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Politica | 16 maggio 2026, 18:00

Termovalorizzatore, Cairo e Cengio contrari: "Serve condivisione, no a fughe in avanti e ambientalisti a targhe alterne"

Lambertini e Dotta: "Nessuna condizione per l’impianto, confronto tra sindaci su ogni sviluppo e possibili azioni legali a tutela della Val Bormida"

Termovalorizzatore, Cairo e Cengio contrari: "Serve condivisione, no a fughe in avanti e ambientalisti a targhe alterne"

Cairo Montenotte e Cengio ribadiscono il loro “no” al termovalorizzatore. Una posizione condivisa dai sindaci Paolo Lambertini e Francesco Dotta, intervenuti nuovamente nel dibattito dopo il confronto con gli altri Comuni valligiani e la pubblicazione del bando da parte di ARLIR, in scadenza il prossimo 30 giugno.

“Non si può essere paladini dell’ambiente a targhe alterne: bisogna pensare al territorio e alla salute pubblica, non all’appartenenza politica”, affermato i due amministratori, sottolineando che “Non ci sono le condizioni ambientali per ospitare un impianto di questo tipo”.

Il confronto coinvolge i 19 sindaci della Val Bormida. Dopo un primo documento diffuso a febbraio 2025, l’11 maggio è stato sottoscritto un secondo testo unitario indirizzato alla Regione. Nel documento si richiama il pesante lascito del passato industriale della valle, ancora segnato da criticità ambientali irrisolte, tra aree da bonificare, controlli in corso e problemi legati alla qualità dell’aria. I primi cittadini evidenziano inoltre l’assenza di garanzie ritenute sufficienti da parte delle aziende interessate alla realizzazione e gestione dell’impianto, e sollevano criticità anche sull’avviso pubblico, sia per le dimensioni del progetto sia per il sistema di valutazione previsto.

Lambertini e Dotta insistono anche sul tema della condivisione: “Non vogliamo fare polemica, ma qualsiasi iniziativa deve passare da Cairo e Cengio, che sono i Comuni direttamente interessati. Non possono esserci fughe in avanti improvvisate”. Nel merito del progetto, i due sindaci richiamano anche scelte del passato, “come il biodigestore e l’insediamento di aziende chimiche, che hanno contribuito ad aumentare un carico ambientale già considerato elevato”.

Particolare attenzione viene riservata alla qualità dell’aria a Cairo, con riferimento alla vicenda Italiana Coke. Lambertini ricorda: “Dal 2017, da quando amministriamo, abbiamo evidenziato le criticità legate alla cokeria, creando un ufficio ambiente, potenziando il monitoraggio del benzopirene, che prima non era considerato, spostando le centraline e arrivando fino ad azioni legali. Chi parla di ambiente oggi cosa ha fatto per quarant’anni?”

Non meno duro l’intervento del sindaco di Cengio: “Cengio è ancora segnato dalla vicenda Acna e nessuno è intervenuto per risolvere le criticità. Non può ospitare un impianto di questo tipo, sia per le condizioni ambientali sia per la viabilità, non in grado di sostenere un traffico così intenso di mezzi pesanti”.

Dotta è intervenuto anche sull’assemblea pubblica di Carcare in programma ieri sera, precisando che “la mancata partecipazione non implica alcuna apertura al progetto”. Critiche anche al sindaco Mirri: “Alcune sue dichiarazioni sono vaghe e mettono insieme elementi non collegati. Noi siamo aperti al dialogo, ma ogni decisione dovrà essere condivisa”.

Lambertini esclude inoltre qualsiasi ipotesi di trattativa o compensazione: “Tutte cavolate. Il territorio oggi non può sedersi a nessun tavolo per valutare proposte, né tantomeno per ascoltarle: il contesto ambientale è chiaro. Questa situazione va avanti da cinquant’anni e non si può risolvere dall’oggi al domani”. E aggiunge: “Cairo ha recentemente detto no ad aziende chimiche ad alto impatto ambientale, anche contro l’opinione di consiglieri regionali che ne avrebbero caldeggiato l’insediamento”.

I due sindaci ribadiscono infine il ruolo centrale dei Comuni nelle decisioni che riguardano la salute dei cittadini: “La Regione non può procedere senza il coinvolgimento dei territori interessati. Abbiamo il dovere costituzionale di tutelare i cittadini”. Lambertini e Dotta confermano anche l’impegno alla trasparenza e al confronto tra i Comuni della valle: “Eventuali nuove informazioni nuove o diverse o contatti con enti sovraordinati saranno condivise tra tutti i sindaci, comprese eventuali azioni legali. Non per logiche di partito, ma per il bene della Val Bormida”.

Graziano De Valle

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