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Cronaca | 29 maggio 2026, 10:01

Banconote false nel bancomat delle Poste di Pagno: ex direttore rinviato a giudizio

Il processo si aprirà al Tribunale di Cuneo. Contestati peculato e introduzione di denaro contraffatto. La difesa parla di buona fede e sottolinea che quel contante non fu mai erogato agli utenti

Banconote false nel bancomat delle Poste di Pagno: ex direttore rinviato a giudizio

Sarà il Tribunale di Cuneo a fare luce sulla vicenda delle banconote false trovate nel Bancomat dell’ufficio postale di Pagno, piccolo comune della Valle Bronda, nel Saluzzese. 

Per i fatti, risalenti al 2023, è stato infatti rinviato a giudizio l’allora direttore della sede, accusato di peculato e introduzione nello Stato di denaro falso. 

Secondo la ricostruzione dell’accusa, un abituale cliente residente nella vallata si sarebbe presentato allo sportello con alcune banconote – per un totale di 500 euro – ravvisando dubbi sulla loro autenticità. Nell'ufficio non era disponibile una macchina per le verifiche sul denaro contante. L’allora responsabile dell’ufficio si limitò così a un'esame visivo-tattile di quel contante, concludendo che il denaro non fosse falso, ma proponendo comunque di sostituire le banconote al cliente. Successivamente, avrebbe inserito quelle stesse banconote nel Bancomat dell’ufficio postale. 

Quel fatto, divenuto in breve tempo di pubblico dominio, divenne poi oggetto di controlli interni da parte di Poste Italiane. Verifiche portarono al ritrovamento delle banconote, ancora presenti all’interno dell’apparecchiatura. Gli accertamenti eseguiti dalla Banca d’Italia avrebbero poi confermato la falsità del denaro.

La difesa del funzionario, rappresentata dall’avvocato Ferruccio Calamari, sottolinea come le banconote non siano mai state messe in circolazione. Secondo il legale, infatti, il denaro era ancora presente nella macchina al momento dei controlli, immediatamente scartato dal sistema automatico senza mai essere erogato agli utenti. "Si tratta di un fatto di modestissima rilevanza, verosimilmente frutto di un equivoco e comunque determinato da un comportamento tenuto in assoluta buona fede dall’imputato, all’epoca unico addetto presso quell’ufficio postale", afferma il legale. "Le banconote vennero ricevute da un utente abituale del territorio e successivamente inserite nel Bancomat. Non vennero mai distribuite all’utenza".

La difesa evidenzia inoltre come Poste Italiane non si sia costituita parte civile nel procedimento e ritiene che la vicenda presenti profili prevalentemente formali, privi di elementi che possano dimostrare una condotta consapevole o dolosamente orientata. Per il legale, il rinvio a giudizio rappresenterebbe "un passaggio processuale dovuto, che non costituisce in alcun modo un’anticipazione di responsabilità".

Sarà ora il processo a chiarire le circostanze della vicenda e ad accertare eventuali responsabilità dell’imputato.

CharB.

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