La risposta arriva da Tursi, a margine di una conferenza stampa sui centri estivi per gli over 65, ma il tema è quello che da giorni domina il dibattito politico cittadino: la sicurezza. Dopo l’omicidio di Pietro Alberto Paolo Signor, il 48enne senza dimora fissa ucciso sabato 30 maggio nei giardini del museo Chiossone, a Villetta Di Negro, dal quale è scaturita la richiesta di dimissioni dell'assessora alla sicurezza Arianna Viscogliosi, e dopo il servizio andato in onda ieri sera a Fuori dal Coro, il programma Mediaset condotto Mario Giordano su Rete 4, su spaccio e degrado tra centro storico e Darsena, la sindaca Silvia Salis respinge gli attacchi del centrodestra e rilancia la richiesta di più risorse al governo.
Nel 'mirino' della sindaca finiscono sia la nota della Lega, firmata dai consiglieri Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua, che ha parlato di una Genova “umiliata” in prima serata tv davanti a tutta Italia e di immagini "raccapriccianti", sia la richiesta di dimissioni dell’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi, avanzata, appunto, in questi giorni, dai gruppi di opposizione dopo l'atroce delitto di Villetta Di Negro, accusandola di essere stata “non pervenuta” nel primo anno di mandato e di non avere dato risposte davanti a una situazione definita “ormai completamente fuori controllo”. Per Salis, il punto è, però, politico e istituzionale insieme: la sicurezza, sostiene, non può essere trattata come una competenza esclusiva del Comune, soprattutto quando si parla di criminalità, immigrazione irregolare, tossicodipendenze, minori non accompagnati e spaccio.
"Speculare su una tragedia e su un omicidio credo sia veramente un modo di fare politica che non posso condividere", ha detto la sindaca, chiedendo invece un fronte comune verso il ministero dell’Interno per ottenere risorse aggiuntive e rilanciare i patti per la sicurezza. "Pensare che un tema nazionale, con molti tratti legati a temi internazionali, debba essere gestito da un sindaco con la sua polizia locale credo sia abbastanza inquietante". E ancora, la sindaca, respinge l’impostazione dell’opposizione e sposta il piano della discussione sulle competenze e sulle risorse. "Stiamo aspettando da tempo una risposta dal ministero e soprattutto stiamo aspettando risorse aggiuntive. Vogliamo anche sapere quando arriveranno e come verranno utilizzate", ha detto la sindaca.
Poi il ragionamento sulle responsabilità istituzionali: "Ne parlo spesso con i miei colleghi sindaci: questo è un gioco che non ci vede solidali. Il livello della sicurezza nelle nostre città, la gestione della sicurezza e la parte legata all’immigrazione clandestina sono qualcosa che chiunque abbia la minima consapevolezza di come funziona l’ordinamento di questa Repubblica sa che non dipende dal sindaco".
La sindaca ha citato anche un confronto avuto con l’ex capo della polizia Franco Gabrielli, ricordando un passaggio legato al sindaco di Milano Beppe Sala. "Mi disse: tu sei percepito come responsabile dell’80% della sicurezza, ma gestisci il 20% della tua città", ha spiegato. Un esempio che, secondo Salis, dovrebbe indurre le forze politiche a non scaricare sui Comuni problemi che hanno una dimensione più ampia.
"La parte politica che sta al governo, in questa città, invece che essere solidale con i bisogni di Genova e con i grandi problemi di sicurezza legati alla criminalità, al consumo di stupefacenti, all’immigrazione clandestina e alla gestione dei minori non accompagnati, continua solo a portare avanti un senso di appartenenza verso la propria parte politica", ha aggiunto.
Per la sindaca, i cittadini sono in grado di distinguere tra ciò che dipende dal Comune e ciò che invece riguarda il governo nazionale. "La maggior parte delle persone riesce a fare una distinzione tra quelle che sono le responsabilità di un sindaco e quella che è la responsabilità di un governo che è al quarto anno di mandato", ha detto ancora Salis. "Da una parte politica di destra, con un governo di destra, ci aspetteremmo un altro tipo di richiesta".
La richiesta dell’amministrazione, spiega la sindaca, resta quella di portare avanti i patti per la sicurezza e ottenere più risorse per Genova. Sul tema Salis ha riferito di avere parlato anche con il ministro della Difesa Guido Crosetto, portando alla sua attenzione la situazione della città. "È una situazione molto complessa", ha detto.
Nel ragionamento della sindaca entra anche il confronto con altre città. Salis ha raccontato di avere parlato proprio ieri con il sindaco di Bari Vito Leccese, durante i tre giorni trascorsi tra Bari e Lecce per impegni istituzionali: "Abbiamo fatto un lungo approfondimento, che continuerà qua a Genova, su come Bari sia riuscita a cambiare le sorti del proprio centro storico. Lo ha fatto passando per Città sicure, per investimenti governativi sul centro storico e per progetti di rigenerazione urbana. Le direttrici sono tante: servono risorse sia per i progetti rigenerativi sia per la sicurezza".
Il riferimento al centro storico si intreccia con quello a Villetta Di Negro, dove da tempo cittadini e frequentatori lamentano degrado, bivacchi e problemi legati alla cura degli spazi pubblici. Su questo fronte Salis assicura che l’amministrazione interverrà: "Ne stiamo parlando con l’assessore Massimo Ferrante e con l’assessora Francesca Coppola, perché il tema è legato agli spazi pubblici. Anche per questo servono molte risorse".
La sindaca richiama però anche le difficoltà di bilancio e la necessità di distribuire le risorse tra molti fronti aperti. "Trovarsi in una situazione come quella di quest’anno sull’impiego delle risorse pubbliche di Genova rende complessi interventi che comunque verranno fatti. Siamo al primo anno di mandato, ci sono tanti fronti su cui intervenire. Spesso c’è l’impressione che si giudichi qualcosa più importante di qualcos’altro, ma non è così: è un discorso di distribuzione delle risorse".
Salis non nega che il tema della sicurezza, reale e percepita, sia ormai centrale nella vita quotidiana dei cittadini. "La sicurezza percepita e la sicurezza reale ormai sono elementi che fanno parte della quotidianità di chi vive la città e ho intenzione di aumentare l’attenzione su questo tema", ha detto. Ma, allo stesso tempo, contesta il meccanismo per cui la città viene raccontata in tv senza che arrivino risposte concrete sul piano istituzionale: "Non ricevere attenzioni e risorse, e poi vedere trasmissioni nazionali venire a fare il loro servizietto su quanto sia insicuro questo o quello, è un gioco al quale noi non staremo più".
Un capitolo specifico riguarda le tossicodipendenze, spesso associate alle segnalazioni di degrado e insicurezza in diverse zone della città. Per Salis, però, ridurre tutto all’ordine pubblico sarebbe un errore. "L’emergenza tossicodipendenze non è solo un tema di sicurezza. È chiaro che il cittadino denunci un problema di sicurezza, ma c’è anche un aspetto sanitario. Stiamo portando avanti un tavolo sociosanitario: il tema delle tossicodipendenze va affrontato con il giusto approccio".
La replica più dura arriva sulla richiesta di dimissioni di Viscogliosi. I gruppi di centrodestra hanno accusato, come scritto, l’assessora alla Sicurezza di non avere gestito la situazione e hanno annunciato l’intenzione di portare il tema in consiglio comunale con una nuova seduta monotematica, alla presenza di cittadini e comitati. Salis, però, ribalta l’accusa. "Se il principio è che di fronte a dei fatti di cronaca un assessore si debba dimettere, fatti di cronaca legati secondo loro alla presenza di immigrati clandestini, di persone non regolari e a forti problemi di tossicodipendenza sul territorio, mi chiedo dopo quattro anni il loro governo cosa dovrebbe fare, visto che al centro della loro campagna elettorale c’erano la sicurezza e la gestione dell’immigrazione irregolare", ha detto.
Secondo la sindaca, prima di attaccare l’amministrazione comunale il centrodestra dovrebbe guardare anche alle responsabilità nazionali. "Prima di permettersi di fare certe dichiarazioni sull’assessore di questa giunta dovrebbero valutare che quelle stesse dichiarazioni possono essere fatte in modo molto più circostanziato e pesante sull’operato di questo governo in questo Paese", ha aggiunto.
Per Salis, Genova non può essere considerata un sistema isolato dalle decisioni del governo. "Genova, Milano, Torino, Roma e tutto quello che succede nelle nostre città fanno parte della Repubblica italiana. Non sono città a gestione Gualtieri, Salis o Sala, slegate dalle decisioni che prende il governo", ha detto.
Poi l’affondo politico: "Se pensano di utilizzare questa metodologia per qualsiasi evento che succeda, chiedendo le dimissioni degli assessori, allora cosa avremmo dovuto chiedere alla loro giunta che ha visto peggiorare il posizionamento di Genova nella classifica della sicurezza? Bisognerebbe avere quel minimo di populismo in meno per riuscire a trattare la sicurezza per quello che è: un tema nazionale e internazionale".
La sindaca chiude auspicando un cambio di passo nel confronto politico. "Capisco che nella dialettica con l’opposizione non si riesca a elevare minimamente il discorso", ha detto. "Però mi aspetto che su un tema che sta molto a cuore al centrodestra, come la gestione della sicurezza, si riesca a sviluppare una solidarietà verso la città, creando un gruppo di pressione verso il governo e verso il ministero dell’Interno per avere più risorse su una città che ha complessità del tutto peculiari".
Tra queste complessità, Salis cita il centro storico, il porto e la posizione geografica della Liguria. "La situazione che c’è nel nostro centro storico, con un porto così importante e una regione di confine con la Francia, è del tutto particolare e relativa alla struttura e al posizionamento di Genova", ha concluso. "Sarebbe bello sviluppare un fronte comune per chiedere più risorse, invece che fare comunicati che lasciano sempre il tempo che trovano".
LA NOTA DELLA LEGA: "SCENE DA BRIVIDO A FUORI DAL CORO: GENOVA UMILIATA"
"Un insulto a Genova e ai genovesi. Le immagini raccapriccianti trasmesse ieri sera dalla trasmissione Fuori dal Coro fotografano una realtà drammatica che il campo progressista di Salis e l’assessore Viscogliosi hanno provato per troppo tempo a nascondere: il Centro Storico e la zona della Darsena sono ormai fuori controllo. I video andati in onda sono la conferma drammatica che avevamo ragione. Vedere la nostra città umiliata in prima serata TV, come se fosse un territorio senza legge, è un colpo al cuore. Genova non merita questa vergogna nazionale”. Lo dichiarano con fermezza Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua, esponenti della Lega. “È dallo scorso luglio – incalzano Bordilli e Bevilacqua – che gridiamo a gran voce, in ogni sede istituzionale, che la situazione in Darsena e nei vicoli è esplosiva. Abbiamo depositato atti, chiesto sopralluoghi, dato voce ai residenti esasperati e ai commercianti terrorizzati. Chi parlava di semplice ‘percezione di insicurezza’ o minimizzava i nostri allarmi, ieri sera è stato smentito dai fatti davanti a milioni di italiani. Avevamo ragione noi, purtroppo”. Per i due esponenti della Lega la pazienza è terminata e l’attacco si fa frontale: “Non vogliamo più sentire parlare di astratti progetti di integrazione o di inutili tavoli tecnici mentre i cittadini hanno paura a uscire di casa. Bisogna smetterla di girare l’Italia: occorre stare a Genova e rispondere con i fatti, subito”. “La Lega non starà a guardare il declino di Genova in nome del buonismo progressista. Avevamo chiesto un sopralluogo con l’assessore competente e proprio la settimana scorsa avevamo lanciato un ultimatum: o veniva fissata la data del sopralluogo o avremmo chiesto un Consiglio comunale monotematico sulla sicurezza in Darsena. Ma, purtroppo, a questo punto il monotematico è diventato necessario per l’intera città”, concludono Bordilli e Bevilacqua.
AVS: "IL CENTRODESTRA STRUMENTALIZZA UNA TRAGEDIA E LE FRAGILITÀ SOCIALI PER FARE BECERA PROPAGANDA"
"Ancora una volta il centrodestra sceglie di utilizzare un fatto tragico e doloroso per costruire una polemica politica contro l'amministrazione comunale e contro l'assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi. Un atteggiamento irresponsabile che non contribuisce in alcun modo ad affrontare i problemi della città, ma alimenta esclusivamente paura, rabbia e divisioni. È grave che si tenti di trasformare un episodio che richiede rispetto, approfondimento e senso delle istituzioni in un'occasione per chiedere dimissioni e distribuire colpe, ancora prima che siano chiariti tutti gli elementi della vicenda. È ancora più grave che si continui a descrivere come una minaccia indistinta intere categorie di persone fragili, marginali o in condizioni di disagio, alimentando una narrazione che finisce per colpire chi vive già situazioni di vulnerabilità sociale. La sicurezza è un tema serio e complesso. Non si affronta individuando capri espiatori, né utilizzando le paure dei cittadini come strumento di consenso elettorale. Chi oggi grida all'emergenza permanente dovrebbe spiegare perché, quando era al governo della città e del Paese, non è riuscito a risolvere quei problemi che ora pretende di attribuire esclusivamente all'amministrazione comunale. Respingiamo con forza gli attacchi rivolti all'assessora Arianna Viscogliosi. In questi mesi ha svolto il proprio ruolo con impegno, serietà e disponibilità al confronto, lavorando per costruire politiche di sicurezza che non si limitino alla repressione ma che intervengano anche sulle cause sociali del disagio, dell'emarginazione e dell'insicurezza percepita. Per Alleanza Verdi Sinistra la sicurezza non è uno slogan né una bandiera identitaria da agitare nei momenti di maggiore emotività collettiva. La sicurezza si costruisce attraverso la presenza delle istituzioni, il rafforzamento dei servizi pubblici, la cura degli spazi urbani, l'inclusione sociale e la collaborazione tra tutti i livelli di governo. Troviamo particolarmente indecoroso il tentativo di utilizzare una tragedia per attaccare politicamente un'assessora o per delegittimare il lavoro dell'amministrazione. La città merita un dibattito serio, basato sui fatti e sulle soluzioni, non una competizione a chi alimenta più paura. Alleanza Verdi Sinistra continuerà a sostenere l'operato dell'assessora Viscogliosi e a contrastare ogni tentativo di fare propaganda sulla pelle delle vittime, dei cittadini e delle persone più fragili. Genova ha bisogno di responsabilità, non di sciacallaggio politico". Così in una nota condivisa il gruppo consiliare e segreterie Avs.



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