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Politica | 02 giugno 2026, 07:21

Pompeiana, il Comune ratifica il piano di rientro del laghetto: il sindaco “Ora trasformiamo una ferita in opportunità”

Dopo la chiusura della vicenda amministrativa del laghetto collinare, il sindaco Vincenzo Lanteri guarda al futuro dell’area: allo studio un progetto naturalistico legato alla biodiversità e al percorso avviato con “Simbiosi”, per trasformare un’opera incompiuta in una nuova opportunità per il territorio.

Pompeiana, il Comune ratifica il piano di rientro del laghetto: il sindaco “Ora trasformiamo una ferita in opportunità”

Dopo il Consiglio comunale che ha approvato il riconoscimento del debito fuori bilancio, il sindaco Vincenzo Lanteri guarda al futuro dell’invaso: allo studio un progetto naturalistico legato alla biodiversità locale e al percorso avviato con “Simbiosi”. Con l’approvazione da parte del Consiglio comunale del riconoscimento del debito fuori bilancio, il Comune di Pompeiana ha compiuto l’ultimo passaggio formale necessario per dare attuazione all’accordo raggiunto con Ministero e Regione sulla restituzione del finanziamento relativo al controverso laghetto collinare. Un atto che, nelle parole del sindaco Vincenzo Lanteri, rappresenta una vera e propria chiusura definitiva della lunga vicenda amministrativa e giudiziaria che da anni grava sulle casse dell’ente.

"Era l’atto ufficiale del contratto di restituzione che riporta l’entità del debito, la rata annuale da versare e le modalità di pagamento", spiega il primo cittadino. "Mancava questo passaggio perché, trattandosi di un debito, doveva necessariamente essere approvato dal Consiglio comunale». I primi versamenti dovrebbero partire entro la fine dell’anno. «Fino ad oggi abbiamo impegnato il nostro tempo nella definizione precisa e puntuale dell’accordo. Adesso cominceremo a pagare", conferma Lanteri. Ma il sindaco sottolinea soprattutto come il voto dell’assemblea segni la conclusione di una fase e l’inizio di una nuova riflessione sul destino dell’invaso. "Con l’atto che abbiamo deliberato in Consiglio si mette la pietra tombale su quello che è stato il passato, quindi sulle finalità per cui era stato richiesto e concesso il finanziamento, sulla realizzazione dell’opera e su tutto ciò che ne è seguito".

“Un’incompiuta che resta una ferita per il territorio”

Nonostante la chiusura della partita amministrativa con lo Stato, il problema materiale dell’opera resta infatti aperto. L’invaso esiste ancora e, secondo il sindaco, non può essere semplicemente ignorato. "Abbiamo davanti un’incompiuta che rappresenta anche un vero e proprio vulnus per il territorio", afferma. "Non possiamo rimanere inerti. C’è innanzitutto un tema di sicurezza: si tratta di una struttura molto profonda e il Comune ha il dovere di tutelare sia le persone sia gli animali che potrebbero avvicinarsi all’area". Lanteri cita la presenza nelle vicinanze di aziende zootecniche e il frequente passaggio di escursionisti, ciclisti e motociclisti. "Se per disgrazia dovesse verificarsi un incidente, la responsabilità ricadrebbe sul Comune». Attualmente il laghetto si presenta come «una sorta di cratere completamente asciutto", recintato e teoricamente non accessibile.

L’idea: da opera fallita a area naturalistica

Parallelamente alla gestione della sicurezza, l’amministrazione sta però lavorando a una possibile rifunzionalizzazione dell’area. "Non è da oggi che stiamo ragionando su come recuperare l’opera e darle una nuova ragione di esistere", racconta il sindaco. "Mi piacerebbe trasformare questa porcheria in qualcosa di interessante, bello e magari anche attrattivo dal punto di vista turistico e naturalistico". L’ipotesi allo studio nasce anche da una scoperta avvenuta negli ultimi mesi. Durante alcuni sopralluoghi effettuati nell’ambito del progetto Simbiosi, gli esperti hanno rilevato la presenza di specie faunistiche tipiche del territorio che sembrano aver trovato nell’area dell’invaso un habitat favorevole. "Dopo un autunno e un inverno particolarmente piovosi ci si è accorti che il fondo dell’invaso si stava trasformando spontaneamente in una sorta di ambiente adatto alla riproduzione di alcune specie locali", spiega Lanteri. "Siamo partiti proprio da questo elemento, quasi come fosse un segno del destino". Tra le specie individuate vi sarebbe anche un anfibio tutelato dalla normativa regionale.

Il legame con il progetto Simbiosi

Le valutazioni in corso si inseriscono nel percorso già avviato attraverso il progetto Simbiosi, finanziato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo con un contributo di circa 100 mila euro e finalizzato alla valorizzazione della biodiversità locale. "Stiamo lavorando insieme agli esperti, ai naturalisti e a tutti coloro che hanno competenze specifiche in questo settore per individuare una finalità precisa e anche eventuali canali di finanziamento", spiega il sindaco. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio naturalistico del territorio, dalla flora autoctona alle specie animali presenti nell’area. "Spesso queste ricchezze vengono sottovalutate, ma potrebbero diventare uno dei principali elementi di attrazione del nostro territorio". Tra le ipotesi in valutazione vi è la creazione di un punto di osservazione naturalistica collegato alla rete sentieristica ligure e destinato sia agli appassionati sia ai visitatori che attraversano il comprensorio. "Stiamo cercando di trasformare quella che per anni è stata una minaccia in un’opportunità», conclude Lanteri. «Al momento non esiste ancora un progetto definitivo, ma una riflessione molto concreta che stiamo portando avanti insieme agli esperti. Lo spirito è lo stesso che ha guidato il progetto Simbiosi: recuperare e valorizzare ciò che il nostro territorio ha di più prezioso".

Carlo Alessi

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