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Attualità | 14 maggio 2026, 12:22

Cantieri ‘selvaggi’, scatta la tolleranza zero: il Comune approva il nuovo Regolamento per il ripristino delle strade

La sindaca Salis e l'assessore Ferrante annunciano norme stringenti: chi sbaglia rifà i lavori da zero. E scattano le prime sanzioni: “Su 20 ispezioni, 13 sono risultate irregolari”

Cantieri ‘selvaggi’, scatta la tolleranza zero: il Comune approva il nuovo Regolamento per il ripristino delle strade

Una riforma radicale del Regolamento per la rottura del suolo pubblico è stata presentata questa mattina a Palazzo Tursi dalla sindaca Silvia Salis e dall’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante, una serie di norme stringenti per porre fine al degrado dei ripristini stradali. Le novità principali mirano a garantire che ogni scavo venga richiuso a regola d’arte, eliminando il fenomeno delle "cunette" e degli avvallamenti che mettono a rischio la sicurezza.

Il nuovo impianto normativo introduce strumenti di controllo e sanzioni senza precedenti per la città, confrontando i regolamenti con quelli di altre città come Milano, Torino e Firenze. Le principali novità sono la creazione di un Gruppo tecnico intersettoriale, una squadra speciale composta, al momento, da tecnici di Aster, Polizia Locale, uffici dei Municipi e Direzione strade con formazione specifica per valutare la regolarità tecnica degli scavi. Verrà creato poi il Registro delle non conformità, un database per monitorare il comportamento delle imprese: nel caso in cui ci fossero più di quattro violazioni in un anno, scatteranno misure punitive progressive e controlli ancora più serrati. Inoltre, per ogni intervento superiore ai 10 metri quadrati, le aziende dovranno presentare una relazione firmata da un tecnico abilitato. In caso di irregolarità reiterate, la relazione dovrà essere asseverata, con il tecnico che si assume responsabilità civili e penali dirette sulla qualità del lavoro.

Il Comune non svincolerà più i depositi cauzionali e le fideiussioni immediatamente, ma li tratterrà per tutto il periodo di osservazione necessario a verificare l'assestamento del terreno.

Infine, il regolamento impone una stratificazione precisa dei materiali (vietando il riutilizzo del materiale di scavo, come in precedenza avvenuto) e specifica che il manto stradale deve avere uno spessore di 20 cm, contro i 5 cm spesso riscontrati in passato. Il ripristino definitivo dell'asfalto dovrà avvenire tassativamente dopo sei mesi.

La sindaca Salis ha sottolineato come questo provvedimento sia fondamentale per il decoro urbano. “La cura della città passa anche dalla qualità degli interventi quotidiani sulle nostre strade. Le infrastrutture comunali sono beni di tutti e ogni cantiere deve essere gestito con la massima attenzione, con senso di responsabilità e, soprattutto, con rispetto per i cittadini e per la cosa pubblica. Genova merita che dopo un cantiere la strada sia restituita come prima per una questione di decoro, ma non solo, anche per una questione di sicurezza”.

L'Assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante ha spiegato che la riforma nasce da un evidente "deficit di controllo e soprattutto un deficit di qualità del ripristino" osservato negli ultimi anni. I dati della fase sperimentale avviata ad aprile sono allarmanti: su 20 ispezioni effettuate, ben 13 sono risultate irregolari. “Il messaggio deve essere chiaro: noi stiamo tornando a intensificare i controlli e non facciamo sconti a nessuno, neanche alle imprese che lavorano nei grandi cantieri dei Quattro Assi, della metropolitana o del PNRR”, ha avvertito Ferrante. L'assessore ha poi chiarito quale sia la strategia per obbligare le ditte al rispetto delle regole: “Il vero deterrente non è tanto la sanzione, che di per sè ha importi irrisori, ma costringere le imprese a rifare da zero il lavoro. A quel punto il costo diventa esorbitante”. 

Il provvedimento punta a risolvere i danni lasciati in eredità da interventi passati, come quelli per la fibra ottica, che hanno generato “costi incredibili per la collettività” a causa di ripristini eseguiti male. L’approvazione finale spetterà al Consiglio Comunale.

Chiara Orsetti

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