“Le lacrime di coccodrillo della politica” restano fuori dalla porta, mentre dentro il Palco 19 c’è spazio solo per la verità, cruda e potente. Ieri sera, lunedì 17 maggio, Vladimir Luxuria ha conquistato il pubblico astigiano con il suo spettacolo “Stasera ve le canto”, un monologo a tratti esilarante e a tratti profondamente commovente, salutato alla fine da una convinta standing ovation di una platea in parte visibilmente in lacrime.
L’evento, organizzato in occasione della Giornata internazionale contro l’omobitransfobia e come tappa di avvicinamento all’Asti Pride dell’11 luglio, si è trasformato in un viaggio intimo nella vita dell’attivista, scrittrice e personaggio televisivo, che si è raccontata senza sconti e senza nascondersi dietro alcun pregiudizio.
Che fosse bravissima, profonda e istrionica lo sapevamo da tempo, ma ciò che si è visto ieri sera ha svelato porte insospettabili e, a volte, chiuse.

I silenzi in famiglia e il coraggio di essere se stessi
Al centro dello spettacolo, un racconto intenso del suo scoprirsi trans e delle montagne da scalare per affermare la propria identità. Con grande delicatezza, Luxuria ha aperto le porte della sua memoria familiare, riportando il pubblico in quelle stanze dove la rivelazione di sé scatenava reazioni dolorose e mute.
Il racconto ha toccato momenti di forte impatto emotivo, dal padre svenuto di fronte alla verità fino a quel silenzio che cadeva in casa durante le cene: un vero e proprio “gelo”, come lo ha definito sul palco, una tavola segnata solo dal “rumore delle posate”, perché non c’erano parole per affrontare quel cambiamento e lei, ha ricordato, non voleva dire nulla in quel vuoto.
A questi ricordi si è aggiunta la confessione di una giovanile e momentanea fuga da casa, una scelta drammatica seguita dalla decisione di tornare sui propri passi, un ritorno fondamentale senza il quale, ha ammesso dal palco, “forse sarei diventata una homeless”.
Ironia graffiante, retroscena tv e un talento musicale inaspettato
Ma “Stasera ve le canto” non è stato solo un tuffo nel dolore. Fede al suo stile, Luxuria ha saputo bilanciare l’introspezione con una stand-up comedy graffiante e ironica, smontando pezzo per pezzo i cliché e l’ideologia gender.
Con la consueta leggerezza ha raccontato aneddoti della sua vita pubblica, snocciolando qualche “perla appetitosa” e retroscena curiosi delle sue esperienze in televisione, strappando risate e applausi a scena aperta a una platea gremita.
La vera sorpresa della serata è arrivata però dalla musica. Il monologo, come suggerisce il titolo, è stato farcito da canzoni eseguite dal vivo, svelando una Vladimir Luxuria dalle doti canore notevoli, capace di spaziare da De André a brani dal ritmo più popolare.
Il diritto di non nascondersi verso l’Asti Pride
Lo spettacolo al Palco 19 si è confermato come un atto politico e di rivendicazione collettiva. Come aveva anticipato nella nostra intervista prima dell’evento, il teatro diventa uno spazio in cui la memoria individuale offre una chiave di lettura sulle ipocrisie sociali e sui diritti negati.
La risposta di Asti è stata forte e chiara: un applauso lunghissimo e tante lacrime per un racconto di rinascita, che lancia un messaggio potente in vista del Pride dell’11 luglio. Perché se il percorso è fatto spesso di gelo e di porte sbattute, la standing ovation di ieri sera dimostra che c’è una comunità pronta a non far sentire più nessuno sbagliato, o solo.


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