Il dibattito pubblico sulla mobilità in Val Bisagno si farà, partirà a settembre e metterà a confronto tutte le opzioni su un piano di parità. Nessuna esclusa.
Lo ha annunciato questa mattina la sindaca d Genova Silvia Salis in apertura della commissione odierna sulla mobilità della vallata che ha visto presenti, oltre numerosi assessori e assessore, anche il professor Pierluigi Coppola del Politecnico di Milano.
Al termine dell’incontro, che si è concluso poco dopo le 12, Salis ha ribadito ai cronisti presenti che le ipotesi per la mobilità sono tutte allo stesso livello: "BRT, l'ipotesi tram, che però per una serie di motivi anche dal Politecnico è stata ridimensionata, l'ipotesi SkyMetro, l'ipotesi funivia e l'opzione zero. Il BRT è l'opzione zero, però: non aggiungere niente è comunque un 38% di miglioramento rispetto alla situazione attuale, quindi non è uno zero assoluto”.
Sulla struttura del processo, Salis è stata precisa: "Ci affideremo a una società che fa dibattito pubblico, l'ho già individuata e stiamo definendo gli aspetti, quindi per il momento non sveleremo il nome”.
Vista la molteplicità di opzioni sul campo, fondamentali saranno le rilevazioni e le analisi che saranno condotte. Il punto di partenza rimane lo studio condotto dal Politecnico che ha stimato una domanda di circa 1.900 passeggeri per ora per direzione come flusso massimo, una cifra che secondo il professor Coppola, è "altra cosa rispetto a quelli che hanno supportato la scelta dello SkyMetro”.
Salis non ha esitato a trarne le conseguenze politiche: "Quello che emerge chiaramente è il tema dei numeri, sul quale bisogna fare delle verifiche. Ricevere 400 milioni di finanziamenti pubblici basandosi su numeri che sono molto lontani dai numeri analizzati dal Politecnico fa riflettere, perché io non so se su 1.900 passeggeri all'ora sarebbero stati poi dati 400 milioni. Il professore sostiene di no”.
Partendo dal progetto dello SkyMetro, progetto che aveva ricevuto 57 pagine di osservazioni da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Salis ha poi allargato il ragionamento alla comparazione tra le opere: "Avremmo dovuto sventrare due municipi, spendere alla fine forse 585 milioni, verosimilmente forse 700, e per migliorare di quanto rispetto al BRT? Anche queste sono considerazioni che vanno fatte”.
Alla domanda su quanto la posizione del territorio abbia influito sulla scelta del dibattito pubblico, Salis ha risposto: "Il territorio ha perplessità sparse su tutto. È chiaro che è un territorio che ha sempre sostenuto il tram, questo lo sappiamo. Non è però che noi porteremo al dibattito pubblico solo quello: è un dibattito comparativo”.
E ha chiuso con una nota sul metodo: "Questo sarà un passaggio importante anche per creare un precedente che può essere utile in questo ciclo amministrativo per altre decisioni”.
SKYMETRO, COPPOLA: “NUMERI NON AVREBBERO RETTO AL VAGLIO MINISTERIALE”
Nel corso della commissione che ha visto numerosi interventi da parte dei commissari di maggioranza e di minoranza, il professor Coppola ha illustrato con precisione tecnica i risultati dello studio, contenuti in un rapporto di oltre 300 pagine, non ancora consegnate ufficialmente in attesa della fine degli incontri con il territorio, sgomberando il campo da alcune letture fuorvianti.
Sul dato della domanda a proposito delle stime sull’utenza, Coppola ha spiegato che le 3.500 persone calcolate nel progetto dello SkyMetro non ribattono lo studio del PoliMi. “Se avessimo stimato 3.500 persone, certamente non avremmo proposto una funivia. Abbiamo stimato 1.900 passeggeri, e quindi abbiamo escluso la funivia in termini di capacità superiore”. Il fabbisogno stimato per lo scenario futuro, ha precisato, "varia tra i 2.000 e i 2.200 passeggeri per ora per direzione come flusso massimo", ripartiti tra funivia e BRT. La capacità della funivia con intertempo di 30 secondi ammonterebbe a 1.200 passeggeri/ora, estendibile a 1.800 portando l'intertempo a 20 secondi”.
Sul confronto con lo studio dello SkyMetro: "I numeri dello studio a supporto dello SkyMetro forniscono dei valori che sono almeno una volta e mezzo quelli del nostro studio. I nostri numeri sono stati validati confrontandoli con i flussi attuali osservati. I numeri dello studio precedente hanno portato a giustificare un'opera che, conti fatti oggi, risulta sovradimensionata”. Una tesi suffragata da un confronto esterno: "Abbiamo verificato anche con uno studio che la società Autostrade per l'Italia sta conducendo per Genova, e ci troviamo con ASPI, mentre ASPI non si trova con lo SkyMetro”.
La conclusione sul piano del metodo è netta: "Voglio precisare un fatto: la funivia dovrà passare al vaglio di una commissione ministeriale per il finanziamento. Tipicamente questa commissione verifica la coerenza interna dei numeri. Se per lo SkyMetro i numeri fossero stati quelli che noi riportiamo oggi, quella commissione non avrebbe potuto avallare il finanziamento, perché il rapporto benefici-costi non sarebbe stato maggiore di uno”.
Ha poi risposto punto per punto alle obiezioni tecniche avanzate in commissione. Sul vento: "L'analisi probabilistica ci dirà quanti sono i giorni attesi in cui i valori soglia. In tali casi la struttura dovrà ridurre la velocità oppure chiudere del tutto. Ma attenzione alla differenza tra studio e progetto: l'approfondimento sul vento è un tema da progettazione tecnica esecutiva, non dal livello a cui siamo. Lo studio non è monco: ci sono molti aspetti che vanno approfonditi nella fase progettuale”.
Sul rumore, un dato concreto: "Alcuni componenti del mio gruppo sono stati a Parigi alla cabinovia di Créteil e hanno rilevato un rumore massimo di 55 decibel, che è il rumore di sottofondo di una strada”.
Un altro nodo fondamentale è quello dello stadio: "La fermata che abbiamo chiamato Marassi non è nel piazzale dello stadio, nel piazzale non c'è nemmeno un sostegno. Il sostegno alto 40 metri è stato posizionato sulla riva destra del Bisagno proprio per evitare interferenze con lo stadio e con gli altri edifici. La fermata si trova più avanti, sulla piastra. In caso di rischio sovraffollamento, quella fermata si chiude e il servizio continua”.
Sull'accessibilità per utenze fragili: "Un progetto di trasporto deve rispondere alle esigenze di tutti, soggetti fragili, vulnerabili, persone con diverse abilità. La funivia non sostituisce e non è l'unico mezzo disponibile nella valle: affianca gli autobus, affianca il BRT, ne potenzia la frequenza. L'accesso alle utenze fragili, agli anziani, ai portatori di handicap, sarà comunque garantito”.
TERRILE: "19 MILIONI SPESI SENZA UN PROGETTO CANTIERABILE. I 27 MILIONI RESTITUITI ERANO L'ANTICIPO NON SPESO"
A fare chiarezza sui conti è stato il vicesindaco Alessandro Terrile: “Quando il Comune di Genova ha ottenuto il bando ministeriale, ha ottenuto un anticipo di cassa che doveva servire in parte per la progettazione e in parte per l'anticipo della realizzazione. Dall'anticipo di cassa è stato detratto quanto è stato speso. Quello che non è stato speso è stato correttamente restituito. I 27 milioni di euro che il Comune restituisce al Ministero sono l'anticipo non speso, non c'è neppure un euro speso per i progetti dello SkyMetro che gravi sulle casse del Comune”.
Il vero nodo, però, è un altro: "Il Comune di Genova ha speso 19 milioni, sempre con fondi ministeriali, per non arrivare mai a un progetto cantierabile. Il progetto approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici aveva prescrizioni importanti: la più rilevante era il ponte sul Bisagno, che doveva essere riprogettato completamente; la seconda era l'abbattimento della scuola Firpo, con la necessità di costruirne una nuova in un'area ancora da acquistare dalle Ferrovie dello Stato. Per tutte queste ragioni non c'era nessuna possibilità che lo SkyMetro potesse essere né iniziato né concluso in tempo”.
Terrile ha poi descritto lo scenario alternativo che si sarebbe prospettato: "L'unica certezza che avremmo avuto è quella di avere cantieri per anni in Val Bisagno che avrebbero eliminato decine di parcheggi e bloccato la viabilità senza alcuna certezza di completare l'opera, perché l'opera non era finanziata per intero. Non era finanziato neppure il tratto fino a Molassana, e c'era la probabilità che il cantiere si fermasse davanti alla scuola Firpo in attesa della demolizione e ricostruzione, paralizzando il traffico vallata”.
Il dibattito pubblico, ha confermato Coppola in chiusura, partirà dalla relazione che il Politecnico sta ultimando e dovrà essere "scritta in linguaggio chiaro e comprensibile, senza diagrammi complessi o formule, perché tutti devono poter capire”. Non è uno studio sulla funivia, ha tenuto a precisare: "È uno studio sulle possibili soluzioni di mobilità in Val Bisagno, inclusi tram e SkyMetro. Si continuerà a discutere fino a una relazione conclusiva del responsabile del dibattito pubblico, che supporterà la decisione politica finale”.
FDI GENOVA: "ENNESIMA RETROMARCIA DELL’AMMINISTRAZIONE SALIS"
"Di certo la coerenza non è qualità di questa Amministrazione che oggi, per l’ennesima volta, fa retromarcia con il Sindaco che annuncia l’avvio del dibattito pubblico sulla cabinovia disconoscendo di fatto la bontà della proposta del Politecnico di Milano costato ai genovesi, lo ricordiamo, oltre 100 mila euro", commentano a margine della commissione i consiglieri di Fratelli d’Italia Alessandra Bianchi, Nicholas Gandolfo e Valeriano Vacalebre. "L'allergia alle critiche del Sindaco la portano, per sua stessa ammissione, a rivalutare tutte le opzioni aprendo così, nella pratica, anche ad un'ulteriore analisi e confronto anche sullo skymetro dopo aver fatto del no al progetto il pilastro della sua campagna elettorale. E, purtroppo, a pagare il prezzo, morale ed economico, di questo dietrofront e della continua indecisione di questa giunta saranno ancora una volta i genovesi. Chissà se per il Sindaco avranno eventualmente il diritto di lamentarsi".



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