Il Nazionale

Cronaca | 07 giugno 2026, 15:43

Italiani bloccati in Libia, parla il fratello di Dina Alberizia: “L’ho sentita, sta relativamente bene”

Dopo il flash mob ad Asti cresce la mobilitazione per la liberazione dei volontari

Italiani bloccati in Libia, parla il fratello di Dina Alberizia: “L’ho sentita, sta relativamente bene”

"Sta relativamente bene, ma restiamo tutti in attesa". È il nuovo aggiornamento che arriva sulla vicenda di Dina Alberizia, l’attivista 67enne originaria del Foggiano ma residente da anni ad Albugnano (Asti), trattenuta in Libia dal 24 maggio insieme ad altri membri del Global Sumud Convoy. A parlare è il fratello Giuseppe Alberizia, che nelle ultime ore ha riferito di essere riuscito a mettersi in contatto telefonicamente con la sorella, seppur per pochi minuti.

La comunicazione, arrivata dopo giorni di silenzio, si inserisce in un quadro ancora incerto sul piano diplomatico e giudiziario, mentre in Italia da giorni e giorni continua la mobilitazione civile e politica per chiedere il rilascio della delegazione umanitaria.

La telefonata dopo lo sciopero della fame

Secondo quanto riferito dal fratello, la breve chiamata sarebbe stata concessa in cambio della sospensione dello sciopero della fame da parte dei detenuti. Dina Alberizia avrebbe rassicurato i familiari sulle proprie condizioni, parlando di una situazione “relativamente stabile”.

L'attesa è per una possibile nuova udienza davanti al giudice libico già nei prossimi giorni, dopo quella del 2 giugno che aveva confermato il trattenimento in stato di detenzione.

Il caso dei volontari bloccati a Bengasi

Alberizia e il 36enne Domenico Centrone, attivista di Molfetta, si trovano trattenuti a Bengasi dal 24 maggio insieme ad altri partecipanti del Global Sumud Convoy, missione umanitaria via terra legata alla Global Sumud Flotilla.

Il gruppo era partito con l’obiettivo di portare aiuti umanitari verso Gaza, ma è stato fermato in Libia dalle autorità locali con l’accusa di ingresso non autorizzato in un’area controllata da milizie.

Le notizie che filtrano dalla detenzione restano frammentarie, mentre le famiglie e le reti di solidarietà continuano a chiedere un intervento diplomatico risolutivo.

Il flash mob di Asti 

Come prevedibile la vicenda ha poi acceso una forte mobilitazione anche sul territorio piemontese. Ieri ad Asti si è tenuto un flash mob in piazza San Secondo organizzato dalla rete Welcoming Asti, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul caso dei volontari italiani bloccati in Libia. In piazza si sono riuniti cittadini e attivisti in un presidio pubblico di solidarietà, rilanciando la richiesta di liberazione della delegazione.

Redazione

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