La chiusura per 15 giorni dell'Havana Club, il circolo privato di via San Giovanni d’Acri, a Cornigliano, non chiude il caso. Anzi, secondo il presidente del Municipio VI Medio Ponente, Fabio Ceraudo, rappresenta solo il primo risultato concreto di un percorso avviato dopo mesi di segnalazioni, proteste dei residenti, raccolte firme, controlli e interventi delle forze dell’ordine.
Il provvedimento è stato disposto dal questore di Genova "ai sensi dell’articolo 100 del Tulps", dopo gli accertamenti svolti da Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale e dopo una lunga serie di episodi segnalati nel quartiere: schiamazzi, risse, aggressioni, sanzioni amministrative e violazioni contestate al circolo.
"La nota ufficiale della questura conferma ciò che abbiamo denunciato e documentato per mesi: il circolo di via San Giovanni d’Acri è stato chiuso per 15 giorni dopo controlli, sanzioni, risse, aggressioni e violazioni continue", commenta Ceraudo.
Per il presidente del Municipio, la decisione "non arriva per caso", ma è il risultato di "un lavoro serio, costante e condiviso tra Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Locale, Comune e Municipio".
"Arriva dopo gli esposti formali che abbiamo presentato come Municipio, trasformando le segnalazioni dei cittadini in atti concreti, con le raccolte firme promosse insieme ai residenti e derise da una parte politica", aggiunge Ceraudo. "Mentre qualcuno ha provato a strumentalizzare tutto per opportunità politica, noi abbiamo scelto la strada più semplice e più difficile allo stesso tempo: quella dei fatti, degli atti amministrativi, della legge".
Il presidente rivendica il lavoro svolto in questi mesi: "Non siamo stati a guardare. Abbiamo raccolto e protocollato gli esposti dei residenti, attivato gli uffici competenti, chiesto e ottenuto controlli mirati e continui, lavorato fianco a fianco con le forze dell’ordine e seguito ogni passaggio fino al provvedimento del questore. Tutto documentato, tutto verificabile, tutto fatto nell’interesse del quartiere".
Ceraudo ringrazia quindi "Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Polizia Locale, Municipio, Comune, l’assessora alla sicurezza Arianna Viscogliosi, la sindaca Silvia Salis, il questore e il prefetto per aver ascoltato la voce dei cittadini".
"Si poteva fare e lo abbiamo fatto", prosegue. "Ma questo è solo il primo passo. Un passo importante, un segnale chiaro, ma non la soluzione definitiva. La chiusura temporanea non elimina il problema alla radice: lo frena, lo interrompe, mette un punto fermo. Andremo avanti con la stessa serietà, con gli stessi strumenti e con la stessa determinazione".
Sulle polemiche nate sui social, dove diversi residenti hanno sottolineato come la chiusura sia limitata a 15 giorni e temono che poi tutto possa tornare come prima, Ceraudo chiarisce il senso del provvedimento: "L’articolo 100 del Tulps è una misura preventiva, non una pena. Serve a prevenire ulteriori pericoli per l’ordine pubblico quando un locale diventa teatro di risse, spaccio, gravi disordini o ritrovo di pregiudicati. La sospensione è quindi temporanea e cautelare, non punitiva".
Il presidente spiega inoltre che, al primo provvedimento, la sospensione non può normalmente superare i 15 giorni: "Il legislatore ha previsto una scala di gravità: prima si sospende, poi, se i fatti si ripetono, si può arrivare alla revoca. Una chiusura troppo lunga al primo episodio rischierebbe di essere considerata sproporzionata e facilmente annullabile".
Ma la linea politica, per il presidente, è chiara: "Per noi comunque deve essere chiuso. La chiusura è un segnale forte, Cornigliano non si merita l’improvvisazione: si merita rispetto, legalità, ascolto e presenza. E noi continueremo così, con i fatti e non con le opportunità politiche".



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