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Politica | 12 maggio 2026, 13:55

Provincia, vacilla la lista unitaria: Pd e centrosinistra si attrezzano per la sfida d’autunno

Primi incontri sul territorio finalizzati a raccogliere disponibilità in vista delle elezioni. “Ci stiamo coordinando con Rete Civica. L’obiettivo – spiegano i Dem - è una formazione di amministratori che sia rappresentativa di tutta la Granda, dalle sette sorelle alle aree montane e rurali”

Provincia, vacilla la lista unitaria: Pd e centrosinistra si attrezzano per la sfida d’autunno

Si avvicinano appuntamenti importanti per la politica cuneese, il primo dei quali saranno le elezioni provinciali in autunno. Gli amministratori dei 247 Comuni del Cuneese saranno chiamati al rinnovo del presidente e del Consiglio provinciale nel mese di ottobre.

Due elezioni che, in questa circostanza, si sovrappongono per quanto siano distinte.

Da settimane si vocifera di una possibile candidatura unica alla presidenza, con Luca Robaldo senza rivali, e di una lista unitaria per il Consiglio com’era avvenuto ai tempi di Federico Borgna. Ma alcuni segnali fanno dire che questo percorso non trova tutti concordi tanto a sinistra che a destra.

In Fratelli d’Italia c’è chi non vede di buon occhio il “listone” perché ritiene annacquerebbe le differenze politiche e finirebbe per andare a vantaggio del centrosinistra.

Da sinistra, analogamente, c’è chi ritiene opportuno un distinguo e ancora parla di “tradimento”, riferendosi alla scelta di Robaldo di essersi schierato alle regionali col centrodestra rompendo quel patto stipulato quando aveva dovuto misurarsi con Roberto Dalmazzo, il sindaco di Lagnasco allora candidato dal centrodestra alla presidenza della Provincia. È per questa ragione che il Partito Democratico si sta attrezzando a una sfida.

“Da inizio anno – spiegano dal Pd - il segretario Davide Sannazzaro ha proposto che la segretaria provinciale sia itinerante nei vari circoli della provincia di Cuneo. È un’occasione per confrontare temi e sensibilità locali coi livelli provinciali e regionali e, grazie alla mappatura delle amministrazioni che abbiamo aggiornato nel corso del 2025, raccogliere le disponibilità per una lista per le elezioni provinciali che stiamo coordinando con Rete Civica e che sarà  rappresentativa di tutta la Granda, dalle sette sorelle alle aree montane e rurali”.

“L’esito referendario – aggiungono senza fare esplicito riferimento ad un guanto di sfida lanciato a Robaldo - ha dato nuova spinta alla partecipazione attiva dei militanti Pd, ma non solo: c’è voglia di tornare alla politica in tutto quel mondo progressista che è stato per troppo tempo compresso tra le pressioni della destra di governo nazionale e regionale e l’equivoco di  una soluzione civica che in realtà era ed è funzionale solo al consolidamento del centrodestra a tutti i livelli”.

Insomma – da quel che si evince – l’ipotesi di un’eventuale lista unica per il Consiglio provinciale e la convergenza unitaria sulla candidatura di Robaldo sembrano vacillare prima ancora di aver provato a decollare.

Giampaolo Testa

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