A quasi tre mesi dalla morte della piccola Beatrice, il caso che ha sconvolto Bordighera torna ancora una volta nelle aule del Tribunale di Imperia. Questa mattina si è infatti tenuta una nuova udienza civile relativa all’affidamento delle altre due figlie di Emanuela Aiello, attualmente collocate in struttura e senza contatti diretti con i genitori. In aula erano presenti entrambi i genitori, accompagnati dai rispettivi legali. L’udienza si è svolta a porte chiuse ed è durata circa trenta minuti, concentrandosi soprattutto sulla gestione dei rapporti tra le minori e la famiglia e sulle relazioni richieste ai servizi sociali.
Al termine dell’udienza a parlare è stata l’avvocata Laura Corbetta, legale di Emanuela Aiello, che ha evidenziato come uno dei punti centrali abbia riguardato proprio la mancanza di risposte da parte dei servizi sociali rispetto ai contatti tra le bambine e i genitori. “In questa sede abbiamo affrontato il problema che i servizi sociali non avevano risposto al tribunale per dire se ritenevano o no di fare le videochiamate e i motivi per cui non sono state attivate per entrambi i genitori”, ha spiegato Corbetta. “Si sono limitati a dire che le bambine stanno bene, vanno in una nuova scuola, hanno nuovi amici e stanno concludendo l’anno con buoni voti”.
Secondo quanto riferito dalla legale, durante l’udienza sarebbe stata affrontata anche la possibilità di un eventuale collocamento delle bambine presso alcuni familiari. “Le parti hanno anche richiesto una eventuale collocazione presso le famiglie allegate, ma non ci sono risposte”, ha aggiunto l’avvocata. Il giudice avrebbe quindi chiesto ai servizi sociali di relazionarsi in maniera più dettagliata con i legali delle parti e di produrre aggiornamenti periodici più puntuali sull’andamento della situazione delle minori. “Il giudice ha chiesto agli assistenti sociali di relazionare più precisamente con gli avvocati, ha chiesto una relazione mensile su come stanno andando le cose perché siamo rimasti alle relazioni di febbraio e qualche giorno fa”, ha spiegato Corbetta.
Resta infatti uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda: l’assenza di contatti diretti tra le bambine e il nucleo familiare. “Ma le bambine come stanno? Avranno chiesto dei genitori? I nostri assistiti non sanno nulla”, ha dichiarato ancora la legale. “Noi cerchiamo di lavorare per il bene delle minori”. Nel corso dell’udienza è emerso inoltre come lo zio materno abbia formalmente presentato istanza per chiedere che le bambine possano essere collocate presso la propria famiglia. “Lo ha fatto come dovere morale”, ha concluso Corbetta.
La vicenda resta strettamente intrecciata all’inchiesta principale sulla morte della piccola Beatrice, sulla quale proseguono gli accertamenti coordinati dalla Procura di Imperia. Parallelamente continua però anche il procedimento civile che riguarda il futuro delle altre due sorelle, tema che nelle prossime settimane potrebbe conoscere ulteriori sviluppi proprio alla luce delle nuove relazioni richieste dal Tribunale.



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