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Eventi | 06 maggio 2026, 07:21

Sanremo, JE rivendica la svolta: gara obbligatoria dopo le sentenze, possibile nuovo ricorso al Consiglio di Stato

Cerruti: “Senza di noi nessuna gara. Ora difendiamo concorrenza e diritti economici dell’industria musicale”

Sanremo, JE rivendica la svolta: gara obbligatoria dopo le sentenze, possibile nuovo ricorso al Consiglio di Stato

"La recente pronuncia del TAR Liguria non cambia la sostanza della vicenda legata all’organizzazione del Festival di Sanremo": secondo Just Entertainment (JE), la battaglia legale avviata contro l’affidamento diretto alla RAI ha già prodotto un risultato storico: l’obbligo di procedura pubblica per l’assegnazione del Festival. Per oltre cinquant’anni, infatti, il Festival è stato gestito senza gara dalla televisione pubblica. Uno schema che JE ha contestato con successo prima davanti al TAR Liguria nel dicembre 2024 e poi al Consiglio di Stato nel giugno 2025. Da quel momento, secondo la società, l’affidamento diretto non è più possibile.

“Ci avevano detto che era impossibile. Lo abbiamo fatto”, dichiara Sergio Cerruti, Managing Director di JE. La sentenza depositata ieri riguarda il primo bando nato proprio in seguito a quella vittoria. Tuttavia, JE solleva dubbi sulla struttura della gara: un perimetro limitato ai soli operatori televisivi nazionali in chiaro, ritenuto potenzialmente lesivo dei principi di concorrenza. “Sul piano dei principi di concorrenza, favor partecipationis e proporzionalità, riteniamo vi siano elementi solidi per un appello al Consiglio di Stato”, afferma Cerruti, annunciando una possibile nuova iniziativa legale insieme allo Studio Lipani. Un punto che JE considera centrale riguarda la narrazione mediatica: “A chi oggi titola ‘Sanremo resta alla Rai’, sfugge un punto essenziale: questa gara esiste solo perché JE l’ha imposta”.

Secondo la società, senza il ricorso, il Comune di Sanremo e gli artisti avrebbero continuato a operare in un sistema meno remunerativo, con milioni di euro in meno derivanti da una convenzione senza gara. Ma il contenzioso con la Rai non si ferma al Festival. Cerruti è infatti impegnato da oltre quattro anni in una disputa da oltre 20 milioni di euro per diritti musicali non riconosciuti all’industria discografica. “Non importa quanto tempo ci vorrà”, conclude. “La cosiddetta ‘Mamma Rai’ ha mostrato nei confronti dell’industria musicale un volto più simile a quello di Dracula che di una madre”.

Una dichiarazione dura, che punta il dito contro la mancata remunerazione adeguata di artisti e produttori, proprio mentre la musica viene celebrata sul palco dell’Ariston. L’obiettivo finale, sottolinea JE, è duplice: "Garantire un mercato realmente aperto per l’organizzazione degli eventi musicali e assicurare il pieno riconoscimento economico del lavoro creativo. “Se abbiamo garantito al mercato il diritto di esistere come interlocutore, il prossimo passo è ottenere il giusto compenso. E su questo non ci fermeremo.”

Carlo Alessi

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