti d'interesse. Nonostante i ritardi dovuti a questa riorganizzazione strutturale, i primi interventi pratici nei cantieri dovrebbero iniziare entro un paio di settimane.
Infine, una bella pagina di senso civico: è stata accolta con favore la proposta di intitolare la nuova palestra comunale a don Pino Puglisi, il prete ucciso dalla mafia, a conferma di un rinnovato slancio verso i progetti di educazione alla legalità promossi insieme all'associazione Libera.



