Il Nazionale

Cronaca | 10 giugno 2026, 12:21

Autovelox e firma del decreto, l'avvocato Mazzola: “L’omologazione era necessaria, ma su Aurelia Bis e Porra restano molti interrogativi”

Dopo la firma del decreto Salvini, il legale che assiste numerosi automobilisti del Ponente ligure analizza gli effetti della nuova normativa e rilancia i dubbi sui limiti di velocità e sui provvedimenti che hanno portato all’installazione di alcuni dispositivi nella nostra provincia

Autovelox e firma del decreto, l'avvocato Mazzola: “L’omologazione era necessaria, ma su Aurelia Bis e Porra restano molti interrogativi”

La firma del nuovo decreto ministeriale sugli autovelox da parte del ministro Matteo Salvini rappresenta, secondo l’avvocato Marco Mazzola, un passaggio atteso da oltre vent’anni, ma non chiude affatto tutte le questioni aperte che riguardano i dispositivi già installati e le migliaia di verbali contestati negli ultimi anni. Il noto legale ponentino, che assiste diverse associazioni di automobilisti e segue numerosi ricorsi contro le sanzioni per eccesso di velocità, sottolinea innanzitutto come il provvedimento confermi una tesi sostenuta da tempo dalla giurisprudenza.

“Da 24 anni si attendeva una disciplina sull’omologazione degli autovelox. Questo decreto ministeriale detta proprio la disciplina sull’omologazione, cioè come devono fare i produttori per omologare un congegno da poi noleggiare, vendere o utilizzare nei progetti con i Comuni”, spiega Mazzola. Secondo il legale, il primo effetto del decreto è quello di chiarire definitivamente la distinzione tra approvazione e omologazione dei dispositivi. “L’iniziativa conferma che un’omologazione fosse necessaria e che l’approvazione non fosse sufficiente, come sostengono da anni la Corte Costituzionale, la Cassazione e gran parte della giurisprudenza italiana”. Per il futuro, il quadro appare piuttosto definito. “Occorrono dei test di laboratorio presso organismi accreditati al fine di ottenere l’omologazione degli autovelox. Quindi per il futuro mi sembra tutto chiaro”, evidenzia l’avvocato. Più complessa, invece, la situazione relativa alle cause già pendenti e alle multe elevate negli anni scorsi. “Per il presente e soprattutto per il passato ci sono ampi margini di nebulosità che dovranno essere risolti dai giudici nei processi ancora pendenti. Ci sono veramente tanti problemi interpretativi sulla disciplina transitoria”, afferma.

Il caso del Ponente ligure

L’attenzione di Mazzola si concentra soprattutto sugli autovelox presenti nella nostra provincia. In particolare, il legale distingue la situazione dei nuovi dispositivi attivi a Sanremo da quella di altri impianti che negli anni sono stati oggetto di ricorsi. “Gli autovelox non sono tutti uguali e le procedure seguite non sono tutte uguali. In questa zona ho seguito soprattutto quelli di Porra e dell’Aurelia Bis, perché erano quelli sui quali si concentravano i dubbi maggiori”, spiega. Secondo l’avvocato, il tema non riguarda soltanto l’omologazione ma anche la legittimità dei limiti di velocità imposti in alcuni tratti stradali. “Se tu posizioni un autovelox in discesa, in un tratto dove non ci sono stati incidenti gravi e il limite è stato abbassato rispetto a quello normalmente previsto dal Codice della strada, allora il dubbio che serva a fare cassa nasce”, sostiene. Una riflessione che, secondo Mazzola, non sarebbe soltanto frutto delle proteste degli automobilisti. “Questo dubbio non nasce solo tra gli utenti della strada. Lo si può leggere anche nelle circolari e nelle direttive ministeriali che negli anni hanno affrontato il problema”.

L’avvocato richiama poi alcuni esempi concreti del territorio imperiese. “Ci occupiamo di casi come Porra, dove ci si trova un limite di 50 chilometri orari dopo la fine del centro abitato, su una strada statale in cui, salvo prova contraria, il limite sarebbe di 90. Lo stesso vale per l’Aurelia Bis”. Secondo il legale, gli enti proprietari delle strade possono certamente ridurre i limiti, ma devono motivare adeguatamente tale scelta. “Ci vuole un provvedimento espresso e scritto che indichi le ragioni della riduzione del limite. Il cittadino deve poterlo controllare e verificare”. Da qui nasce uno dei principali motivi di contestazione portati avanti nei ricorsi. “Se quel provvedimento viene richiesto giudizialmente e non viene prodotto, il dubbio che non esista nasce legittimamente”, afferma. Mazzola aggiunge inoltre un elemento che riguarda direttamente la giurisprudenza locale. “Nei procedimenti davanti ai giudici di Sanremo e Imperia i provvedimenti derogatori non sono mai stati prodotti. In un caso relativo all’Aurelia Bis il documento è stato depositato, ma il giudice lo ha ritenuto non congruamente motivato. Per quanto riguarda Porra, invece, il provvedimento non è mai stato prodotto”.

I ricorsi e gli scenari futuri

Guardando avanti, il legale accoglie positivamente l’arrivo della nuova disciplina. “Sono contento che sia uscito il decreto ministeriale perché la situazione diventa chiara: gli autovelox devono essere omologati e gli enti devono pretendere che siano omologati”. Resta però aperto il capitolo relativo alla fase transitoria. “Si tratta di un decreto ministeriale e non di una legge. Pensare che gli autovelox approvati dopo il 2017 siano automaticamente omologati rappresenterebbe una sorta di sanatoria senza test presso organismi accreditati, e credo che questo non si possa fare”, osserva. Quanto all’ipotesi di una class action contro multe e autovelox, Mazzola si mostra prudente. “Sono sempre stato contrario alla class action in queste situazioni. Se si paga una multa si ammette implicitamente di aver commesso l’infrazione e poi è molto difficile chiedere il rimborso”. La strada da seguire, secondo il legale, resta quella dei ricorsi individuali. “Quando ci sono motivi validi continueremo a percorrere quella via. Magari in futuro non si discuterà più dell’omologazione, ma di altre questioni come l’assenza del provvedimento derogatorio sui limiti di velocità, la mancanza del decreto prefettizio o altre irregolarità”. Infine, Mazzola richiama l’attenzione anche sul tema della segnaletica. “Una criticità che vediamo spesso è quella della segnaletica contraddittoria. La segnaletica non deve indurre in errore l’automobilista; se lo fa, c’è un problema che può essere fatto valere nei ricorsi individuali”.

Il decreto sugli autovelox, dunque, sembra destinato a fare chiarezza per il futuro. Nel Ponente ligure, però, il dibattito resta apertissimo e le questioni legate agli impianti di Porra, dell’Aurelia Bis e più in generale ai limiti di velocità imposti su alcuni tratti stradali continueranno probabilmente ad animare tribunali, associazioni e opinione pubblica ancora per molto tempo.

Carlo Alessi