Il Nazionale

Cronaca | 11 giugno 2026, 07:30

Truffa dell’ex consulente finanziaria ad Albenga, rinviato il processo ma potrebbero aumentare le persone "raggirate"

Maura Bico è accusata di aver orchestrato una frode milionaria secondo il classico schema Ponzi

Truffa dell’ex consulente finanziaria ad Albenga, rinviato il processo ma potrebbero aumentare le persone "raggirate"

E' stato rinviato per via dello sciopero degli avvocati ma potrebbero aggiungersi ulteriori persone offese che si potrebbero costituirsi come parte civile.

Doveva scattare ieri il processo nel quale è imputata, Maura Bico, ex consulente finanziaria albenganese accusata di aver orchestrato una frode milionaria secondo il classico schema Ponzi. 

I reati ipotizzati a carico della donna sono abusivismo finanziario, truffa aggravata, riciclaggio, autoriciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita. Al vaglio anche la posizione di familiari più stretti.

L'inchiesta delle Fiamme Gialle, partita dall'analisi di operazioni sospette sui conti correnti del nucleo familiare e dalle denunce di alcuni clienti insospettiti dalle mancate restituzioni negli ultimi due anni, ha ricostruito un'attività fraudolenta protrattasi per anni. 

Maura Bico, cancellata dall'albo dei consulenti finanziari nel 2014 ma con un curriculum di rilievo maturato in diversi intermediari finanziari, avrebbe continuato a raccogliere risparmi presentandosi come procacciatrice per un istituto bancario svizzero. Avrebbe promesso rendimenti sicuri e elevati, avrebbe mostrato prospetti falsificati di fondi lussemburghesi, promettendo che avrebbe periodicamente restituito piccole somme per alimentare la fiducia. I soldi, in realtà, non venivano mai investiti: transitavano sui conti personali suoi e dei familiari, in uno schema piramidale destinato a crollare.

Le indagini avevano documentato movimentazioni per oltre cinque milioni di euro tra il 2020 e il 2025. Erano stati sequestrati 23 immobili nel Ponente ligure, un'auto di pregio e disponibilità liquide. La verifica fiscale, condotta d'intesa con l'Agenzia delle Entrate dopo l'apertura d'ufficio di una partita IVA nei confronti dell'ex consulente, ha recuperato a tassazione circa tre milioni di euro di proventi illeciti.

La platea dei raggirati è ampia e trasversale: dai 30 ai 70 anni, pensionati, professionisti, imprenditori, dirigenti di aziende multinazionali. Le vittime accertate erano inizialmente 112, ma il numero era destinato a salire. Il processo comunque è stato rinviato a settembre.

Nel dicembre scorso la Guardia di Finanza di Savona aveva eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP su richiesta della Procura, Pubblico Ministero Claudio Martini, che aveva chiesto il passaggio a una misura più restrittiva dopo aver accertato ripetute violazioni delle prescrizioni imposte. La donna, agli arresti domiciliari da luglio, aveva il divieto assoluto di usare il telefono, salvo deroghe specifiche per visite mediche e colloqui con i difensori. Avrebbe invece effettuato numerose chiamate a ex clienti raggirati, istituti bancari, società finanziarie e di recupero crediti. Contatti incompatibili con la misura in corso e, secondo gli inquirenti, potenzialmente finalizzati a reiterare le condotte contestate.

Luciano Parodi

In Breve