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Politica | 06 giugno 2026, 13:36

“Caso Asti”, nuova diffida sul doppio ruolo del sindaco Rasero

Il Movimento 5 Stelle chiede al Consiglio comunale di verificare l’incompatibilità tra incarico istituzionale e presidenza bancaria

“Caso Asti”, nuova diffida sul doppio ruolo del sindaco Rasero

Proseguono ad Asti le tensioni politiche attorno alla posizione del sindaco Maurizio Rasero, al centro di una nuova diffida formale presentata dall’opposizione. Nel documento depositato dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Massimo Cerruti, viene nuovamente sollevato il tema dell’incompatibilità di Rasero tra il ruolo di primo cittadino e quello di vertice della Banca di Asti.

L’atto di diffida, infatti, inoltrato alle istituzioni e ai membri del Consiglio, intima proprio a quest’ultimo di verificare la sussistenza di una situazione di conflitto di interessi e, se necessario, attivare le procedure previste dal Testo Unico degli Enti Locali, invitando il sindaco stesso a “eliminare la causa di incompatibilità”.

Stando a quanto riportato dal capogruppo dei 5 Stelle, al centro ci sarebbero alcune collaborazioni tra Comune e istituto di credito, tra cui convenzioni su aree pubbliche e accordi per servizi legati allo sviluppo economico locale: “I motivi di incompatibilità legati a conflitti di interessi non solo potenziali ma reali a mio avviso, con il consenso anche di altri Consiglieri di minoranza, non mancherebbero proprio - denuncia Cerruti - Scegliendo fra gli altri a titolo di esempio, la Convenzione che il Comune di Asti ha approvato con la Cassa di Risparmio per la concessione in comodato gratuito di un'area in Asti per 15 anni; oppure l'accordo fra il Comune di Asti con la Banca attraverso il quale il Servizio Ricerca Finanziamenti si avvarrà dei Servizi di PMInnova dell'istituto bancario. E così via per altre eventuali sponsorizzazioni, convenzioni, fidejussioni. Non si sta giudicando nel merito la bontà o meno di tali operazioni ma la situazione in cui non si capisce più se una stessa persona agisce e tutela interessi per conto dei cittadini di un Comune oppure per i dipendenti, correntisti e azionisti di una banca”.

La diffida è stata quindi trasmessa al sindaco, al presidente del Consiglio comunale, ai consiglieri, al segretario generale e per conoscenza alla Prefettura. A seguito dell’atto, è stata convocata una seduta del Consiglio comunale, nella quale l’assemblea sarà chiamata a esaminare la questione.

“È diventato sindaco quando era vicepresidente della banca nel 2017, se ne andrà da presidente. È diventato presidente nominato dalle persone nominate da lui stesso da sindaco e presidente della Provincia. È normale una cosa del genere?”, chiede Cerruti, sollevando una problematica già presente in passato proprio sulla concentrazione degli incarichi: “Siamo di fronte qui ad un cerchio che si chiude e testimonia plasticamente il meccanismo delle "porte girevoli" dove ci si alza da una poltrona solo per sedersi su un'altra ancora più comoda e retribuita grazie ad una dinamica in cui il nominato e i nominandi si autocelebrano a vicenda”.

Un vero e proprio “Caso Asti” secondo il capogruppo, dovuto al “tentativo di autoconservazione della élite locale tesa a perpetuare se stessa a danno di un territorio che rimane indietro rispetto agli altri limitrofi".

Per il consigliere Cerruti, il tutto sarebbe aggravato dal fatto che già nel 2017 si era venuta a creare una situazione analoga, quando avevano dovuto presentare una diffida contro la concentrazione di incarichi tra funzione pubblica e ruolo bancario. Pochi mesi dopo, a settembre, il sindaco Rasero aveva lasciato l’incarico nell’istituto di credito, motivando la scelta con la volontà di dedicarsi a tempo pieno all’amministrazione comunale: “Il Sindaco Rasero aveva rassegnato le dimissioni dalla Banca sostenendo ‘adesso io voglio fare il sindaco a tempo pieno’. Oggi valgono ancora quelle sue parole? Se la risposta é si, deve velocemente dimettersi dal Municipio e liberare la casa dei cittadini”.

Redazione

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