Via libera del Consiglio comunale di Genova all’ordine del giorno straordinario contro il possibile ritiro dei fondi destinati al prolungamento della metropolitana cittadina. Il documento, presentato dalla maggioranza, è stato approvato con 23 voti favorevoli e 11 contrari.
Al centro della discussione i finanziamenti destinati alla tratta Canepari-Rivarolo e al secondo lotto Brignole-Martinez, per un valore complessivo superiore ai 74 milioni di euro. Secondo quanto emerso durante la commissione consiliare dedicata alla metropolitana, il Governo sarebbe intenzionato a revocare le risorse in assenza del raggiungimento dell’“obbligazione giuridicamente vincolante” entro i termini previsti dalle nuove regole ministeriali.
Nel documento approvato dall’aula si sottolinea come la nota del Ministero non offra né tempistiche né garanzie certe sul rifinanziamento delle opere, rinviando gli interventi “a tempi incerti incompatibili con le esigenze di Genova”. Viene inoltre evidenziato come le aree interessate dai lavori non siano di proprietà comunale, circostanza che avrebbe impedito di completare nei tempi richiesti gli iter amministrativi necessari.
L’ordine del giorno impegna la sindaca e la giunta a proseguire le interlocuzioni con il Governo per ottenere le risorse necessarie al completamento delle tratte verso Rivarolo e piazza Martinez, anche in collaborazione con altri enti locali e tramite Anci.
Ad aprire il dibattito è stato il capogruppo della Lista Silvia Salis Filippo Bruzzone, che ha definito la metropolitana “un’infrastruttura strategica e fondamentale per la città”. Bruzzone ha spiegato che il documento nasce dalla volontà di “dare mandato pieno all’amministrazione” affinché continui a chiedere i finanziamenti necessari. “Abbiamo una responsabilità politica verso la Valpolcevera - ha dichiarato - e non possiamo lasciare il territorio nelle condizioni in cui versa da troppo tempo”.
Sulla stessa linea la capogruppo del Partito Democratico Martina Caputo, che ha parlato di una scelta politica “scaricata sui territori e sui cittadini”. “I 74 milioni non rappresentano un di più ma la condizione minima per completare opere già avviate e attese da anni”. Caputo ha poi ricordato la situazione ereditata sulla tratta Brin-Canepari: “Abbiamo trovato una situazione di paralisi, con un’opera ferma. La giunta ha avuto il coraggio di allontanare l’impresa e rimettere in moto il cantiere”.
Dura la posizione del Movimento 5 Stelle con il capogruppo Marco Mesmaeker, che ha parlato di “ennesimo taglio del Governo Meloni alla città di Genova” e di una “azione penalizzante del Mit”. Nel suo intervento ha chiamato direttamente in causa il viceministro Edoardo Rixi, definendolo polemicamente “Edward Mani di Forbice”. “Tagliando questi soldi state rubando mobilità e futuro ai cittadini”.
Di segno opposto gli interventi dell’opposizione. Il consigliere Alessio Bevilacqua ha annunciato voto contrario accusando la maggioranza di voler “trasformare un tema tecnico in una polemica contro il Governo”. “Dire ai cittadini che il Governo vuole ritirare i fondi significa raccontare una versione distorta della realtà”, ha sostenuto, accusando la Giunta di non aver fatto niente in un anno di lavori.
Anche l’ex assessora Alessandra Bianchi ha respinto l’ipotesi di un definanziamento: “Non c’è stato alcun taglio. Le norme tecniche vanno rispettate e si tratta semplicemente dell’applicazione delle procedure”. Bianchi ha ricordato inoltre la consegna delle aree tra Rfi e Comune avvenuta il 22 maggio, sostenendo che da quel momento l’amministrazione avrebbe dovuto proseguire il percorso previsto.
Critico anche Lorenzo Pellerano, che ha chiesto conto dell’attività svolta dalla giunta nell’ultimo anno: “Ci dica l’amministrazione cosa ha fatto in questo periodo, poi lavoriamo insieme per portare avanti il progetto”.
A chiudere il dibattito è stato l’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante, che ha difeso l’operato della giunta accusando il Governo di non avere mai trasferito i 50 milioni necessari per liberare le aree della tratta Canepari-Rivarolo. “La realtà è che a quella nota del 22 maggio 2025 avrebbero dovuto seguire 50 milioni di euro che il Ministero doveva dare a Rfi per liberare il terzo binario e permettere la configurazione prevista. Quei soldi non sono mai arrivati”.
Ferrante ha ricordato come, durante la recente commissione consiliare, anche la dirigente comunale nominata dalla precedente amministrazione abbia spiegato che l’assenza di quelle risorse abbia impedito a Rfi di completare i lavori necessari alla consegna delle aree. “Noi sulla Canepari-Rivarolo siamo pronti ad andare in conferenza dei servizi, la progettazione è terminata ma senza quei fondi Rfi non ha potuto liberare le aree”. L’assessore ha poi spiegato che sulla tratta Brignole-Martinez il nodo riguarda invece le aree ancora utilizzate da Trenitalia come deposito merci. “Stiamo aspettando che vengano consegnate, e anche lì potremo riprendere i lavori”.
Nel suo intervento Ferrante ha inoltre rivendicato le scelte compiute dall’amministrazione sui cantieri della metropolitana: “Quando siamo arrivati abbiamo trovato cantieri fermi e una ditta che non forniva più cronoprogrammi e non rispondeva neppure alle lettere della struttura tecnica. Io e la sindaca abbiamo deciso immediatamente di allontanarla”. L’assessore ha ricordato anche le proteste dei lavoratori avvenute nei mesi successivi in aula rossa e il successivo subentro di tre nuove imprese del consorzio.
“Abbiamo liberato le aree in Valpolcevera, realizzato il collegamento tra la stazione della metropolitana e via Riost, eliminato il semaforo di via Piombelli e rimesso in funzione un cantiere che dal prossimo mese sarà completamente attivo. Questo definanziamento bloccherà lo sviluppo della metropolitana, perché non sappiamo con quale priorità quelle risorse verranno redistribuite. E tra due o tre anni quei soldi non basteranno più, perché nel frattempo i costi delle materie prime continueranno ad aumentare”.



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