Sarà una giornata cruciale per l'inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni deceduta lo scorso 9 febbraio e al centro di una delle vicende giudiziarie più delicate degli ultimi anni nel Ponente ligure. Questa mattina, davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Imperia Massimiliano Botti, sono infatti in programma gli interrogatori di garanzia che riguardano i principali protagonisti dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Imperia.
Il primo a comparire sarà Franco Iannuzzi, padre di Emanuel, arrestato sabato pomeriggio dopo il ritrovamento, nella cantina dell'abitazione di Vallecrosia, di materiale esplodente. Nelle ultime ore il quadro investigativo relativo a questo filone si sarebbe ulteriormente ampliato con il rinvenimento, oltre ai circa due chilogrammi di tritolo e alla miccia già emersi nei giorni scorsi, anche di altri materiali riconducibili al confezionamento di munizioni, tra cui polvere da sparo e cartucce. L'uomo, assistito dagli avvocati Maria Gioffrè e Cristian Urbini, sarà chiamato a chiarire la provenienza e la presenza del materiale sequestrato.
Verso mezzogiorno l'attenzione si sposterà invece sull'inchiesta principale, quella che riguarda la morte della piccola Beatrice. Davanti al gip arriverà Emanuel Iannuzzi, il quarantaduenne arrestato all'alba di sabato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Imperia al termine di un'operazione scattata nella frazione Torri di Ventimiglia. Prima dell'interrogatorio, i suoi difensori Cristian Urbini e Maria Gioffrè avranno accesso agli atti dell'inchiesta, compresa l'ordinanza cautelare di 33 pagine che ha portato all'arresto e che contiene gli elementi raccolti dalla Procura nei mesi di indagine.
Secondo la ricostruzione accusatoria, accolta dal giudice nell'ordinanza di custodia cautelare, Iannuzzi avrebbe sottoposto Beatrice a ripetuti maltrattamenti, inseriti in un contesto definito di "vessatoria prevaricazione" e caratterizzato da violenze fisiche, minacce e comportamenti ritenuti incompatibili con la tutela di una bambina di appena due anni. L'accusa contestata è quella di maltrattamenti aggravati dalla morte della vittima, reato che prevede una pena compresa tra i 12 e i 24 anni di reclusione.
Secondo quanto emerso durante la conferenza stampa tenuta sabato dal procuratore Alberto Lari, la svolta investigativa sarebbe arrivata grazie a un lungo lavoro di acquisizione di tabulati telefonici, immagini di videosorveglianza, analisi dei telefoni cellulari e soprattutto alle dichiarazioni delle due sorelle maggiori di Beatrice, ritenute dagli inquirenti spontanee, genuine e pienamente riscontrate dagli altri elementi raccolti. Le bambine avrebbero descritto un contesto familiare segnato da violenze, episodi di abbandono e richieste di aiuto rimaste inascoltate nei giorni precedenti alla morte della sorellina.
Alle 12.45 sarà infine il turno di Manuela Aiello, madre della piccola Beatrice, arrestata il 9 febbraio scorso e detenuta da allora. Resta da capire se la donna verrà trasferita a Imperia oppure se parteciperà all'interrogatorio in videocollegamento dal carcere di Torino, dove si trova attualmente. Anche nei suoi confronti la Procura contesta il reato di maltrattamenti aggravati dalla morte della figlia. Secondo l'accusa, la donna non sarebbe intervenuta per fermare le violenze contestate al compagno e avrebbe condiviso alcune delle condotte finite sotto la lente degli investigatori.
La giornata di oggi rappresenta il primo vero confronto processuale dopo la clamorosa svolta impressa all'inchiesta sabato scorso. Da una parte la Procura, convinta della solidità del quadro accusatorio costruito in questi mesi; dall'altra le difese, che avranno per la prima volta accesso completo agli atti e potranno definire la propria strategia. Mentre l'indagine prosegue e si attendono ancora le relazioni definitive del RIS di Parma e del medico legale Francesco Ventura, il Tribunale di Imperia si prepara così a vivere una giornata destinata a segnare un nuovo passaggio fondamentale nella ricerca della verità sulla morte della piccola Beatrice.



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