Proseguono ad Asti le tensioni politiche attorno alla posizione del sindaco Maurizio Rasero, al centro di una nuova diffida formale presentata dall’opposizione. Nel documento depositato dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Massimo Cerruti, viene nuovamente sollevato il tema dell’incompatibilità di Rasero tra il ruolo di primo cittadino e quello di vertice della Banca di Asti.
L’atto di diffida, infatti, inoltrato alle istituzioni e ai membri del Consiglio, intima proprio a quest’ultimo di verificare la sussistenza di una situazione di conflitto di interessi e, se necessario, attivare le procedure previste dal Testo Unico degli Enti Locali, invitando il sindaco stesso a “eliminare la causa di incompatibilità”.
Stando a quanto riportato dal capogruppo dei 5 Stelle, al centro ci sarebbero alcune collaborazioni tra Comune e istituto di credito, tra cui convenzioni su aree pubbliche e accordi per servizi legati allo sviluppo economico locale: “I motivi di incompatibilità legati a conflitti di interessi non solo potenziali ma reali a mio avviso, con il consenso anche di altri Consiglieri di minoranza, non mancherebbero proprio - denuncia Cerruti - Scegliendo fra gli altri a titolo di esempio, la Convenzione che il Comune di Asti ha approvato con la Cassa di Risparmio per la concessione in comodato gratuito di un'area in Asti per 15 anni; oppure l'accordo fra il Comune di Asti con la Banca attraverso il quale il Servizio Ricerca Finanziamenti si avvarrà dei Servizi di PMInnova dell'istituto bancario. E così via per altre eventuali sponsorizzazioni, convenzioni, fidejussioni. Non si sta giudicando nel merito la bontà o meno di tali operazioni ma la situazione in cui non si capisce più se una stessa persona agisce e tutela interessi per conto dei cittadini di un Comune oppure per i dipendenti, correntisti e azionisti di una banca”.
La diffida è stata quindi trasmessa al sindaco, al presidente del Consiglio comunale, ai consiglieri, al segretario generale e per conoscenza alla Prefettura. A seguito dell’atto, è stata convocata una seduta del Consiglio comunale, nella quale l’assemblea sarà chiamata a esaminare la questione.
“È diventato sindaco quando era vicepresidente della banca nel 2017, se ne andrà da presidente. È diventato presidente nominato dalle persone nominate da lui stesso da sindaco e presidente della Provincia. È normale una cosa del genere?”, chiede Cerruti, sollevando una problematica già presente in passato proprio sulla concentrazione degli incarichi: “Siamo di fronte qui ad un cerchio che si chiude e testimonia plasticamente il meccanismo delle "porte girevoli" dove ci si alza da una poltrona solo per sedersi su un'altra ancora più comoda e retribuita grazie ad una dinamica in cui il nominato e i nominandi si autocelebrano a vicenda”.
Un vero e proprio “Caso Asti” secondo il capogruppo, dovuto al “tentativo di autoconservazione della élite locale tesa a perpetuare se stessa a danno di un territorio che rimane indietro rispetto agli altri limitrofi".
Per il consigliere Cerruti, il tutto sarebbe aggravato dal fatto che già nel 2017 si era venuta a creare una situazione analoga, quando avevano dovuto presentare una diffida contro la concentrazione di incarichi tra funzione pubblica e ruolo bancario. Pochi mesi dopo, a settembre, il sindaco Rasero aveva lasciato l’incarico nell’istituto di credito, motivando la scelta con la volontà di dedicarsi a tempo pieno all’amministrazione comunale: “Il Sindaco Rasero aveva rassegnato le dimissioni dalla Banca sostenendo ‘adesso io voglio fare il sindaco a tempo pieno’. Oggi valgono ancora quelle sue parole? Se la risposta é si, deve velocemente dimettersi dal Municipio e liberare la casa dei cittadini”.


