Il recente potenziamento dei controlli e dei pattugliamenti da parte delle forze dell'ordine presso il Parco della Resistenza, ha riacceso i riflettori sul futuro di una delle aree verdi più significative di Asti. L'iniziativa, promossa dalla prefettura per arginare i fenomeni di degrado e insicurezza segnalati nell'area, rappresenta un tassello fondamentale per la tutela del territorio. Tuttavia, il confronto si sta rapidamente spostando oltre la pura cronaca e la gestione dell'ordine pubblico, aprendo una riflessione più profonda sulla gestione a lungo termine dello spazio pubblico.
Sulla questione, il consigliere comunale di Ambiente Asti Mario Malandrone ha presentato un'interrogazione in cui, pur riconoscendo la validità degli interventi di vigilanza attuali,sottolinea che la sicurezza non può dipendere esclusivamente dalle attività di pattugliamento, ma deve essere il risultato di una visione strategica e di una frequentazione attiva da parte della cittadinanza.
Con l'interrogazione presentata, il consigliere chiede di conoscere nel dettaglio il progetto complessivo dell'Amministrazione per il Parco della Resistenza, con particolare attenzione agli investimenti previsti, ai programmi di manutenzione del patrimonio arboreo e alle iniziative di valorizzazione turistica e sociale per quello che è considerato uno dei giardini storici più importanti del Piemonte. L'obiettivo dichiarato non è l'opposizione alle misure di sicurezza vigenti, bensì lo stimolo a investire nella qualità della vita e nella coesione sociale per garantire un futuro sostenibile al cuore verde della città.
Il Parco della Resistenza - affermano in una nota stampa Malandrone e gli altri esponenti di Ambiente Asti Elena Berta e Salvatore Marullo - non è un semplice spazio verde, ma un vero e proprio giardino storico di grande valore documentale, progettato dal celebre paesaggista Giuseppe Roda. L'area custodisce alberature monumentali e da oltre un secolo costituisce un punto di riferimento per la socialità e l'identità degli astigiani. Negli ultimi anni, tuttavia, la cittadinanza ha evidenziato diverse criticità che superano il tema della microcriminalità: la necessità di ammodernare le aree gioco per i bambini, il recupero di strutture inutilizzate e una generale carenza di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Secondo gli esponenti di Ambiente Asti, un parco storico può mantenersi vivo e sicuro solo attraverso la presenza positiva delle persone. La proposta del gruppo consiliare mira a trasformare l'area in un polo attrattivo per le famiglie, le scuole e le associazioni locali, incentivando l'organizzazione di attività culturali, artistiche e sportive, oltre alla creazione di appositi punti di ristoro che fungano da presidio naturale.

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