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Attualità | 26 maggio 2026, 14:20

Cuneo Pass, Pellegrino frena sulle frazioni: “Per estenderlo servirebbe un colpo alla Zecca”

Il consigliere Bongiovanni (Cuneo Mia) chiede tariffe ridotte e più pensiline a San Rocco e nelle frazioni. L'assessore riporta alla realtà e ricorda: “Il costo e la durata dei biglietti non sono decisi dal Comune, ma dall'Agenzia della Mobilità Piemontese (AMP)”

Cuneo Pass, Pellegrino frena sulle frazioni: “Per estenderlo servirebbe un colpo alla Zecca”

Il Cuneo Pass ha indubbiamente registrato un'ampia adesione, portando al raddoppio degli abbonamenti mensili sull'altipiano, ma allo stato attuale, è fuori discussione estendere la tariffa ultra-agevolata a tutte le frazioni della città. Sarebbe economicamente insostenibile per il bilancio comunale

L'esperimento degli uffici della mobilità cittadina si può definire riuscito a tal punto da volerlo adeguare a tutta la rete di trasporto locale, ma a spegnere, almeno per il momento, la speranza è l'assessore alla Mobilità del Comune di Cuneo, Luca Pellegrino. Lo ha chiarito senza giri di parole, rispondendo in Consiglio comunale a un'interrogazione presentata da Claudio Bongiovanni, capogruppo della lista civica di minoranza Cuneo Mia.

Pellegrino ha difeso i risultati dell'iniziativa, definendola “una proposta vincente, il cui successo non era scontato ed è stato favorito da un massiccio investimento in comunicazione che ha permesso di far conoscere l'iniziativa a tutti. I dati, d’altronde, parlano chiaro: sull'altipiano gli abbonati mensili al trasporto pubblico locale sono praticamente raddoppiati, passando da 140 a una quota che oscilla tra i 280 e i 300, con un picco di ben 5.000 viaggi registrati tra l'inizio di marzo e metà maggio”.

Dietro la convenienza per gli utenti si nasconde però un pesante sforzo finanziario per le casse pubbliche. Pellegrino ha ricordato che, “in base alla legge regionale 1/2000, il Comune deve corrispondere alla ditta gestrice il mancato incasso derivante dalle tariffe agevolate. Nel caso del Cuneo Pass, il cittadino paga l'abbonamento 9 euro, ma il Comune compensa la differenza rispetto al prezzo reale di 24,5 euro. Esistono già altre forme di sconto sul territorio: a San Rocco Castagnaretta l'abbonamento regionale da 37 euro viene ridotto a 24,5 euro, mentre nel resto del territorio comunale è calmierato a 31 euro. Un impianto che nel solo 2025 ha visto l'Amministrazione erogare circa 490mila euro in agevolazioni tariffarie complessive, includendo i carnet da 40 corse e i pass gratuiti per gli over 70”.

Proprio partendo dal successo della misura, il consigliere Bongiovanni aveva chiesto alla giunta di spingere sull'acceleratore della mobilità sostenibile, valutando l'ampliamento dell'agevolazione massima proprio a partire dalle frazioni escluse, suggerendo come test di partenza San Rocco Castagnaretta. L'esponente di Cuneo Mia ha inoltre sollevato la criticità legata alla carenza di pensiline e la sicurezza di molte fermate posizionate pericolosamente sui cigli stradali o in prossimità di curve cieche, chiedendo un censimento delle criticità e una revisione della rete stradale d’intesa con la Polizia Locale e i comitati di quartiere.

Sull'estensione delle tariffe, la replica dell'assessore Pellegrino ha gelato le aspettative: “coprire le frazioni con la tariffa da 6 euro costa già oggi oltre 100mia euro all'anno e un'espansione totale del servizio richiederebbe una cifra monstre tra i 2 e i 3 milioni di euro. Risorse che - ha avvertito l'assessore - costringerebbero l'Amministrazione a tagliare altri servizi essenziali perché 'la coperta è quella', aggiungendo con amara ironia che per farlo servirebbe 'un colpo alla Zecca di Stato' (citando la celebre serie tv La casa di carta – ndr -). Pellegrino ha poi ricordato che “il costo e la durata dei biglietti non sono decisi dal Comune, ma dall'Agenzia della Mobilità Piemontese (AMP)”.

Freni tirati anche sul fronte delle infrastrutture. “Il Comune di Cuneo – ha analizzato Pellegrino - conta circa 800 fermate (pari a 400 coppie) e molte di quelle storiche, pur non essendo perfettamente regolari, vengono tollerate per evitare che gli utenti debbano camminare troppo lungo strade a forte traffico per raggiungere spiazzi più idonei”.

A pesare sono soprattutto i costi: in ambito urbano una singola pensilina costa tra i 5mila e i 9mila euro (due recenti installazioni nei pressi della sede GC sono costate 30mila euro complessivi), mentre realizzare una fermata "perfetta" a norma di legge, dotata di golfo di entrata e uscita e piazzola adeguata, comporta una spesa di circa 100mila euro a fermata. Unica nota positiva sul fronte della gestione: “dal 2025 – ha informato il Consiglio - la competenza sulla manutenzione e la pulizia delle pensiline è passata dall'azienda di trasporti al Comune”. L'Amministrazione ha fatto sapere di aver reperito i fondi necessari e che i primi interventi diretti, compreso lo svuotamento dei cestini nei punti più critici, partiranno già nel corso dell'anno.

Sara Aschero

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