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Attualità | 05 giugno 2026, 06:05

Ad Alba la Consulta delle Famiglie guarda agli anziani soli: “Una fragilità di cui si parla troppo poco”

La presidente Anna Guglielmino anticipa uno dei filoni di lavoro per i prossimi mesi. L'obiettivo è costruire momenti di incontro e sensibilizzazione dedicati alla terza età, partendo da un fenomeno spesso invisibile: la solitudine

Ad Alba la Consulta delle Famiglie guarda agli anziani soli: “Una fragilità di cui si parla troppo poco”

Se negli ultimi anni il dibattito pubblico ha iniziato a interrogarsi sempre più spesso sul disagio giovanile, esiste una fragilità altrettanto diffusa che continua a rimanere ai margini dell'attenzione collettiva: quella degli anziani che vivono soli.

È da questa riflessione che la Consulta delle Famiglie di Alba sta iniziando a costruire uno dei percorsi che potrebbero caratterizzare i prossimi mesi di attività. Un tema ancora in fase progettuale, ma che nasce dall'osservazione di situazioni sempre più frequenti all'interno della comunità.

A spiegarlo è la presidente Anna Guglielmino, che parla di una problematica spesso sottovalutata.

“Abbiamo visto che esiste molta attenzione sulla solitudine giovanile, ed è giusto che sia così. Però quasi nessuno parla della solitudine delle persone anziane. Ci sono situazioni che fanno riflettere profondamente e che meritano di essere affrontate”.

Secondo Guglielmino, il fenomeno non riguarda soltanto l'isolamento fisico, ma anche la progressiva perdita di occasioni di relazione e condivisione che un tempo scandivano la vita quotidiana.

“Siamo circondati da strumenti di comunicazione, eppure molte persone anziane si ritrovano sempre più sole. A volte manca semplicemente qualcuno con cui parlare, qualcuno con cui condividere un momento della giornata”.

Da qui nasce l'idea di sviluppare iniziative capaci di mettere al centro il tema del benessere relazionale nella terza età, coinvolgendo anche altre realtà cittadine.

L'obiettivo non è soltanto organizzare eventi, ma promuovere una riflessione più ampia sul ruolo delle relazioni nella qualità della vita delle persone.

Tra gli spunti emersi c'è anche quello legato alla dimensione conviviale e al rapporto con il cibo, visto non soltanto come bisogno materiale ma come occasione di incontro.

“Una volta il momento della tavola rappresentava uno spazio di racconto e condivisione. Oggi spesso si mangia da soli, in orari diversi, senza più quel confronto quotidiano che era parte della vita familiare. Questo pesa molto soprattutto sulle persone anziane”.

Secondo la presidente della Consulta, il rischio è che la perdita delle relazioni finisca per incidere anche sul benessere complessivo della persona.

“Molti anziani smarriscono perfino il piacere di cucinare o di prepararsi qualcosa di buono. Dietro queste situazioni non c'è soltanto una questione alimentare, ma spesso un bisogno di relazione e di vicinanza umana”.

Il progetto è ancora in fase di definizione e verrà discusso nelle prossime riunioni della Consulta, ma l'intenzione è quella di costruire percorsi condivisi anche con altre Consulte cittadine e con le realtà del territorio che operano nel sociale.

L'idea di fondo è semplice: affrontare la solitudine non soltanto come problema individuale, ma come questione che riguarda l'intera comunità.

“Vorremmo lavorare sul tema del volersi bene e dello stare bene insieme. Perché dietro tante fragilità c'è spesso una domanda di relazione che non può essere ignorata”.

Daniele Vaira

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